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ven

04

mag

2012

Recensione EUROPE - Bag of bones

EUROPE

Bag of bones

earMusic/edel

data release: 27 aprile 2012

 

Le recensioni difficili stanno diventando il mio pane, ma come dico e penso, a fare le cose facili sono capaci un po' tutti, quindi ci proviamo con tutta l'obiettività possibile, lasciando da parte il mio amore viscerale per questa band e vediamo cosa ne viene fuori. Siete pronti o no? Perché questo è solo l'inizio! Partiamo dalla copertina, che dopo le recenti pubblicazioni è finalmente qualcosa che piace già al primo sguardo, piena di particolari interessanti. “Riches To Rags” è la prima delle undici (dodici nella japan-version) canzoni che compongo questo nuovo lavoro. Riff di chitarra in perfetta linea con gli ultimi lavori (post-reunion), tastiere di sottofondo, sezione ritmica precisa e voce di Joey Tempest a dominare il tutto, l'assolo è potente anche se ad un primo ascolto mi sembra slegato dalla canzone. “Not Supposed To Sing The Blues” è il primo singolo/video, voci di corridoio dicono che sia stata ripescata ed aggiunta all'ultimo e dopo i ripetuti ascolti, risulta essere la canzone più semplice del lotto.

 

Il disco prosegue come è iniziato, tolto qualche picco come “Doghouse” o “Beautiful Disaster” (la bonus track che mi ha ricordato un po' i Queen), la sensazione è abbastanza semplice da descrivere. Avete presente il bowling? Guardi i birilli, prendi la mira e via. La boccia corre lungo la pista ed ormai non puoi farci più nulla, non puoi raddrizzare il tiro, quel che è fatto è fatto. Non potranno esserci sorprese. Qui è la stessa identica cosa, boccia lanciata, traiettoria eseguita, quanti birilli cadranno? La qualità delle canzoni è elevata semplicemente per merito dei musicisti (senza dimenticare il produttore, tale Kevin Shirley già al lavoro con Iron Maiden, Joe Bonamassa, Black Country Communion, Black Stone Cherry e Journey) ma quel che manca è quella freschezza, quell'immediatezza, che era parte del DNA degli Europe degli anni 80. L'impressione è che se carichiamo tutti i brani composti dalla reunion ad oggi in un Ipod-Iphone e selezioniamo l'opzione random, il risultato che ne viene fuori è che le canzoni hanno tutte quel suono, quell'imprinting, che renderebbe difficile capire da che album sono estratte, sempre che l'ascoltatore non sia un fan sfegatato come forse non sono più io.

 

Negli anni la band ha subito diverse trasformazioni, sono nati metal, passati per AOR, hair metal (impossibile dimenticare quelle permanenti!!!!) ed ora sono nella fase hard rock nuda e cruda. Forse il sottoscritto non gli ha perdonato di aver abbandonato la strada “journey” in favore di quella “led zeppelin”. Gli Europe sono “ripartiti dall'oscurità” con una “società segreta” per dare “un'occhiata al paradiso” (del quale erano “prigionieri” molti anni fa, complice la loro uscita “fuori da questo mondo” appena finito il conto alla rovescia volando sulle ali del domani sopra l'Europa) e che cosa hanno trovato?? Un “sacco d'ossa”!!

 

 

 

Recensione di Andrea Lami