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mer

09

mag

2012

Recensione HARDLINE - Danger Zone

HARDLINE

Danger Zone

Frontiers Records

data release: 18 maggio 2012

 

Un minimo di cronostoria degli Hardline ci vuole. Nati per volere dei fratelli Johnny e Joey Gioieli, i quali, per merito della sorella che frequentava Neal Shon, ne incontrano i favori a tal punto da convincerlo a partecipare al loro disco d'esordio, prima in veste di produttore poi anche di chitarrista (“Double Eclipse” un must!!). Il solito avvento del grunge sposta drasticamente le attenzioni di etichette e la band vola in naftalina con Johnny che offre i suoi servigi ad Axel Rudi Pell. Solamente nel 2002 i fratellini Gioieli decidono di dar seguito alla loro creatura e trovano in Josh Ramos il sostituto del grandissimo Shon. L'album in questione prenderà il nome di “II” e visti gli ottimi responsi verranno chiamati a suonare al Gods Festival ed il tutto sarà registrato e pubblicato (“Live at the Gods Festival 2002”).

 

Gli anni passano velocemente e ci ritroviamo al 2009 quando, sempre per merito della Frontiers -autentica archeologa di band e musica di qualità è giusto ricordarlo- viene dato alla luce “Leaving The End Open”. Ed è sempre grazie ai favori dell'etichetta nostrana che Johnny non molla il colpo ma viene a contatto con Alessandro Del Vecchio (tastierista degli Edge of Forever) ed inizia un nuovo processo di songwriting. A questo punto mancano i musicisti per far diventar tutto realtà. Vengono trovati nelle persone di Thorsten Keohne, alla chitarra (Code of Perfection, Eden's Curce), Anna Portalupi al basso (Mitch Malloy) e Francesco Jovino alla batteria (UDO).

 

Il disco in questione è un lavoro di qualità. Son passati ben vent'anni dall'esordio, e -come detto- diversi cambiamenti di line-up ma tutto è al proprio posto. I dodici brani che costituiscono questo ritorno sono tutti piacevoli ed easy-listening e sono composti da parti più rock-oriented, ma la vena melodica non ci mette molto a prendere il sopravvento, al punto di diventare la parte centrale intorno alla quale le canzoni stesse sono costruite. Difficile non rimaner colpiti dalla semplicità di brani come “The Only One”, dal coro ruffiano e contenente un bel duello chitarra-tastiera, “Danger Zone” un mid-tempo preciso che ben figurerebbe tra la discografia dei Whitesnake o “What I'd Love”, molto coinvolgente, il cui chorus richiama alla mente la più celebre “heaven tonight” di Malmsteeniana memoria. I lenti “Look At You Now” e “Stronger Than Me” non raggiungono la vetta della bellissima “Can't Find My Way” ma si difendono bene. Questa “Danger Zone” non ha nulla di pericoloso, anzi, il consiglio è riservato agli amanti delle sonorità melodiche: addentratevi senza timori. Link: www.hardlinerocks.com

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

 

Tracklist:

 

01. Fever Dreams

02. 10.000 Reasons

03. Danger Zone

04. What I’d Like

05. Stronger Than Me

06. Never Too Late For Love

07. Stay

08. I Don’t Want To Breakaway

09. Look At You Now

10. Please Have Faith In Me

11. Show Me Your Love

12. The Only One