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2012

Live Report GROEZROCK 2012 @ Meerhout, Belgio - Day 2 - Domenica 29 Aprile 2012

Report a cura di Andrea “Canthc” Cantelli (scrive in nero) e Marco Ricciotti ( scrive in blu)

Eccoci arrivati alla seconda parte del nostro report dove racconteremo la Giornata del 29 Aprile. Le ore di sonno all’attivo sono pochissime ed è presente un possente cerchio alla testa per i festeggiamenti della notte precedente, insomma sarebbe da passare la mattinata a godersi il tiepido sole del Belgio e fare buoni propositi ma non si può perché già alle 10:30 sono già di fronte al Main stage per l’esibizione dei Versus The World, band culto con membri di The Ataris e Lagwagon, con all’attivo un solo bellissimo disco sotto Kung Fu records nel 2005. Ottima esibizione contando l’orario e tutto il resto peccato si focalizzino maggiormente sui pezzi nuovi del disco che sarà prossimamente in uscita che naturalmente non conosco non avendo a disposizione una sfera di cristallo.

 

Sempre di prima mattina suona una delle band più attese da me a questo Groezrock, ovvero i paladini dell’orgcore-punk, direttamente da Oklahoma city signore e signori sull’ Etnies stage ecco i Red City Radio. Nonostante l’orario improbabile il barbuto quartetto regala una delle esibizioni migliori viste a questo festival, il pubblico partecipa attivamente con stagediving e sing-along. Parlando con i ragazzi della band dopo lo show mi hanno detto che sono rimasti anche loro sorpresi dalla risposta dei kids Europei, tra l’altro è sempre un piacere fare festa con i Red City Radio eccezion fatta per il manager che penso sia il più grande scroccatore di paglie che sia mai esistito…infatti appena l’ho incontrato gli ho girato in toto il mio quasi vuoto pacchetto di Camel, così mi son messo il cuore in pace e son passato a rollarmi del tabacco.

 

         Del secondo giorno parto con i Make Do And Mend, li conosco perché il cantante/chitarrista è il bassista dei Defeater. Fanno un punk-rock con una gran vena emo anni ’90, qualche pezzo mi piace molto ma non hanno quella cosa che me li faccia apprezzare più di tanto, sono la tipica band che mi piace ma non seguirò mai assiduamente. Buonissimo show per loro che sono cresciuti molto nell’ultimo periodo grazie anche a tour insieme a gente del calibro di Hot water Music e Thursday.

 

 

Non posso non guardare l’esibizione degli Mxpx All-Stars, sono troppo fan di Mike Herrera, se leggi l’articolo che ho fatto sui loro show in Italia qualche settimana fa confermo quello che di buono ho scritto…cambia la location ma il succo è quello. 

 

Non sono mai stato un gran fan di Jonah Matranga, non è perché non mi piaccia, è piuttosto perché di tutta la scena dei cantautori ho apprezzato altri artisti e mi sono fossilizzato su di loro. Comunque sia mi guardo tutto il concerto e nonostante conosca pochi pezzi non mi annoio, apprezzo la sua sincerità e la voglia che ha di stare ancora su un palco davanti ai suo fan. Vedrò di ascoltarmi di più qualche suo album.

 

 

Cosa posso aggiungere io povero mortale a quello che si può scrivere sugli Hot Water Music? Credo poco o niente. Dal vivo come al solito sono grandiosi, questa volta propongono anche qualche pezzo del nuovo disco “Exister” che spero vivamente sia molto bello anche perché ho fatto un pre-order da 100$ che comprende vinile, cd, due maglie, cappotto, fibbia, poster, toppe, spille ecc.. Insomma sono un investitore diretto, se l’album sarà una merda mi prenderanno per il culo a vita.

 

E’ arrivata l’ora di parlare male di qualcuno. E’arrivata l’ora degli Alkaline Trio. Tutti gasati prima del loro concerto, gli ultimi album sono sicuramente in discesa ma le cose precedenti mi piacciono moltissimo. Ero stato avvertito che dal vivo non sono un granché ma faccio finta di non sentire, mi metto lì e aspetto quei pezzi che voglio cantare col dito al cielo. Quei pezzi non sono mai arrivati. Una scaletta davvero discutibile, moltissimi pezzi minori e al massimo tre dei singoli più famosi, davvero poco adatta ad un festival. Come se non bastasse, atteggiamento svogliato e supponente. Me ne vado delusissimo.

Arriva per me il momento più duro del festival infatti per un incrocio di scalette devo fare una scelta esistenziale e questa comporta che mi vedo solo quattro pezzi del concerto di reunion dei Good Riddance, una band con la quale sono cresciuto e i loro concerti hanno fatto da sfondo alla mia gioventù. Per quel poco che ho visto la carica è quella di un tempo anche se i volti sono più segnati dal tempo, sia i loro che quelli dei fan…il più segnato dal tempo sembra Russ Rankin, ma lui è straight edge e si sa che chi non fa stravizi invecchia peggio.

 

Se ho sacrificato un parte dell’esibizione dei Good Riddance è stato per vedermi quella che a fine festival definirò l’esibizione migliore in assoluto, ovvero quella di Dave Hause. Il palco acustico è gremito e l’atmosfera è sensazionale. Dave da frontman di una punk rock band (The Loved Ones) è diventato un cantautore carismatico. Momenti topici sono l’esecuzione di “The Bridge” e “Pretty Good Year” cantata insieme all’amico e collega Chuck Ragan.

 

 

Ancora incazzato per gli Alkaline Trio vado a vedere i Thrice, uno dei motivi per cui sono al Groezrock. Che dire? Impeccabili. Speravo facessero più pezzi degli ultimi due dischi ma giustamente essendo l’ultimo tour europeo prima di una pausa di qualche anno, sfoderano molti pezzi vecchi. Dustin Kensroue ha una voce incredibile e non sbaglia una nota, Teppei è l’uomo asiatico più bello di tutti i tempi e insieme agli altri due salgono sul podio dei miei gruppi preferiti di questo festival.

 

Si è spesso parlato in questo report di bands che non sono abituate a gestire grandi palchi e grandi folle, una che invece riesce a gestire al meglio ogni situazione sono gli Anti-Flag. Non riesco a contare le volte che li ho visti in vita mia e non hanno mai sbagliato un concerto…MAI! Naturalmente onorando il palco del Gorez tirando fuori la loro solita esibizione impeccabile.

 

Riesco a vedere una frazione dell’esibizione live di Tommy Gabel degli Against Me! Che se non abiti sulla luna sai bene che negli ultimi giorni (dopo questo concerto) è stato al centro dei gossip della scena punk rock in quanto ha dichiarato che farà un’operazione per cambiare sesso e diventerà Laura Jane Grace. Massimo supporto per il coraggio mostrato da Tom/Laura nel portare avanti questa decisione.

 

Siamo giunti alla patata bollente: i Refused, il gruppo più discusso degli ultimi tempi e la cui reunion ha fatto parlare tanto. C’è chi li odia perché sono dei “venduti” e chi è semplicemente contento di vederli live che non ci sperava neanche fino a qualche mese fa. Io sto nel mezzo. E mi faccio i cazzi miei come sempre. In fondo li ho ascoltati tantissimo e mi piacciono tantissimo e ho anche molta voglia di vederli ma d’altro canto mi rendo conto che Dennis aveva bisogno di un po’ di soldi, come tutti del resto, solo che lui predica tanto contro il capitalismo e lo show business e poi si prende un cachet non proprio da band indipendente.

Ho avuto modo di parlare con lui un paio di anni fa quando venne con gli AC4 a suonare in Italia (in quella data non suonarono neanche perché litigarono con il promoter), mi è sembrato un tranquillo svedese con qualche problema finanziario. Mi disse, infatti, che a breve sarebbe andato in tour con i Blody Beetroots aggiungendo: “mi pagano bene e sto un po’ in giro per il mondo”. Io non lo critico affatto per questo, penso sia anche difficile per un musicista arrivato a un certo livello accettare il fatto di non poter vivere facendo musica e perciò si scende a compromessi. Da questo allo spettacolino che mettono su ad ogni concerto c’è un po’ di differenza: grandi scenografie, interlude elettronici e davvero troppe parole e discorsoni a cui non penso credano neanche loro. Oggettivamente un concerto molto bello, tecnicamente bravissimi e hanno trovato lo spazio per fare anche qualche canzone vecchia. Ho apprezzato molto la scelta di chiudere con “Tannhäuser/Derivé”, uno dei miei pezzi preferiti del loro album più famoso. Non so che dire per conludere perché sono ancora lì nel mezzo, odi et amo. Posso solo farmi grosso in giro e di avere una foto con Dennis Lyxzén quando era povero. E’anche venuto bene lui.

 

E con questo abbiamo concluso grazie per averci seguito in questi due lunghi report, io Marco e soci credo abbiamo perso la maggior parte dei nostri neuroni nei festeggiamenti al party di fine festival dove non capisco perché nessuno ci abbia cacciato via. Noi ci si vede al prossimo concerto punk rock, come al solito.

 

 

 

Foto a cura di Andrea “Canthc” Cantelli

Report del 28 Aprile qui