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mer

30

mag

2012

Recensione SLASH - Apocalyptic Love

SLASH

Apocalyptic Love

Roadrunners Records

Release date: 22 maggio2012

 

 

“Squadra vincente non si cambia!”. Slash deve averlo pensato svariate volte negli ultimi due anni. La band che l’ha accompagnato nel lunghissimo tour seguito alla pubblicazione del primo omonimo disco (ad eccezione del chitarrista ritmico Bobby Schneck) viene riconfermata in blocco in questo attesissimo successore. Il duo canadese formato dal bassista Todd Kerns e dal batterista Brent Fitz, viene denominato per l’occasione “The Conspirators” , ma soprattutto in questo album, abbiamo due conferme che hanno portato al risultato che state per leggere: il cantante Myles Kennedy, che si occupa di tutte le parti vocali di questo lavoro e il produttore Eric Valentine, ormai sesto membro (non troppo nascosto della band).

 

Il disco nasce proprio in tour, con vari riffs che vengono provati nei vari soundchecks e che viene poi ulteriormente creato, con un’interminabile invio di files da parte di Slash a Myles, quest'ultimo impegnato nei vari tours con la sua band principale, gli Alter Bridge. Files, che Myles (altro staccanovista del music biz) restituisce completi di testo e con poche modifiche ogni volta. La band registra il disco in breve tempo (due mesi) con prima tre pezzi completati e poi via via gli altri dodici che vanno a comporre questa deluxe edition. Registrato negli studi di casa Slash, è un disco registrato in analogico, come i vecchi dischi rock. Non ci sono sovra incisioni, ne troppi effetti. Sembra realizzato apposta per essere suonato dal vivo. Ci son vari debutti in questo disco: lo “Slash box”: una speciale stanza realizzata dal produttore che ha permesso a Slash di suonare senza cuffia e in diretta con la sua band, i nuovi amplificatori Marshall realizzati apposta per lui e il nuovo Cry Baby.

 

Premetto subito che le mie aspettative per questo disco erano decisamente alte, parzialmente sono andate un po' deluse. Ho ascoltato tantissime volte il disco e, messo da parte decisamente il cuore (molti di voi mi conoscono anche per una prestigiosa pagina Facebook “Sex,drugs and Guns N’Roses), ho scritto con anima e cervello. Mi sento in un certo senso un medico quando deve comunicare il risultato degli esami. Il disco non è affatto semplice ne troppo commerciale. Slash ha decisamente ragione quando afferma che non è un disco molto “radiofriendly”, ad eccezione di vari episodi. Probabilmente è il disco più chitarristico di Slash dai tempi di “Ain’t life grand” degli Slash’s Snakepit.

 

 

Il disco che si apre con la molto ballabile title track “Apocalyptic Love”, che consiglia di fare sesso prima che finisca il mondo il 21 dicembre 2012. Coretti assassini e vari funambolismi del cilindro più famoso e rappresentativo del rock la eleggono dal primo ascolto, come uno dei punti cardine del disco.Lo Slash più metallico e cattivo (deve avere consumato i dischi dei Megadeth, Slayer , Five Finger Death Punch e altri in questi anni) viene fuori in pezzi al fulmicotone quali “One last thrill”(che paga pegno vocalmente ai Pearl Jam di “Backspacer”) e “Hard & Fast”. Pezzi che dimostrano che come Slash ( a livello di distinguersi da tanti) c’è in giro poco o nessuno. Episodi dannatamente commerciali e radiofonici son presenti nel primo singolo “You’re a lie”, che secondo me rende decisamente molto di più dal vivo con i cori davvero belli potenti del bassista vampiro Todd Kerns e “We will roam” , che si basa su un riff di chitarra portante di tutto il brano, un po' troppo sotto le righe per i miei gusti. Richiami palesi a Led Zeppelin e ai Guns N’Roses di “Use your Illusion” sono presenti in “Standing in the sun”, pezzo che è stato annunciato come secondo singolo e che, sicuramente è  meglio dal vivo. Un chiaro tributo ai Soundgarden è presente in “No more heroes”, unico pezzo che vede anche la presenza di parti di piano, che vengono suonate dal batterista Brent Fitz. Una canzone che inizialmente non ti prende e che poi man mano diventa come una droga e sicuramente si annovera tra i più belli.

 

Il pezzo che invece tutti lodano nei vari social network e siti che parlano di lui è “Anastasia”. Alcune parti della sua struttura furono anche suonate nell’assolo del “Padrino” del tour europeo 2011. Si apre lento con una chitarra classica di sottofondo e che poi riprende partiture classiche di Bach con la voce di Myles che ti culla da cima a fondo. Nell'album non mancano le ballate, ne troviamo due splendide “Not for me” e “Far and away”. La prima (a livello personale) è decisamente meno scontata della seconda, che seppure molto valida risulta un attimo melensa. Non si capisce l’utilità di un pezzo troppo funkeggiante (molto piu' adatto ai Red Hot Chili Peppers) quale “Bad Rain”. Non tanto perché Slash non deve incidere certi generi (alla fine coi Bluesball suonava spesso Stewie Wonder e Myles Kennedy è un patito di cantanti black), ma proprio perché non ha mordente. Altro brano che segnalo è la bonus track “Carolina” mentre giudico nella media “Shots fired” e l’altra bonus “Crazy life”.

 

IN conclusione è un lavoro più che dignitoso ma secondo me inferiore al primo omonimo “Slash”. Myles Kennedy non è riuscito ad emozionarmi totalmente come nelle precedenti “Back from Cali” e la splendida “Starlight”, anche se è uno dei migliori frontman in giro. Riesce a cantare in varie tonalità e in questo lavoro, canta piu’ “sporco” rispetto ai suoi lavori con gli Alter Bridge. Una pecca (a livello personale del disco) è che è un attimino troppo pulito. Non c’è il momento “vicious” come in “Nothing to say”, “Dr Alibi” o “We’re not gonna die” del precedente. Inoltre non mi ha fatto impazzire il mixaggio del basso di Todd Kerns, che in alcune parti fai davvero fatica a sentire mentre dai vari video che ci son su Youtube, sulle nuove canzoni, senti chiaramente. Brent Fitz è inoltre (sicuramente) uno dei batteristi di maggiore affidamento e sostanza nel rock attuale. In conclusione  non è il disco dell’anno ma una delle migliori uscite rock, fino a questo momento del 2012.

 

MauRnrPirate

 

Tracklist