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gio

31

mag

2012

Recensione JORN - Bring Heavy Rock To The Land

JORN

Bring Heavy Rock To The Land

Frontiers Records

Release Date: 01-06-2012

 

 

Rimango sempre stupito della prolificità e del livello che Jorn riesce sempre a sfoggiare nei suoi lavori. Negli ultimi 3 anni Jorn ha dato alle stampe uno studio album (Spirit Black del 2009), il suo personale tributo a Ronnie James Dio (Dio, 2010), un doppio cd dal vivo (Live in Black, 2010), il cd con i Masterplan (Time To Be King, 2010), quello con Russel Allen (The Showdown, 2010) e ha partecipato al doppio cd degli Avantasia (The Wicked Symphony/Angel Of Babylon, 2010). Tutti lavori di eccelsa fattura che testimoniano il grande talento del biondo singer norvegese. Anche lui, come il suo illustre collega Jeff Scott Soto, può vantare una serie di collaborazioni così ampia che è impossibile citarle tutte in una recensione. Ma veniamo a questa sua ultima fatica. La line-up della band è oramai consolidata da alcuni anni e vede la coppia d’asce composta da Tore Moren e Jimmy Iversen, Willy Bendiksen alla batteria e l’italianissimo Nic Angileri al basso. Giusto per confermare l’ipotesi “squadra che vince non si cambia” il cd è stato registrato da Tommy Hansen nei Jailhouse Studios in Danimarca. Rispetto al precedente lavoro c’è un piccolo ma sostanziale cambiamento di sonorità.

 

“Bring Heavy Rock To Heavy Lands” suona più hard rock e meno metal rispetto al lavoro precedente. In effetti il titolo “Heavy Rock” calza alla perfezione per definire questo lavoro. Esempio lampante di questa sonorità è la title track che miscela alla perfezione riff pesanti e melodia. Jorn raccoglie a meraviglia la lezione imparata da uno dei suoi idoli di sempre (Ronnie James Dio) riuscendo a costruire ottime canzoni che, pur rifacendosi in buona parte all’”uomo sulla montagna d’argento”, conservano comunque la sua l’impronta (vedi “A Thousand Cuts”). Ottima la cover di “Ride Like The Wind” di Chrisopher Cross (già coverizzata in passato dai Saxon nell’album Destiny), resa estremamente potente. Ci sono naturalmente pezzi più metal come “Chains Around You” e “Ride To The Guns”, dove si alzano notevolmente il ritmo e l’adrenalina. E pezzi più introspettivi e malinconici come l’opener “My Road” o la semi-ballad “The World I See”. Pezzo forte di questo lavoro è il rifacimento di “Time To Be King” dei Masterplan, che spogliata del suo velo di tastiere e con una produzione straordinariamente poderosa cancella senza dubbio la sua versione precedente. La mia preferita comunque è la dolcissima “Black Morning”, dove echi di Whitesnake risplendono insieme ad un raffinato guitar working. Gran pezzo! A chiudere l’album troviamo “I Came To Rock”, che sembra scaturire dalla magica penna del compianto Ronnie. Voto molto alto per questo “Bring Heavy Rock To Heavy Lands” grazie alla stratosferica voce di Jorn e all’altissima qualità dei musicisti coinvolti. I ritornelli delle canzoni vi gireranno per la testa a lungo, ve lo garantisco! Udite, udite il Duca di Norvegia è tornato!! Long Live To The Duke!!

 

 

Recensione di Fabrizio Tasso

 

Tracklist:

 

1. My Road

2. Bring Heavy Rock To The Land

3. A Thousand Cuts

4. Ride Like The Wind

5. Chains Around You

6. The World I See

7. Time To Be King

8. Ride To The Guns

9. Black Morning

10. I Came To Rock