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dom

17

giu

2012

Recensione LITA FORD - Living Like A Runaway

LITA FORD

Living Like A Runaway

Steamhammer/SPV

Release Date: 18-06-2012

 

 

La storia di Lita Ford inizia nel lontano 1975, quando fece il suo esordio nel music business come chitarrista delle The Runaways, con le quali incise 3 studio album e un live. Sciolto il gruppo nel 1979 Lita decise, sotto consiglio di Eddie Van Halen, di dedicarsi alla carriera solista. Non riuscendo a trovare un cantante adatto per la sua musica prese lezioni di canto e divenne la front-woman che oggi conosciamo. Furono anni duri, ma il successo non tardò ad arrivare. Con l’uscita dell’album “Lita” nel 1988, trainato dai singoli “Kiss Me Deadly” e “If I Close My Eyes Forever” (cantata in duetto con Ozzy) la Ford balzò in cima alle classifiche di vendita americane. Seguirono altri due splendidi album (“Stiletto” nel 1990 e “Dangerous Courves” del 1991), ma con l’avvento del “grunge” tutta la fama conquistata fu spazzata via in un momento. Nel 1994 Lita cercò di seguire le tendenze del momento, ma “Black” passò inosservato e di lei si persero le tracce. Dopo un silenzio durato 15 anni (se si escludono alcune sue partecipazioni in altri progetti), esce nel 2009 l’album “Wicked Wonderland” che riporta il suo nome in auge (splendida la sua performance al Gods Of Metal). In questo 2012 Lita ci riprova facendo uscire la sua ultima fatica intitolata “Living Like A Runaway”. Già dal titolo si capisce che il filo conduttore di questo cd sarà l’intera carriera della bionda chitarrista/cantante inglese.

 

Tra periodi belli e meno belli, Lita decide di esprimere attraverso queste canzoni il potere che le ha donato la musica per affrontare le varie vicissitudine che le sono capitate. “Living Like A Runaway” suona molto moderno, soprattutto per quanto riguarda i riff. Brani come l’opener “Branded” o la conclusiva “A Song To Slit Your Writs By” (scritta da Nikki Sixx) possiedono linee estremamente al passo con i tempi, ma che strizzano l’occhio agli anni 80 come struttura melodica. Quando però Lita decide di rifarsi ai tempi che furono, come nella title track, o nella sentita ballad “Mother”, colpisce nel segno regalando emozioni uniche. Tutto sommato il cd, nella sua interezza, risulta molto godibile e senz’altro possiede un ottimo “tiro”. Buonissime, inoltre, le due bonus tracks. Soprattutto “Bad Neighborhood” che vede come special guest Doug Aldrich degli Whitesnake, il quale impreziosisce la song grazie al suo spettacolare tocco. Forse questo “Living Like A Runaway” non sarà all’altezza dei lavori passati, ma sicuramente suona fresco e genuino al 100%, e di questi tempi è una cosa piuttosto rara. Bentornata Carmelita Rossanna Ford, senza ombra di dubbio questo tuo ultimo lavoro piacerà ai tuoi vecchi fan e, perché no, anche a chi ama il rock suonato col cuore.

 

 

 

Recensione di Fabrizio Tasso

 

Tracklist:

 

1. Branded

2. Hate

3. The Mask

4. Living Like A Runaway

5. Relentless

6. Mother

7. Devil In My Head

8. Asylum

9. Love 2 Hate

10. A Song To Slit Your Writs By

Bonus Tracks

11. Bad Neighborhood

12. The Bitch Is Back