CONDIVIDI

ven

22

giu

2012

Intervista a PIETRO LESCA ideatore e organizzatore del "Seattle-Torino ONE WAY"

Intervista a cura di AngelDevil Rock

In occasione del "Seattle-Torino ONE WAY", che vedrà il suo debutto il 22 giugno 2012 con cinque giorni di eventi per celebrare i vent'anni dall'esplosione della "scena di Seattle" con concerti, proiezioni, presentazioni di libri che culminano con il concerto del leggendario Chris Cornell, leader di Soundgarden e Audioslave, abbiamo fatto qualche domanda all'ideatore e organizzarore Pietro Lesca per scoprire qualcosa in più riguardo questo evento che si preannuncia molto interessante..

 

 


AngelDevil RRM: Ciao Pietro e benvenuto su Rock Rebel Magazine. Tra qualche giorno ci sarà  "Seattle-Torino ONE WAY", come ha preso forma questo evento?

 

PIETRO LESCA: E' un'idea che mi è venuta nel momento in cui ho voluto tentare un salto in avanti come organizzatore portando un grosso nome internazionale. Volevo rendere omaggio a quella che è stata l'ultima grande rivoluzione culturale legata al rock, il grunge,  ed ho tracciato un trait d'union tra Torino e Seattle, città simili nel modello di sviluppo economico e nella collocazione geografica, come pretesto per organizzare un festival "TOTAL GRUNGE".

 

RRM: Parlando di organizzazione dell’evento in sè, il 26 giugno per la serata di chiusura ci sarà un ospite d'eccezione:Chris Cornell. Direi un nome importante nell'ambito grunge. Come ti sei regolato nel scegliere la location e la programmazione?


PIETRO: Per un promoter che lavora "in solitaria" come me si è trattato di scegliere la location che mi garantisse i maggiori benefici al minor costo. Colonia Sonora, gestita da Metropolis s.r.l., mi è parso un ottimo partner per l'esperienza in organizzazione live maturata negli anni e per il fascino della location stessa.

Cornell, nella fase di trattativa, aveva espresso il desiderio di esibirsi in location insolite e di rilevanza storica e Colonia Sonora possiede entrambi i requisiti.

La programmazione delle serate off ha dovuto fare i conti con il budget limitato, ma questo non mi ha impedito di proporre una serie di eventi molto vari e, a mio giudizio, di valore. Devo ringraziare per questo la disponibilità degli artisti e  dei gestori dei locali che hanno compreso il mio sforzo e si sono spesi con generosità per la riuscita del festival. 

 

RRM: Come ti sei avvicinato al grunge? Cosa o chi ha fatto scattare la scintilla?

 

PIETRO: H0 31 anni. Nel '91 mio fratello, quattro anni più vecchio di me, mi fece ascoltare la cassetta di "ten" dei PEARL JAM. 

Il Rock per me fino a quel momento voleva dire Europe e Bon Jovi, potete immaginare l'effetto che ebbe su di me quel sound insolito e modernissimo (per il tempo). Subito dopo vennero i Nirvana, i Soundgarden e gli Alice In Chains. Sono passati 20 anni durante i quali la musica di Seattle ha periodicamente segnato i momenti cruciali della mia vita. Il grunge mi ha quindi segnato prima come persona che come musicista/addetto ai lavori.

Quando ho deciso di organizzare un festival tutto mio mi è venuto naturale "rendere il favore" ad un genere che tanto mi aveva arricchito negli anni della crescita.

 

RRM: Quali sono le tue aspettative e qual è il messaggio concreto di questo evento?

 

PIETRO: Le aspettative sono quelle legate ad ogni evento di questo tipo: attirare il maggior numero di persone possibile offrendo una programmazione di qualità. 

Se c'è un messaggio è legato più che altro alle modalità con il quale è stato organizzato, ossia attraverso uno sforzo privato abbastanza rilevante. Credo, ma posso sbagliare, che la cultura in tempo di crisi debba muoversi così, con iniziative di privati che sappiano fare tanto con poche risorse. Sta poi agli enti pubblici decidere se intervenire a sostegno di tali iniziative.

 

RRM: Pensi di proporre questo festival anche nel 2013?

 

PIETRO: Molto dipende dalla riuscita di questo primo episodio. Ho già in mente uno sviluppo di"Seattle-Torino ONE WAY" su scala molto più vasta, ma è presto per parlarne. 

Diciamo che se tutto va come mi auguro, vorrei che diventasse un appuntamento fisso per Torino, con una risonanza internazionale, allargato a forme artistiche non necessariamente legate alla musica.

 

RRM: Per coloro che parteciperanno cosa dovranno aspettarsi?

 

PIETRO: Una serie di appuntamenti interessanti e divertenti. Dal rock selvaggio dei Brain of Jam che si terrà stasera in uno dei locali più suggestivi della città (Magazzino sul Po), all'appuntamento sperimentale ma festaiolo di sabato sera coi ragazzi di Woodu, fino all'aperitivo letterario di domenica al Blah Blah dove gli appassionati di grunge sapranno di che sollazzarsi tra libri e film a tema.

E poi CHRIS CORNELL, un nome che non ha bisogno di presentazioni. Una delle più grandi voci rock contemporane oltre che un autore eccezionale.

 

RRM: Ti lascio lo spazio per chiudere nella maniera migliore questa intervista..

 

PIETRO: Non vi rubo altro tempo, avremo modo di parlare durante le serate di "Seattle-Torino ONE WAY". Spargete la voce!

 

www.seattletorino.com