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09

lug

2012

Recensione HELLYEAH - Band of Brothers

HELLYEAH

Band of Brothers

Eleven Seven Music

Data release: 16/07/2012

 

 

A Maggio avevamo recensito su queste pagine l’album dei Kill Devil Hill, il nuovo progetto di Rex Brown, ex bassista dei Pantera, ed ora è giunto il turno del terzo album degli Hellyeah di Vinnie Paul, ex batterista della band e fratello del compianto chitarrista nonche’ mente del combo texano, Dimebag Darrell. Groove metal che spacca, thrash del nuovo millennio e l’ombra dei Pantera sempre dietro l’angolo. Questo album è tutto ciò che farà felici gli appassionati di suoni robusti e headbanging. Sin dall’iniziale “War In Me” si riscontra quanto il sound di Phil Anselmo & Co sia insito nelle intenzioni degli Hellyeah e non potrebbe essere altrimenti, screaming vocals e giri di basso spessi come un blindato ci accompagnano in questa gita presso i più reconditi gironi dell’inferno. Quando rallentano, come nel caso di “Bigger God”, lo fanno solo per qualche attimo per poi riprendere la loro marcia che non lascia dubbi nell’ascoltatore, perché gli Hellyeah fanno fottutamente sul serio. Ascoltate “WM Free” o “What It Takes To Be Me” e vi renderete conto di quanto la potenza non sia fine a se stessa, ma bensì accompagnata da una tecnica sopraffina e un’esperienza datata. Parliamo di una band che oltre al sopraccitato Vinnie Paul dietro le pelli, schiera Chad Gray e Greg Tribbett dei Mudvayne rispettivamente alla voce e alla chitarra, Bob Zilla dei Damageplan al basso e Tom Maxwell dei Nothingface all’estremità dell’altra sei corde. Trova spazio anche “Between You And Nowhere”, la ballad, se così la si può chiamare, vista la volontà dei nostri eroi di non rinunciare al loro attacco frontale contro tutto e tutti.

 

Se con i primi due album avevano voluto sperimentare, con questo “Band Of Brothers”, si ha un ritorno alle sonorità che caratterizzano i vari gruppi di provenienza dei membri della band ed è la direzione più giusta e ovvia da prendere, perché il risultato è un disco metal suonato alla grandissima, denso di rabbia e violenza sonora, ma che non stufa mai dall’inizio alla fine. I riff delle chitarre fanno male, malissimo e il lavoro alla batteria è esattamente quello che ci si aspetta da uno dei maggiori esponenti della musica heavy degli ultimi venticinque anni. Se a questo aggiungiamo il fatto che chiudendo gli occhi per qualche istante, ci si ritroverà spesso e volentieri negli antri mai sopiti del Pantera sound, i più nostalgici come il sottoscritto, verseranno idealmente qualche lacrima. Il cocktail southern degli Hellyeah è pronto e per chi non gradisce i gusti forti, bè, c’è sempre in giro qualche distributore di bibite.

 

 

Recensione di Emiliano Vallarino

 

Tracklist:

01. War In Me

02. Band Of Brothers

03. Rage/Burn

04. Drink Drank Drunk

05. Bigger God

06. Between You And Nowhere

07. Call It

08. Why Does It Always

09. WM Free

10. Dig Myself A Hole

11. What It Takes To Be Me