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lun

09

lug

2012

Recensione NATRON - Grindermeister

NATRON

Grindermeister

Southern Brigade/Metal Age Productions

 

 

Sesto capitolo della storia di un gruppo che passa fin troppo sotto silenzio: una formazione fra le più significative del metal estremo nazionale e non. Sì, perché i Natron, da Bari (l’underground pugliese è da quasi 20 anni una delle scene più feconde per il metal italiano) sono, dal 1992, un’entità musicale che non si limita ad essere una perfetta macchina di distruzione brutal death dalla gran tecnica: con Grindermeister (gli appassionati di amari tedeschi coglieranno la finezza), il four-piece adriatico fa un altro passo verso lo sviluppo di una composizione complessa, virtuosa, feroce ma che ricerca nelle atmosfere dai tempi spezzati e dalla tensione spasmodica, quel apice espressivo che molte band estreme internazionali possono solo sognarsi. Prova ne sono brani come Leechlord, ferale quanto imprevedibile e lancinante nella sua epica ricerca della tensione, con la chitarra di Domenico Mele splendidamente sugli scudi, sia per creazione di riff che di assoli ed in grado, grazie al supporto ritmico di una batteria (fatta pulsare da Max Marzocca) e di un basso (Stefano Pomponio), che nei brani The Stake Crawlers o Elmer the Exhumer, dimostrano di poter creare track sempre track coinvolgenti e ricche di personalità, senza snaturare la loro matrice brutal. Dietro il microfono, Nicola Bavaro, perfetto e disumano, con un growling basso ma sempre comprensibile ed incisivo che, oltre a non cadere nel rischio dell’effetto ‘gargarismo luciferino’, riesce a trasmettere una vasta gamma di emozioni violente, vive e pulsanti.

 

Un lavoro molto bello, maturo, articolato, con spazi ad ampio respiro emotivo ma senza perdere di vista la corposità, la ferocia ed il massacro virtuosistica di un brutal death personale ed incredibilmente esaltante (ascoltatevi l’incipit di Quarantine of Leprosy e ditemi se non vi sembra di essere già sul luogo di un disastro batteriologico, circondati dalle squadre governative che vogliono ‘epurare’ ogni cosa). A chiusura un cover bella e non inutile di un classico per gli intenditori della storia del death/grind: Dead Shall Rise dei Terrorizer, dallo storico World Downfall. Chiusura col botto, come si dice. Comprate ed ascoltatelo, o non diventerete mai uno zombie come si deve!!

 

 

Andrea Evolti

 

Tracking List

 

1. Morgue Feast

2. Leechlord

3. Quarantine of Leprosy

4. Flesh of a Sick Virgin

5. The Stake Crawlers

6. Undead Awake

7. Elmer the Exhumer

8. Dead Shall Rise (Terrorizer cover)