CONDIVIDI

mer

11

lug

2012

Recensione ATHLANTIS - M.W.N.D.

ATHLANTIS

M.W.N.D.

IceWarrior Records

data pubblicazione: 15 giugno 2012

 

Gli Athlantis sono un progetto nato dalla mente del bassista Steve Vawamas (attualmente in forza anche ai Mastercastle ed ex Shadows Of Steel) che ormai nove anni fa diede alla luce un omonimo cd d’esordio e che torna oggi ad allietarci con M.W.N.D. (Metal Will Never Die). Tutto quello che avevo apprezzato nell’esordio è stato accantonato, si volta pagina, cambia il genere, cambiano il cantante ed il batterista, cambia il logo della band, spariscono quelle belle e grosse tastiere (sic.) ma rimane la voglia di esplorare nuovi orizzonti sperando la svolta sia apprezzata dai fans. Le undici composizioni racchiuse in questo album, sono nate dalla voglia di sperimentare di Vawamas, unico songwriter anche se poi non è che Steve abbia preso una direzione opposta rispetto all'esordio. Forse affezionato ad un certo tipo di suono, nudo e crudo, il tatuato bassista sceglie questa linea e confeziona un lavoro godibile per chi ama l’heavy metal senza troppi fronzoli. Nel ruolo di chitarrista viene confermato Pier Gonella, esperto compagno di viaggio nei Mastercastle, nonché collega nell’insegnamento nella MusicArt, (studio dove è stato registrato e mixato questo cd). Il ruolo di batterista viene affidato a Enry Sydoz, preciso ed affidabile, mentre alla voce il cantante della band è Jack Spider, anche se su questo album ci sono molti ospiti proprio in questo difficile compito. Come già detto Sydoz, unitamente a Vawamas è il complice ideale per garantire una sezione ritmica che fa venir voglia di headbanging violento.

 

La sorpresa di questo album è rinchiusa nella voce di Jack Spider, che si discosta dalle voci classiche tutte votate alla scalata verso note altissime. Ho fatto decisamente fatica per avvicinarlo a qualche altro singer di razza per darvi qualche coordinata e l'unica cosa che mi viene da dirvi è che Jack al mio orecchio potrebbe essere un mix tra due cantanti che in comune hanno solo la band in cui hanno militato e cioè Paul DiAnno e Bruce Dickinson, però con la voce più scura e meno epica. Il disco si apre con “Madness Is Rising” e “Gateway”, due ottimi biglietti da visita, canzoni energiche e tirate. Il primo ospite del disco -anche se saltuariamente lo possiamo ascoltare in veste di backing vocals- è Alessio Calandriello (Lucid Dream) con il suo timbro acuto e potente; molto, forse troppo, vicino al suo maestro Roberto Tiranti, sia nelle parti alte che in quelle basse. Il suo merito è quello di donare al brano in questione, “The Final Judgment”, qualche sfumatura in più e renderlo così più interessante. Il secondo ospite è “di casa”, infatti si tratta di Giorgia Gueglio che su “Faraway” duetta con Spider creando quegli intrecci tra le due voci, così diverse, così belle l'una vicino all'altra. Si prosegue con “Dry Gin” ed è divertente sentire come un riff di pura matrice AC/DC possa coesistere in questo album prettamente metal, merito anche dell'interpretazione di John William Tudor che si occupa del cantato. I fratelli Young devono piacere molto a Steve, visto che sia la ritmica di “Lighting” che di “One Man, One Look, One Desire” hanno la stessa matrice, anche se le canzoni in questione corrono lungo binari totalmente diversi. Il cd in questione non contiene niente di rivoluzionario ed è proprio questa la sua forza. Immergetevi anche voi nelle profondità dell'oceano alla ricerca di Atlantide, la città perduta, ne rimarrete affascinati a tal punto da volerci tornare semplicemente perché anche questo è rock'n'roll.

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

Tracklist:

01)Madness is Rising

02)Getaway

03)The final judgment

04)Strong As Your Love

05)Faraway

06)Dry Gin

07)Lighting

08)One Man, One Look, One Desire

09)Again You

10)Holy Call

11)Faraway (acoustic version)