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mer

11

lug

2012

Recensione TOMMY VITALY - Hanging rock

TOMMY VITALY

Hanging rock

IceWarrior Records

data pubblicazione: 3 maggio 2012

 

Breve nota biografica: Tommy Vitaly è il chitarrista dei Sevengates, promettente band fiorentina dedita al power metal nelle cui file ha militato anche Federico “pule” Puleri (Vision Divine ed Exence) e con all’attivo un demo e due cd. Parallelamente ha dato vita ad una carriera solista con l’album d’esordio “Just Me”, il cui discorso prosegue e si evolve con il cd che ho tra le mani. “Hanging Rock” è un lavoro partorito dalla mente di Tommy, che si occupa di chitarre e tastiere. La sezione ritmica viene confermata quella dell'esordio solista e cioè Andrea “tower” Torricini al basso (Vision Divine, Wonderland, Shadows of Steel, Chaos Venture e da poco in forze ai Flashback of Anger) e Kenny “rhino” Earl alla batteria (ex Manowar, HolyHell, Angels Of Babylon, Jack Star’s Burning Star).

 

Ma passiamo ad analizzare le canzoni con il relativo cantante. Apre il cd “Betrayer”, un brano veloce-potente, dove Mats Leven (Swedish Erotica, Treat, Malmsteen, At Vance, Therion, Fatal Force ecc.) presta la sua opera regalandoci un'ottima prova. Segue sulla stessa scia “Run with the Devil”, dove al microfono troviamo “l'urlatore” Carsten “Lizard"Schulz (Dragonrider, Jay Parmar, Frozen Rain) il quale non sfigura rispetto al precedente Leven. Entrambe le canzoni avrebbero potuto far parte della discografia della vergine di ferro per potenza. Devastanti. Todd La Torre è, suo malgrado, il personaggio dell'anno, visto il suo recente passaggio dai Crimson Glory ai Queensryche in sostituzione di Tate e qui si cimenta in “Hands of Time”, un brano che parte con un riff che può essere figlio dei migliori Helloween, sezione ritmica tiratissima come nei precedenti episodi, chorus semplice e coinvolgente. Su “Forever Lost” con David Defeis (Virgin Steele) i toni si abbassano, siamo di fronte alla prima ballad dell'album, un brano che vi catturerà sin dal primo ascolto. Finita la ballad, il piede ritorna sull'acceleratore e si riparte con “Idol”, nella quale troviamo il nostro Michele Luppi (Vision Divine, Michele Luppi’s Heaven, Los Angeles, Killing Touch, Thaurorod, Secreth Sphere) vale a dire il miglior singer italiano, che altro non può fare che confermare le sue doti tecniche ed interpretative in un brano power che riporta alla mente i classici tipo Stratovarius/Vision Divine, anche per merito della sua voce. Gli assolo, oltre ad essere ben fatti, sono divisi tra il chitarrista Norifumi Shima (Concerto Moon) ed il tastierista Ferdy Doernberg (Rough Silk, Axel Rudi Pell ed in passato Helloween, Therion, Holy Moses); da non trascurare l'ottimo lavoro su questo brano di Torricini, un bassista che non si limita a seguire la ritmica, ma aggiunge del suo con gusto.

 

“Misanthropy” e “Hanging Rock” sono due brani strumentali, il primo è una ballad. A dispetto di tutti quei chitarristi maniaci e vogliosi di dimostrare velocità e tecnica, qui siamo alla ricerca della melodia senza per forza dover andare alla velocità della luce. Nel secondo ritroviamo Ferdy Doernberg, che con le sue tastiere crea un tappeto dove Vitaly può esprimersi al meglio. Il finale del brano è tutto un duello tra i due musicisti. In mezzo a questi due brani strumentali è piazzata un'altra speed song, “Heavy Metal God”, con il ritorno di Carsten “Lizard” Schulz alla voce, ma c'è un ulteriore ospite d'eccezione, un altro ex Manovar e cioè il chitarrista David Shankle, che si occupa dell'assolo. Chiude l'album un altro singer di caratura, tale Zak Stevens (Trans Siberian-Orchestra Circle II Circle ed ex Savatage) che su “Icewarrior” emoziona già dall'intro eseguito con toni bassi, per poi ricordarci di che pasta è fatto, le sonorità sono vicine ai brani che hanno aperto il cd: heavy metal. E la domanda sorge spontanea: ma da quanto tempo Harris-Dickinson si sognano di fare un pezzo così?? Il disco in questione è tanto energico quanto bello, la varietà dei cantanti lo caratterizza rendendolo ancora più godibile, il tutto con la sicurezza che può garantire un trio come Vitaly/Torricini/Earl alle spalle. Vitaly conferma la sua bravura, sia nel comporre che nell'eseguire, non ha manie di grandezza, visto che lascia spazio ad altri colleghi chitarristi. Un'ulteriore conferma che il percorso intrapreso è quello giusto.

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

 

Tracklist:

1. Betrayer (feat. Mats Leven on vocals)

2. Run with the Devil (feat. Carsten “Lizard"Schulz on vocals)

3. Hands of Time (feat. Todd LaTorre on vocals)

4. Forever Lost (feat. David Defeis on vocals)

5. Idol (feat. Michele Luppi on vocals, Norifumi Shima and Ferdy Doernberg solos)

6. Misanthropy (instr.)

7. Heavy Metal God (feat. Carsten “Lizard” Schulz on vocals, David Shankle guitar solo)

8. Hanging Rock (feat. Ferdy Doernberg keyboard solos)

9. Icewarrior (bonus track, feat. Zak Stevens on vocals)