CONDIVIDI

lun

23

lug

2012

Live Report G3 Steve Vai, Joe Satriani e Steve Morse ai 10 Giorni Suonati @ Castello di Vigevano - 22 luglio 2012

Report a cura di Fabrizio Tasso

Questa domenica 22 luglio del G3 nasce sotto una buona stella. Come preludio a questa splendida serata, noi di RockRebel Magazine, ci troviamo nel pomeriggio in quel di Dorno (il paese, non l’autogrill) per assistere alla cerimonia che vedrà come protagonista Steve Vai. Infatti il comune di Dorno conferisce la cittadinanza onoraria al guitar hero che, sebbene sia nato negli Stati Uniti, ha comunque radici italiane. I nonni di Steve sono nati qui e fa piacere vederlo visibilmente emozionato, soprattutto quando uno stuolo di prozie si fa avanti (con carta di identità alla mano) per salutarlo. Poi con grande simpatia si concede ai suoi fans distribuendo autografi e prestandosi per le foto di rito (alle quali anche noi partecipiamo e presto vi mostreremo anche il video).

 

Con l’animo di chi ha già ottenuto qualcosa di importante ci rechiamo verso Vigevano dove stasera il G3 accenderà l’ottava data dei 10 Giorni Suonati. Di elogi alla Barley Arts ne abbiamo fatti fin troppi, ma stasera, complice la quasi totale assenza delle solite zanzare, mi sento di dire Grazie! L’affluenza di pubblico per questo evento è mostruosa. L’ordinata fila che porta all’ingresso del castello è lunga decine e decine di metri, ma l’ottima organizzazione fa si che il tempo trascorso ad aspettare sia relativamente breve. Fortunatamente questa sera dispongo del pass foto e questo mi permetterà di osservare in posizione privilegiata il grande estro dei 3 chitarristi (almeno per le prime 3 canzoni).

 

Alle 20 in punto è Steve Morse ad aprire le danze di questa funanbolica serata. Il biondo chitarrista americano incentra la sua scaletta principalmente sulla sua carriera solista, proponendo brani sia dal suo ultimo full lenght (Out Standing In Their Field del 2009), sia da album storici come “The Introduction” e “StessFest”. La grande maestria nel riuscire a coniugare rock, jazz, fusion, blues e country (vedi “John Deere Letter”) riscuote un enorme successo tra gli spettatori (anche se il grosso del pubblico segue leggermente in disparte la sua esibizione). Dopo 5 canzoni Steve rivolge le prime parole al pubblico ringraziandolo e dedicando la successiva “Baroque ‘n Dreams” a Jon Lord, storico tastierista dei Deep Purple da poco scomparso. Straordinaria la sezione ritmica che lo accompagna, in particolare Dave La Rue al basso, che mostra tutta la sua tecnica in “Rising Power” con uno spettacolare assolo, per poi duettare con lo stesso Morse nella conclusiva “Cruise Control”, canzone direttamente estratta dal repertorio dei Dixie Dregs, prima storica band dell’asso americano. In definitiva 45 minuti di grande feeling, grazie al suono caldo e suadente della chitarra di Steve Morse che riceve una grande dose di applausi da parte dei presenti. Pochi minuti e mi ritrovo di nuovo sotto il palco per l’esibizione di Steve Vai. Il prato è oramai gremito e allo spegnersi delle luci un boato accoglie l’entrata sul palco del chitarrista italo/americano. L’apertura è dedicata alla pietra miliare che riponde al nome di “Passion And Warfare”. In rapida successione vengono eseguite “The Audience Is Listening” e “The Animal” che elettrizzano la folla in maniera strepitosa. Tra una foto e l’altra non riesco a distogliere lo sguardo dalle mani del guitar hero che viaggiano con una grazia e una velocità incomprensibile a noi umani. In più il suo modo altamente scenico di stare sul palco è una delizia anche per la vista. “Tender Surrender” ci culla con i suoi delicati suoni quasi ipnotizzandoci in un kaleidoscopio di emozioni e luci. A questo punto Steve presenta la band e ringrazia tutti ricordando che oggi è stato nominato cittadino onorario di Dorno. Il boato che ne scaturisce fa da introduzione a “Building The Church”, splendido pezzo presente su Real Illusions: Reflections (anno 2005). Il concerto prosegue in un crescendo entusiasmante. Tutti i presenti sono rapiti dalla grandissima tecnica di Vai. Dalle delicate note di “Whispering A Prayer”, impreziosita da un gioco di luci straordinario, si passa a “The Crying Machine” (da Fire Garden) dove uno dei due figli di Steve irrompe sul palco incintando la folla con le corna al cielo. Per poi concludere il tutto con la strepitosa “For The Love Of God” che raggiunge il suo apice nello spettacolare finale dove Steve fa vibrare le corde della sua chitarra addirittura con la lingua (un eccezionale “Slip Of The Tongue” oserei dire!!). Una ovazione di applausi e grida saluta la conclusione dello show. Steve strepitoso, band strepitosa!!

Tutto fila come l’olio e arriva il tempo di salire sul palco per Joe Satriani. Le luci blu e le note di “Flying in A Blue Dream” introducono la sua entrata sul palco. La prima cosa che balza all’orecchio è la differenza di suono rispetto ai due Steve. Oltre al volume più alto, si nota un bilanciamento dei suoni che rasenta la perfezione. Vi assicuro che da sotto il palco all’estremità opposta del prato il suono arrivava potente e pulito. Privilegi dell’headliner! Comunque Satriani non ha certo bisogno di trucchetti per dimostrare la sua enorme bravura. “Ice 9”, “Satch Boogie”, “Dream Song” (dall’ultimo lavoro Black Swans and Wormhole Wizards) e “Crystal Planet” hanno il magnetico potere di catalizzare l’attenzione di noi tutti e di lasciarci a bocca aperta. La chiusura è affidata all’accoppiata “Always With Me, Always With You” (esecuzione da brividi) e da “Surfing With The Alien”. Due canzoni che hanno il magico potere di stregarti e comunicarti emozioni uniche. Non resta che il tempo della Jam. Tre canzoni, tre pezzi che sono la storia della musica e tre “mostri” delle 6 corde (o più) che li interpretano a modo loro. Il poter apprezzare l’estro dei tre prodigiosi chitarristi insieme sullo stesso palco è un’emozione impagabile. Da “You Really Got Me” dei Kinks, passando per “White Room” dei Cream, per arrivare alla spettacolare chiusura di “Rockin’ In The Free World”, si rimane assolutamente stupefatti dalla grandissima classe sprigionata dalle loro chitarre. Dopo più di 3 ore di show siamo costretti a ritornare con i piedi per terra, ma estremamente felici di aver potuto assaporare una serata di così gran livello.

 

Li aspettavamo da molto tempo e l’attesa non è andata delusa. Un ringraziamento speciale alla Barley Arts per aver ancora colpito nel segno e allo staff dei 10 giorni suonati. Il prossimo anno sicuramente saremo ancora presenti!!

SET LIST Steve Vai

1. The Audience Is Listening

2. The Animal

3. Tender Surrender

4. Building The Church

5. Whispering A Prayer

6. The Crying Machine

7. For The Love Of God

 

SET LIST Steve Morse

1. Name Dropping

2. The Introduction

3. On The Pipe

4. Here And Now And Then

5. John Deere Letter

6. Baroque ‘n Dreams

7. Rising Power

8. StessFest

9. Cruise Control

 

SET LIST Joe Satriani

1. Flying In A Blue Dream

2. Ice 9

3. Satch Boogie

4. Dream Song

5. Crystal Planet

6. God Is Crying

7. Always With Me, Always With You

8. Surfing With The Alien

 

 

SET LIST Jam Finale

1. You Really Got Me (The Kinks) Steve Vai alla voce

2. White Room (Cream)

3. Rockin’ In The Free World (Neil Young)

 

GUARDA LE FOTO DEL CONCERTO QUI