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mer

29

ago

2012

Live Report TED POLEY @ Rock City, Uster (Svizzera) -18 agosto 2012

Report e foto a cura di Andrea Lami

Non appena saputa la notizia di un concerto di Ted Poley abbastanza abbordabile nel periodo estivo, mi sono subito attivato per coinvolgere il collega Fabrizio Tasso e, nel frattempo ho contattato direttamente il cantante -visto che ho avuto occasione di intervistarlo un po' di tempo fa- per accordarci al meglio, in modo da poter assistere a questo live. Ted Poley si conferma una persona molto disponibile e si fa in quattro per aiutarmi in tutto quello di cui ho bisogno, quindi una volta confermata la data e messi da parte quattro biglietti facciamo un programma e si parte.

 

Sveglia all'alba -cavolo quanto è dura durante le ferie!- ma per un'occasione del genere si stringono i denti e si va. Dopo quasi cinquecento chilometri, dopo aver beccato la classica coda pazzesca al tunnel del Gottardo, dopo aver incontrato dei problemi per imboccare un cavolo di ponte, arriviamo a Uster, una cittadina piccola e carina. Dal momento che però che gli imprevisti che avevamo già incontrato non erano abbastanza, scopriamo che nella città si tiene la festa del paese: strade chiuse e navigatore che impazzisce fino a trovare la location, un locale minuscolo ricavato in una sorta di piccolo magazzino sotterraneo. Molte le mirabilie rock/metal esposte, dai box set, ai plettri, dai poster vari agli autografi appesi alle pareti che rendono questo locale più rock di molti altri.

 

 

Ad aprire la serata troviamo i Pleasure Addiction, provenienti dalla Francia e più nello specifico da Parigi, che si esibiscono per la seconda volta al Rock City. Il loro glam-hard rock d'impatto cattura i presenti e li fa cantare e ballare fin da subito. I brani eseguiti fanno parte del loro esordio “InDependence” uscito il giugno scorso e le cover eseguite (“Gypsy Road” dei Cinderella ed “In And Out Of Love” dei Bon Jovi) colpiscono nel segno. La Francia non ha una grande tradizione nel rock, nel passato ho seguito solo i Blue Blood (ex Blue Blud) e gli Heavenly, da oggi seguirò anche questa band.

 

Seguono i The Gloria Story, provenienti dalla Svezia. Mi aspetto sempre molto quando sento parlar della patria che ha dato i natali a band come Europe, Malmsteen, Hardcore Superstar, Backyard Babies, The Poodles, ecc. ecc. e puntualmente non vengo deluso: il quintetto ha grinta da vendere, soprattutto nel singer Filip Rapp che non sta fermo un attimo, anche se lo spazio per lui è davvero risicato. Il loro rock'n'roll ha qualche influenza punk e si fa ascoltare con piacere!! Durante la loro esibizione purtroppo, non conoscendo i brani molto probabilmente estratti dal loro esordio discografico (“Out Of The Shade” uscito il 25 maggio), non ho potuto partecipare fino all'arrivo della cover “C'mon And Love Me” dei Kiss, eseguita in maniera ottimale!!

 

Finalmente arriva l'ora di Ted Poley. Il pubblico accorso -non troppo numeroso purtroppo- è carico, pronto ad esplodere, praticamente bastano poche note dell'intro, nel quale la canzone “Ted Poley” (rifacimento-parodia di “Unholy” dei Kiss) fa da padrone, a portare ad ebolizione l'audience. Ted Poley con mestiere, capacità ed esperienza ci mette pochissimo a conquistar tutti ed in men che non si dica arriva al chorus della prima canzone “Monkey Business” che ci troviamo tutti ad urlare a squarciagola. Non voglio perdermi ad elencarvi tutte le canzoni fatte, vi voglio solamente confermare che le aspettative che avevamo riposto nel concerto sono state tutte confermate. In macchina, durante il lunghissimo viaggio d'andata, pronosticavamo e speravamo nell'esecuzione di molti brani della band che ha reso famoso Poley, i Danger Danger e così è stato. Abbiamo avuto la fortuna di sentir cantare/suonare la bellezza di cinque brani estratti dall'omonimo esordio discografico ed altre due prelevate dal seguente “Screw It!” una gioia per le nostre orecchie. Il singer, coaudiuvato da un'ottima band, è pieno d'energia anche se, come ci ricorda, questa è l'ultima data del tour europeo. Canta, stringe le mani di tutti, gioca con i suoi plettri prima di regalarli ai presenti e per finire tira fuori dei palloncini gonfiabili personalizzati con il suo nome che tira al pubblico dicendo: “se dobbiamo far festa, non possono mancare i palloncini”. Quindi tra un coro e l'altro li gonfiamo ed iniziamo a tirarceli addosso ed a giocare tutti insieme sulle note di “Bang Bang” mentre lo stesso Poley si diverte a giocare, farli esplodere. Lo show sembra volgere al termine non fosse altro che per il fatto che torna sul palco Filip dei The Gloria Story per cantare “Naughty Naughty”. Ma non è così, perché a grande richiesta e solamente per il pubblico svizzero, Ted decide di cantarci “Comin' Home”, forse anche perché il testo parla di quello che questi musicisti avrebbero fatto la mattina seguente.

Difficile raccontarvi a parole quanto e come il cantante statunitense sia riuscito a far divertire-coinvolgere i presenti, la conferma di quel che vi sto scrivendo l'ho avuta quando, insieme ai compagni di viaggio (Fabrizio, Daniela e Lidya) siamo risaliti in macchina ed abbiamo parlato del concerto appena terminato in toni entusiasti, tanto da eleggerlo uno dei migliori ai quali abbiamo assistito, almeno dell'anno appena trascorso, anche se limitarlo all'anno forse è un po' poco.

Quello che ha fatto Ted Poley su un palco davvero piccolo, quindi dimostrando umiltà e professionalità, è tutto quello che dovrebbero fare i cantanti/musicisti di questo pianeta. Ha cantato molto bene, è stato un vero frontman capace di scherzare con tutti, si è divertito e ha fatto divertire tutto il pubblico con battute, giochi, risate. Senza dimenticare una parte importante: a fine concerto, dopo neanche dieci minuti, era fuori dal camerino a stringere mani, firmare autografi, far foto, senza mai risparmiarsi, raccontando aneddoti di qualsiasi tipo a chiunque. A noi ha parlato delle copertine dei cd che stava autografando, del viaggio che ha fatto in Italia solamente un mese fa, insomma si è dimostrato un “compagnone” tanto da far venire voglia di andarlo a rivedere in una prossima occasione.

Sono quasi le due di notte quando ripartiamo, mi aspettano altri quattrocento chilometri (fortunatamente la coda al tunnel di notte non c'è!!) che corrispondono a quasi cinque ore di guida, ma l'adrenalina e l'entusiasmo di aver visto un concerto ed aver incontrato un personaggio che non dimenticherò facilmente, oltre alle note delle canzoni dei Danger Danger/Ted Poley solista che mi tengono sveglio, anche perché i miei compagni piano piano mi hanno abbandonato, “just another crazy nite”!!!

 

SetList:

 

01. Monkey Business

02. Lovin' A Girl

03. Shot O' Love

04. One Step From Paradise

05. Don't Walk Away

06. Bang Bang

07. I Still Think About You

08. Feels Like Love

09. Baby Can I Hold You

10. Don't Blame It On Love

11. Crazy Nites

12. Horny S.O.B.

 

13. Naughty Naughty

14. Comin' Home

 

Pleasure Addiction e The Gloria Story