CONDIVIDI

mar

04

set

2012

Live Report VICIOUS RUMORS, RULER e THUNDERAGE @ Blue Rose Saloon, Bresso (MI), 31/08/2012

Report a cura di Andrea Evolti - Foto a cura di Valeria Portinari

I piccoli club, come il Blue Rose Saloon di Bresso avranno limiti fisici, tecnici ed, a volte, di resa sonora, ma hanno il pregio di riconsegnarti una band, specialmente se storica, nella loro forma più pura: quella del nudo talento, privo di orpelli ingombranti. E' stato così per i Vicious Rumors, autentica colonna e leggenda del Power Metal (quello americano; la scuola europea è più identificabile come speed melodico), impegnati, venerdì 31, in un concerto tutto talento, tecnica, passione e sudore, sulle assi del piccolo club meneghino, lontano da backstage, manager ed anche roadie (vedere Geoff Thorpe che prima di suonare, ti vende dischi e magliette e dice grazie a tutti, ti riconcilia con la bellezza di questo ambiente.): qui c'è solo la musica.

Iniziano e sorprendono i  Thunderage, formazione milanese che muovendosi al confine tra hard rock e metal classico, mostra una freschezza compositiva ed una pulizia esecutiva favolose, che si amalgamano benissimo ad una presenza scenica di tutto rispetto ed ad una sicurezza che lascia basiti. Echi di Van Halen, Toto, mischiati a Deep Purple, Whitesnake, Riot sono presenti in una sessione ritmica fluida ed impeccabile e nella chitarra solista di Daniele Colombo, vero talento di gusto musicale, oltre che capacità esecutive. Una splendida sorpresa, che va seguita e coltivata.

Sono meravigliosamente vintage, nerd, talentuosi, caratteristici e NWOBHM e si chiamano Ruler. Il four-piece di Milano, con all'attivo l'album di debutto Evil Nightmares, sale sul palco con la consueta carica ed immagine Maiden-Old Style, che si riversa anche nella musica, fortemente debitrice del credo nella Vergine di Ferro, ma anche in Samson, Tigers of Pan-Tang, Diamond Head e tutta la splendida scena inglese late '70s- early '80s. Nonostante i suoni non eccezionali, dove a risentirne di più è proprio la chitarra del funambolico Mattia Baldoni, i Ruler sciorinano il meglio del proprio repertorio, da Mayday a We rule the Night, fino alla splendida Highway Blues. Qualche difficoltà, ma affrontata, come sempre, con classe e grandissima energia e passione.

Taglienti, letali, possenti, essenziali...anche nei dettagli. Vedere la leggenda dei Vicious Rumors, senza roadie, senza aiutanti e senza camerini, montare i propri strumenti, testarli, gestire uno stand, e poi salire sul palco di un piccolo club ed incendiarlo come farebbe un ordigno atomico, è qualcosa che ti fa comprendere il senso delle parole heavy metal. L'inquietante presenza scenica del singer Brian Allen è l'essenza dei VR attuali, che partono proprio con il loro presente, con brani tratti dall'ultima fatica Razorback Killers (ma già si preparano, come annunciato da Thorpe durante il concerto, alla creazione del nuovo lavoro, appena saranno rientrati in patria.), dove la voce lacerante, acuta e psicotica di Allen esprime al meglio la tensione di questo lavoro, che deflagra, successivamente, con l'operato delle chitarre di Thorpe e Capka in un brano come Bloodstained Sunday; ispiratissime, questa sera, le due asce californiane nei loro continui duelli ed inseguimenti solistici, seguendo il ritmo del bombardiere ed idolo delle folle, il drummer Larry Howe. Dopo lo sfondamento con i brani attuali, salto indietro ad uno degli anthem per eccellenza della band a stelle e strisce: Digital Dictator, che fa esplodere il piccolo ed affollatissimo club milanese, in un pogo che ha effetti rovinosi in spazi così angusti. Dallo stesso album, la voce penetrante ed acuta, e gli sguardi assassini di Allen, ci offrono anche un altro anthem storico quale Lady took a Chance, per poi spostarsi agli esordi della title-track di Soldiers of the Night, cantata da tutto il pubblico, mentre Allen si produce in un body-surfing che quasi uccide il sottoscritto! Mentre Goodwin (basso) ed Howe continuano a tessere ritmi su ritmi inarrestabili, le due chitarre (un po' penalizzate dal sound sugli assoli e le tonalità alte) costruiscono drammi ed inni metallici come Don't wait for Me e Down to the Temple, tratti dall'omonimo terzo lavoro, con Thorpe, Goodwin ed Howe esecutori di splendidi cori che rafforzano refrain e bridge dei brani cantati da un Allen in gran forma. Abandoned, tratta da Welcome to the Ball è un'altra gemma infuocata da cui il pubblico si lascia investire e bruciare con gioia, diventando combustibile per questo splendido reattore artistico che sono i VR, sintesi di energia, forza dirompente, abilità, tecnica ma, soprattutto, visceralità, vale a dire l'essenza stessa del metal che forse, proprio in questi piccoli club, con il contatto diretto tra pubblico ed artista, può rinnovare la musica, per non farla finire nell'oblio della standardizzazione. Prova superba della formazione di Santa Rosa e la sensazione che certe band, forse, passano in secondo piano, nonostante la loro mole artistica e storica, per semplici motivi di un'immagine troppo naturale ed umile: forse troppa gente vuole le superstar, perché è più interessata alla confezione. Noi, continuiamo a preferire il contenuto, specie se si chiama Vicious Rumors.

 

Ruler

Thunderage