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ven

14

set

2012

Recensione ARTHEMIS - We fight

ARTHEMIS

We fight

Off Yer Rocka Recordings UK

data pubblicazione: 27 agosto 2012

 

Gli Arthemis nascono come una band principalmente dedita al power metal, ma nell'arco degli anni, merito anche dei vari cambi di line-up, il suono si incattivisce spostandosi sempre più verso un thrash metal, riff cattivissimi si sposano ad una ritmica tiratissima, il tutto condito da una voce calda e piena, ma allo stesso tempo capace di volare alto quando se ne sente il bisogno. Se il precedente “Heroes” poteva sembrare una sorta di progetto del chitarrista Martongelli (membro originario intorno al quale sono sempre girati tutti gli altri musicisti), questo successivo lavoro si presenta come un lavoro coeso, insomma si ha la netta impressione che dietro a queste canzoni ci sia una band vera e propria.

 

La strumentale “Apocalyptic Nightmare” apre l'album e ci fa subito capire di che pasta sarà fatto. I brani contenuti in questo cd dimostrano un'aggressività ed un'esplosività tali da ricordare un pugile nei secondi immediatamente precedenti l'attimo in cui incrocia i guantoni con l'avversario: un atleta iper concentrato, un condensato di potenza pronta a deflagrare. L'energia viene praticamente sprigionata per tutta la durata dell'album in questione, esempi ne sono “Empire” o “Burning Star” dove Fabio D ci mostra tutte le sue ottime capacità tecniche, “Blood Of Generations” o “Reign Of Terror”, giusto per citarne altre due. Un capitolo a parte meritano il lento “Alone” ed il mid-tempo “The Man Who Killed The Sun” intensi, curati, il cui compito non è solo quello di far riprendere fiato all'ascoltatore. Non va sicuramente dimenticata l'omonima “We Fight” un brano tanto forte quanto diretto il cui chorus vi si stamperà in testa e sarà impossibile toglierlo. La sezione ritmica composta da Damian al basso e Paul Grinder (già batterista dei Killing Touch) alla batteria è una garanzia assoluta di precisione e costituisce la spina dorsale intorno alla quale gira tutto alla perfezione. Manca all'appello Andy Martongelli e risulta facile elogiare le sue qualità di chitarrista-compositore, tanto bravo ad inventare quanto a suonare. Un maestro dello strumento.

 

Questo album è la conferma di quanto di buono avevo già sentito e visto in occasione della loro esibizione al Gods of Metal del giugno scorso, occasione nella quale ci era stato offerto un assaggio di questo album con l'esecuzione di “We Fight”, “Empire” e “Still Awake”. Gli Arthemis sono una band capace di svegliarvi da quel torpore generato dall'ascoltar sempre le solite cose. L'ultima band che mi ha fatto questo effetto e che mi sento di avvicinare per sonorità agli Arthemis sono i grandissimi Adrenaline Mob. Vi assicuro che questo quartetto vi farà balzar dalla sedia con la sua cattiveria distruttiva. Ora voglio assistere ad un concerto vero e proprio per assaporare al meglio canzoni: “We Fight” in primis, ma anche “Burning Star” o “Metal Hammer”. Attenzione alla versione japan contenente due bonus track: “Tornado Of Souls” dei Megadeth e “United” dei Judas Priest. Visto che spesso vengono definiti come un mix delle due band, direi che la scelta delle cover è stata azzeccata. Un disco da ascoltare sempre al massimo del volume.

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

Tracklist:

01 - Apocalyptic Nightmare (Instrumental)

02 – Empire

03 - We Fight

04 - Blood Of Generations

05 - Burning Star

06 - Cry For Freedom

07 – Alone

08 - Reign Of Terror

09 - Still Awake

10 - The Man Who Killed The Sun

11 - Metal Hammer

12 - Tornado Of Souls (japan bonus track)

13 – United (japan bonus track)