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mer

19

set

2012

Recensione DOKKEN - Broken Bones

DOKKEN

Broken Bones

Frontiers Records

data release: 21.09.2012

 

Con gruppi del genere non devo starvi a fare nessuna introduzione, non devo proprio spiegarvi nulla, visto la musica che hanno composto in questi anni parla da sola. Album come “Tooth And Nail”, “Under Lock And Key” o “Back For The Attack” hanno riempito di colore la mia adolescenza e la loro musica è diventata talmente riconoscibile da assumere la qualità di “genere musicale”. Spesso quando si parla di aor-melodic rock-hard rock si fa proprio riferimento a band come i Dokken che hanno imparato la lezione dai vari Journey&c. per portarla un po' più avanti, calcando la mano sui riff di chitarra che uscivano dalla sei corde dell'asso George Lynch prima e dei vari degni sostituti poi (Reb Beach, Alex De Rosso, John Norum). Le qualità tecniche dei Dokken furono chiare sin da subito tanto che sono bastati pochi anni per fargli raggiungere l'olimpo musicale.

 

“Broken Bones” è l'undicesimo album di questa band, il terzo con questa formazione ormai collaudata quasi da una decina d'anni: Don Dokken alla voce, Jon Levin alla chitarra, Mick Brown alla batteria e Sean McNabb al basso (lui è l'unico cambiamento recente). Bastano le prime note del singolo apripista “Empire” per aver ben chiaro a cosa siamo di fronte: i Dokken vogliono stupirci con le armi che li hanno sempre fatti riconoscere al grande pubblico, come già detto, melodia e tecnica. Nella seguente “Best Of Me” ai cori mi pare di aver riconosciuto un cantante tedesco molto famoso, tale Klaus Maine. La cosa potrebbe anche essere vera, vista l'amicizia di lunga data che lo lega a Don Dokken. Purtroppo non ho trovato notizie in rete, quindi potrebbe anche non essere lui ma semplicemente qualcuno con un timbro molto simile. La ballad “Today” è delicata quanto basta per infilarsi tra le corde del vostro cuore, merito della voce di Don Dokken, ormai un marchio di fabbrica, almeno su cd. “Victim Of The Crime” ha la stessa impronta di una canzone dei Led Zeppelin, mentre “Tonight” mi ricorda i migliori M.S.G, ed infine su “Burning Tears” Mick Brown pare tenere un tempo dispari che alla fine cattura l'attenzione.

 

Levin risulta essere indiavolato come non mai, salta da un brano all'altro impreziosendoli con assoli al fulmicotone. Paragonandolo ai precedenti lavori con la stessa formazione (“Hell To Pay” e “Lighting Strikes Again”), questo è un album che ti spacca realmente le ossa!!

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

Tracklisting:

01.Empire

02.Broken Bones

03.Best Of Me

04.Blind

05.Waterfall

06.Victim Of The Crime

07.Burning Tears

08.Today

09.For the Last Time

10.Fade Away

11.Tonight

 

Bonus DVD: “Making of The Album” documentario (durata approssimativa 40 minuti)