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ven

19

ott

2012

Live Report MIDNIGHT METAL FESTIVAL ARCH ENEMY + Cadaveria + Logical Terror + Stormcrow + Ira + All Amort + Lacerhate @ Fillmore, Cortemaggiore (PC)-13 Ottobr

Report e foto a cura di Andrea Evolti

Un vero e proprio festival, sabato 13 Ottobre, in scena sulla assi del Fillmore di Cortemaggiore (ricavato da una vecchio cinema degli anni '30 dalla splendida acustica), con gli Arch Enemy a fare da headliner per chiudere con la massima potenza di fuoco la carrellata di band italiane di supporto, emergenti o affermati, che ha mostrato una scena nazionale sempre in crescita, ma ancora non pienamente valorizzata, come meriterebbe, dalle infrastrutture musicali italiane di settore.

 

Rompono il ghiaccio i cremonesi Lacerhate, quintetto dedito ad un incrocio tra thrash e metalcore, molto di vecchia scuola, dove, oltre ad influenze estreme moderne del genere, compaiono anche le eredità di Biohazard, Life of Agony (degli esordi) e Downset. Con all'attivo l'EP Reborn from Ashes, la band mostra i muscoli e la rabbia, oltre ad una buona compattezza, anche se il monolitismo chitarristico rischia di rendere indigeste e ripetitive, a lungo andare, le composizioni. Buona prova, comunque.

Il melodic death metal sembra ritornato, per moda o assenza di talenti, un genere di nicchia, dopo l'invasione dei primi anni 2000; per questo la presenza degli All Amort, sul palco piacentino, attirava molto la mia attenzione. Il five-piece milanese, con all'attivo il mini d'esordio Lost in a Corner, mostra di saperci (nonostante problemi al drum-kit) per quanto riguarda impatto e composizione generale, dove la voce di Gianluca Forcella e le trame delle chitarre di Palmieri e Zanon ben si amalgamano assieme, ricordando i Dark Tranquillity del periodo Character: purtroppo, anche se con una certa personalità, la band appare ancora un po' acerba, sotto il profilo del live-acting e, soprattutto, sotto quello compositivo, dove le variazioni melodiche e la strutturazione appaiono un po' troppo esigue, per un genere che fa del pathos sinfonico uno dei suoi dogmi. Aspettiamo altre prove, dato che la stoffa non sembra essere assente.

 

Possenti, feroci e virtuosi: questa è la miglior definizione degli Ira, quartetto meneghino depositario e sviluppatore della lezione di Atheist, Nocturnus, Sadus e, soprattutto, Death. Freschi di debutto sulla lunga distanza con il loro The Syndrome of Decline, il four-piece lombardo assalta il pubblico, numeroso e reattivo, con tutta la funambolica e virtuosistica aggressività che li ha resi noti, negli ultimi 7 anni, nell'underground metal nazionale. Christian Scorziello ed il front-man Rex Caruso duellano mirabilmente a colpi di riff ed assoli sulle partiture estaticamente brutali ed asimmetriche di Lost in Pain e Searching Myself, assistiti dalle ipnotiche frequenze basse di Euro Rebigni e sospinti dall'arte schizoide e terremotante dello spettacolare drummer Alessandro Caruso. Poco più di 30 fantastici minuti di death-metal tecnico a 24 carati per gli Ira, che si confermeranno tra le band migliori della serata e che consolidano la loro fama di next big thing della scena metal estrema nazionale: non un consiglio, ma un imperativo!

 

Anche loro freschi di debutto, in questo caso con il full-length Disposition to Tyranny, il quintetto meneghino degli Stormcrow si presenta sulle assi del palco emiliano portando il loro black metal tradizionale, sia nella musica che nella presenza scenica con un canonico e ligio face-painting, per 45 minuti circa di puro ed epico sound fedele alla scuola scandinava, norvegese in primis, ma anche con qualche spunto chitarristico svedese, data una particolare vivacità nelle 6-corde di Astaroth e Narchost. Atmosfera, feralità ed incedere imperioso per una band che si rifà alla tradizione black metal, scegliendo i mid-tempo ed le accelerazioni improvvise piuttosto che la selvaggia corsa attraverso l'oscurità dei boschi. Nulla di eccezionale, ma bravi nel creare una genuina e tetra atmosfera.

 

Si comincia ad arrivare nei piani alti della bill, dove si fa la conoscenza (almeno per il sottoscritto) dei Logical Terror, band dedida ad un metal futuristico a base di neo-thrash semplificato, campionamenti elettronici, orchestrali (pochi) e dal vago sapore cyber, ma che sembrano più accomunabili a certe cose del filone modern-melodic-metal (chiamato erroneamente metalcore) che a band quali Fear Factory, Textures, Divine Heresy o Scar Symmetry, indicabili, ad un ascolto superficiale, come loro basi d'ispirazione. Quintetto composto da basso, chitarra, batteria e doppio cantante (scelta che mi lascia qualche perplessità), la formazione italiana basa il suo show sul repertorio dell'ultima fatica Almost Human: riff potenti e stoppati, campionamenti, ritmi quadrati, un filo di melodia e doppia voce raw con episodi di clean vocal. Questa è la base di una ricetta non certo nuova e che, in tutta onestà, non viene resa molto interessante dai Logical Terror, benchè la band dimostri una certa sicurezza nei propri mezzi e nella tenuta del palco, almeno per quel che riguarda Emi e Sic, i due singer, padroni del palco e leader naturali di una formazione che ricorda band un po' troppo trendy come Sonic Syndicate e Chimaira; sia chiaro, nulla di male (o quasi), ma la resa finale sa un po' troppo di già sentito e prevedibile anche se il combo, in sede live, non appare affatto male: manca solo un po' più di energia.

 

Sempre molto attesi, oltre che per la musica, anche per la presenza scenica della loro leader, i Cadaveria fanno centro pieno con una performance di alto livello, grazie a talento e personalità. Una personalità, va detto, formata in più di 10 anni di onorata carriera, dopo che la leader stessa, Cadaveria, uscì dagli Opera IX e frutto di una miscela intrigante di black, gothic, heavy classico ed alcune influenze dark rock/metal dei primi '80, che possono ricordare band come Asp o Incubus Succubus (anche se questi sono anagraficamente più recenti). Chitarre piene e grintose, una sessione ritmica impeccabile e robusta, guidata dall'ex-Necrodeath Killer Bob, il quintetto piemontese coglie l'occasione per presentare la sua nuova fatica Horror Metal e proprio da questo titolo e dalle atmosfere orrorifiche nasce la bella prova di questa serata, con Cadaveria sugli scudi: prestazione vocale di alto livello, presenza scenica asciutta ma di grande personalità, la cantante biellese e gli altri membri della band avvolgono il pubblico con un metal 'old-style' in fatto di mood gotico ed in stile horror, con chitarre energiche e melodiche, una visceralità notevole e composizioni che mischiano la magniloquenza feroce del black metal, la grandeur del gothic/doom, lo spirito naif della NWOBHM e l'attitudine elitaria dark. Attraverso gli altri lavori come In Your Blood o The Shadows' Madame i Cadaveria offrono 60 minuti di grande qualità metal ad un pubblico entusiasta che non si risparmia affatto, specie nei passaggi più estremi dei loro brani. Tanto di cappello.

 

Quando la decadenza ha preso il sopravvento, l'unico modo per ritracciare una rotta e creare un nuovo ordine su cui costruire il futuro...è portare prima il Kaos. Fedeli a questa regola, gli headliner del Midnight Metal Festival, salgono sul palco in tutta la loro aggressiva e feroce estetica rivoluzionaria: signori e signore, gli Arch Enemy sono ancora qui per non fare prigionieri. Una band oliata come il più perfetto degli ingranaggi di orologeria ed, allo stesso tempo, carica di rabbia, ferocia ed istinto, sangue che pulsa attraverso condotti e meccanismi, muscoli che si fondono ad interfacce ai neo-tubi, uomo e macchina, calcolo ed emotività. Angela Gossow, ormai un condottiero più che una semplice front-woman, centra una prestazione vocale capolavoro, tanto perfetta sul piano esecutivo quanto vibrante sotto il profilo delle emozioni che è in grado di far esplodere nello stomaco del pubblico che si scatena in mosh-pit e tentativi di stage-diving kamikaze.

 

Ma se l'avanguardia si chiama Angela Gossow, i cecchini ed artiglieri si chiamano Michael Amott e Nick Cordle che cesellando brani come Nemesis, Out for Blood o Cruelty without Beauty, abbattono ogni nemico, dipingendo con i resti dello stesso nemico, affreschi visionari davanti ai quali erigere un nuovo mondo, selvaggiamente libero. Gli attacchi si susseguono senza sosta, lanciati dai comandi di carica di Angela, che si avvale di una cavalleria corazzata di nome Adrian Erlandsson, dirompente, spaventoso e titanico: ciò che rende il drumming di Erlandsson in grado di atterrire chiunque è, soprattutto, la meravigliosa fluidità nei cambi di tempo, rullate ed uso dei piatti (oltre che della sua incredibile doppia-cassa), il tutto talmente limpido e naturale da rendere ancora più letale il suo drum-work in Dead Eyes see no Future, We will rise, Revolution begins. Tessuto connettivo di questi quattro reparti sono le linee basse e pulsanti di Sharlee D'Angelo, instancabile propulsore che dona il giusto nerbo di equilibrio e le melodie di sottofondo che guidano, come un sonar, la macchina Arch Enemy.

La Gossow non parla moltissimo con il pubblico, se non per ringraziarlo ed incitarlo prima di ogni pezzo, specie dei cubi e granitici mid-tempo come Heart of Darkness, ma è la cosa giusta da fare: Angela, come Micheal, Nick, Adrian e Sharlee, comunica con il talento e l'energia e la risposta del pubblico è da sbarco in Normandia. Dopo l'assolo di Erlandsson e un mini-strumentale (I am Legend) di Amott e Cordle, si riprende l'assalto che porta verso la parte finale dello show, reso visivamente di maggior impatto da due teloni bianchi sui quali vengono proiettati video di supporto ai brani (specie quello di Cruelty without Beauty, incentrato su vivisezione e maltrattamenti verso gli animali), sempre con la massima profusione di energia e perizia musicale, che conclude uno show fantastico con un unica, piccola perplessità per chi conosce gli Arch Enemy dall'inizio: perchè sacrificare i brani dei primi tre album, dato che si è visto, in passato, che la Gossow ha sempre reinterpretato splendidamente brani come Sinister Mephisto? Un quesito che, però, non intacca uno show da 'circoletto rosso'. L'Apocalisse sta arrivando...assicuratevi i posti in prima fila per l'assalto finale!

 

Cadaveria

Logical Terror

Stormcrow

Ira

All Amort

Lacerhate