CONDIVIDI

lun

22

ott

2012

Recensione F.E.A.S.T. - "Strong Wild And Free"

F.E.A.S.T.

Strong Wild And Free

Avenue of Allies

Release date: 2 Novembre 2012

 

 

A due anni di distanza dal debutto intitolato “Rise”, torna a deliziarci le orecchie Fabri Kiareli con la sua collaudatissima band composta da Luke Ballabio alla chitarra, Angelo Perini al basso e Mao Granata alla batteria. Se “Rise” mi aveva stupito, un po' per mia colpa visto che non conoscevo cotanti musicisti, “Strong wild and free” riesce a colpirmi per la freschezza delle canzoni, la ricerca della melodia, unita alla potenza che viene sprigionata dalle stesse.

 

La prima cosa che balza all’orecchio è il perfetto equilibrio delle canzoni, cori al posto giusto, orecchiabili, sezione ritmica presente che detta giustamente i tempi, soli di chitarra sposati alla canzone, non una mera esibizione tecnica. La parola giusta è equilibrio al servizio delle canzoni, le quali contengono melodie immediate che vi si appiccicheranno come un chewingum nella suola degli stivali. Si parte con l‘heavy metal “Strong, Wild and Free”, un brano potente vicino alle sonorità della vergine di ferro. L‘intro di “Pleasure and Pain” mi fa tornare indietro nel tempo vista l’introduzione “a cappella” molto anni 70. “Rock 'n' Roll Flame” mi ha ricordato un buon numero di canzoni, senza far troppo riferimento a nessuna, un fraseggio iniziale, l’assolo alla Kee Marcello, un altro fraseggio molto “Europe”, ma la cosa più bella che alla fine, questo brano ha spazzato via tutti i vari richiami, merito di un chorus da stadio fatto e finito. Non voglio insistere col discorso dei ritornello, ma “Gonna fly” diventa vincente anche per questo merito. “A million years” è una ballad splendida che non avrebbe sfigurato in uno dei qualsiasi album di gente come Bad English, Hartline, Dare, Harem Scarem, una di quelle canzoni che vi farà consumare l'accendino. Chiudono l'album una cover per intenditori -e si tratta di “Dancing To The Rhythm” di Stevie Wonder- incisa dall'artista in un album live e, come nel precedente album, l'ultima canzone del cd prog intitolata “Children Of Beslan”, che richiama un po' i migliori Savatage. Siamo di fronte ad un album maturo che trasuda rock’n’roll da ogni suo solco. Si sente che Kiareli è cresciuto con la musica giusta, il gusto per la melodia unito a quel rock che ha fatto scuola e che ancora oggi influenza schiere di musicisti.

 

Non ci troviamo di fronte alla scoperta della penicillina, questo genere musicale è noto a noi tutti, l’unica differenza che si può cercare nei vari album che affollano gli scaffali è l’ispirazione, l’attitudine e la veridicità/credibilità della proposta musicale. Qui trovate tutto, racchiuso in più sottogeneri musicali, dall'hard rock, al prog, dall'AOR all'heavy metal. Ultimo accenno prima di chiudere, mezzo voto in più per aver mantenuto il nome F.E.A.S.T. e per aver confezionato una copertina splendida, entrambe le cose danno un forte segno di continuità con il cd d’esordio.

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

 

1) Strong, Wild and Free

2) Pleasure and Pain

3) Heart and Soul

4) Rock 'n' Roll Flame

5) Hard Rockin' Man

6) Gonna Fly

7) Tell Me You're Ready

8) It's Not The Same

9) How Long

10) A Million Years

11) Dancing To The Rhythm

12) Children Of Beslan