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sab

17

nov

2012

Live Report TANKARD + guests Longobardeath e Story Of Jade @ Rock N Roll Arena, Romagnano Sesia (NO) - 16/11/12

Report a cura di Emiliano Vallarino

Foto a cura di Fabrizio Tasso

Era da molto che noi appartenti alla frangia molesta di Rock Rebel Magazine aspettavamo una serata come questa, serata di thrash, serata di alcoholic metal, serata ignorante. Partiamo da Genova consapevoli che al rock’N’Roll di Romagnano Sesia ci attende uno di quei concerti dove la gente non va semplicemente per ascoltare della musica, ma ha voglia di sfogarsi, di tirare fuori tutto l’entusiasmo e l’energia sopiti durante una settimana di lavoro e la presenza dei teutonici Tankard è la soluzione a tutti i mali, ma partiamo con ordine.

L’onore di aprire la serata è nelle mani sapienti dei giovani toscani Story Of Jade, thrash horror metal di livello, gran presenza scenica e visi pittati nella migliore tradizione black scandinava. Nell’arco dei cinque brani a loro disposizione, riescono a dimostrare tutto il loro valore musicale e il pubblico si rende conto che ha davanti una band che nonostante la giovanissima età, ha le carte in regola per supportare in futuro musicalmente il nostro paese anche all’estero. Veloci, cattivi ed essenziali, sono il miglior apripista che si potesse pensare e il pogo che si inizia ad intravvedere sotto il palco è il giusto tributo per questi ragazzi.

Tocca ora ai Longobardeath salire sul palco. Lo storico combo di Bursto Arstizio che da vent’anni intrattiene le folle con il loro “rochenroll” in dialetto “milanes” ha un suo seguito e la consapevolezza che la goliardia, unita ad un’ottima tecnica e una naturale propensione all’intrattenimento sono la chiave che permette loro di tirare dentro tutti con i loro testi fatti di sesso, cibo e musica. Divertentissima la cover di “Ace Of Spades” dei  Motörhead , rinominata “Ass De Picch” e anche stavolta è il pogo a prendere il sopravvento. La birra scorre a fiumi e non può essere altrimenti, perché dopo un rapido cambio di palco è la volta di coloro che da trent’anni hanno fatto della bionda il simbolo della loro musica, il totem imprescindibile dal quale è impossibile stare lontano, pena la perdita dell’ispirazione.

E' il turno dei tedeschi Tankard. Ci aspettavamo un grandissimo concerto certo, la storia è dalla loro parte e i testi divertenti e dissacranti la fanno da padrone, ma quello al quale abbiamo assistito è stato qualcosa di assurdamente coinvolgente. Due ore di concerto senza la benché minima sosta, venti pezzi di thrash ultraveloce, due ore nelle quali sotto il palco il pogo è stato continuo e il più variopinto possibile. Ci è capitato centinaia di volte di assistere a scene di pogo, i concerti come questo ne sono la prima risorsa, ma di vedere indistintamente ragazzi e ragazze buttarsi nella mischia senza remora alcuna proprio no. In questo aiutati anche dai musicisti che hanno messo a loro disposizione il palco anche per uno stage diving continuo e a più riprese la presenza di persone del pubblico sul palco a ballare, cantare e dimenarsi è diventata una sorta di intrattenimento nello spettacolo. I Tankard sparano tutti i colpi in loro possesso, dall’iniziale “Zombie Attack” a “Maniac Forces”, le immancabili “Stay Thirsty!”, “The Morning After” e “Chemical Invasion” suonata per la maggior parte del tempo senza il supporto della chitarra di Andreas Gutjahr incorso in qualche guaio di natura tecnica ed è proprio in questi momenti che si vedono i professionisti. Perché che Frank Thorwarth e Olaf Zissel siano rispettivamente un grande bassista e un grande batterista è fuor di dubbio, ma suonare un pezzo thrash a velocità supersoniche senza la chitarra è da applauso e il pubblico non sembra quasi accorgersene, l’enfasi è straordinaria. Dal canto suo Andreas Geremia è sempre quell’animale da palcoscenico che conoscevamo e la sua voce è sempre all’altezza e personalissima, nonostante, come già detto in precedenza, non abbisogni della minima sosta se non per aprire ogni picosecondo una lattina di birra che il più delle volte condivide con il pubblico, sottoscritto compreso. Divertentissimo l’intermezzo che lo vede protagonista durante l’interpretazione di “Die With A Beer In Your Hand”, durante il quale prende in braccio una ragazza avventuratasi dalle sue parti per poi gettarla in pasto al pogo. Tra brani del nuovo album, su tutte la titletrack “A Girl Called Cerveza” e altri pezzi di storia come “Alien” e l’immancabile “Space Beer” il concerto fila dritto fino al tripudio finale consacrato da “Empty Tankard”, dopo di che è l’outro della sigla del commissario Derrick a sancire la fine.

 

Ringraziamo l’organizzazione del Rock’N’Roll per questa splendida serata, ma più in generale per essere uno tra i locali che offre più concerti di livello ogni settimana e ringraziamo le persone che ci lavorano, sempre professionali e sorridenti. Un ringraziamento particolare alle band che si sono intrattenute con noi durante e dopo lo show, tutti professionisti che non hanno avuto nessun problema a rilasciare autografi, firmare copie dei loro lavori e a farsi fotograre a più riprese con tutti, nessuno escluso. Per ultimi ma non ultimi, un ringraziamento personale da parte di chi scrive al mio compagno d’avventura e collega Fabrizio Tasso per aver impreziosito la serata con le sue foto e la sua compagnia e lo staff tutto di Rock Rebel Magazine, nella persona di Angel Devil Rock per averci permesso di assistere e parlare di una serata che difficilmente scorderemo. E come ha detto Geremia prima di lasciare il palco: “Thrash will never fucking die!”.

 

 

Tankard Set list

1. Zombie Attack

2. Time Warp

3. The Mourning After

4. Need Money For Beer

5. Not One Day Dead

6. Octane Warriors

7. The Beauty And The Beast

8. Slipping From Reality

9. Stay Thirsty!

10. The Metal Lady Boy

11. Rules For Fools

12. Alcohol (Gang Green cover)

13. Maniac Forces

14. Die With A Beer In Your Hand

15. A Girl Called Cerveza

16. Rectifier

17. Chemical Invasion

bis

18. Alien

19. Space Beer

20. (Empty) Tankard

 

 

 

Ul Mik Longobardeath

Story Of Jade