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mer

21

nov

2012

Recensione CARRY-ALL - Drink it yourself

CARRY-ALL

Drink it yourself

D.I.Y. ProudActions/Ammonia Records

Release date: 22 novembre 2012

 

 

Prendete sette musicisti carnici (guai a chiamarli friulani o giuliani, i carnici sono un’altra cosa), metteteli di fronte a microfoni, chitarre, percussioni e fiati, date corrente alle casse e mettetevi comodi a vedere che succede. State pronti però, perché comodi - se vi trovate di fronte i Carry-All - ci starete circa due nanosecondi: in un baleno sarete in piedi a ballare come pazzi, trascinati da uno dei dischi più divertenti e meglio suonati degli ultimi anni, almeno nel suo genere, qualunque esso sia. Solide basi punk west-coast anni ‘90, venature di rock, influenze ska… dentro “Drink It Yourself”, il nuovo album dei Carry-All si trova davvero di tutto. Ed è un tutto miscelato dannatamente bene, come un cocktail perfettamente dosato con, a fare da collante, una sezione di fiati degna di una vera big band capace di travolgere istantaneamente l’ascoltatore e portarlo a spasso fra i tredici pezzi che compongono questa “chicca”.

 

L’album parte a razzo con una combo d’eccezione: una intro squisitamente vintage (“I do it or myself”) che apre la strada ad un pezzo (“D.I.Y.”, la title track) dominato da ottoni, chitarre e cori di grande efficacia e potenza. E il bello è che non si ferma più, fino a quando, tredici tracce dopo, ad avere la lingua fuori, le guance rosse e il fiatone saranno anche le casse del vostro stereo. Ritmo sempre “a manetta”, energia da vendere e ogni tanto una sorpresa come l’ammiccante “Denise was a liar”, divertentissimo pezzo a tinte ska o il suono - pare - di una marimba che si nota in “No fun in my hometown”, ma l’elenco potrebbe essere lunghissimo. A colpire è anche l’ottimo livello tecnico complessivo del disco che – non dimentichiamolo – è completamente autoprodotto e anticipato da un video davvero ben fatto: una sorta di dichiarazione di indipendenza dalle major che spesso faticano a dare spazio ad emergenti di qualità come i Carry-All (capaci, ricordiamo, di piazzare i loro pezzi oltreoceano, in serie targate Warner Cinema come OC, Smallville e Veronica Mars).

Ultima “perla”, la closing track “Rocking rag” richiama le atmosfere delle band che popolavano le strade di New Orleans ad inizio del 1900: un chiassoso e divertente saluto degno dei migliori spettacoli dell’epoca, con le trombe puntate verso l’alto e gli altri ottoni a spingere la band fuori dal palco. Fino al prossimo spettacolo.

 

Alessandro Pantani

 

 

Tracklist

1 I do it for myself

2 D.I.Y. 

3. Denise was a liar

4. It doesn't matter

5. Distorted reality

6. Brand new day

7. Double malt happiness

8. What's the matter with us?

9. You rascal you (Fletcher Henderson cover)

10. No fun in my hometown

11. Nothing changes (in Italy)

12. My own way

13. Rocking rag

 

Link al video di D.I.Y.

www.facebook.com/carryallofficial?filter=3