CONDIVIDI

mar

18

dic

2012

Live Report HAGGARD + Sound Storm + Evenoire + Avoral @ Fillmore di Cortemaggiore (PC) 15/12/2012

a cura di Andrea Evolti

Gli Haggard non sono una band comune, non fanno musica comune ed anche i loro concerti, di conseguenza, non sono una cosa ordinaria. Anche se da tempo non si producono in una prova in studio, vederli sulle assi di un palco è pura magia ed emozione ed al Fillmore di Cortemaggiore, come sempre, non sono stati da meno, supportati da degli act italiani di primissimo livello, meritevoli di tutta l’attenzione che l’audience italiana può dar loro.

Primo combo di questo sabato sera di metà Dicembre, è quello dei milanesi Avoral, dediti ad un metal classico con influenze folleggianti. Sound tagliente ed epico (anche se i loro suoni non saranno all’altezza), che strizza l’occhio alla potenza americana, oltre che alla tradizione melodica europea (primi Blind Guardian, Grave Digger, Skyclad), hanno il loro punto di forza nelle chitarre di Mauro e Niccolò ma, ahimé, anche un punto debole (credo solo per questa sera) nella voce di Francesco; il cantante lombardo ha un timbro ruvido ed adatto nelle parti aggressive, ma s’imbatte in alcuni scivoloni tecnici nei momenti più rilassati ed evocativi. Discreta band che riesce a smuovere un po’ l’ancora esiguo pubblico.

Gli Evenoire sono uno splendido esempio di come magia del symphonic-metal ed atmosfera del gothic ‘moderno’ possano produrre qualcosa di assolutamente stimolante e personale, soprattutto quando c’è il talento di 5 ottimi musicisti. Capitanati dalla cantante/flautista Elisa Stefanoni, la formazione cremonese si è dedicata, principalmente, all'esecuzione dei brani presenti sul loro unico full-length, l'ottimo Vitriol; pochi dubbi lascia, infatti, l'opera prima del combo lombardo che, dal vivo, si dimostra assolutamente a proprio agio nel creare atmosfere evocative e magiche, che vengono esaltate dalla potenza di chitarre compatte e da una sezione ritmica che ha nel batterista Daniele Foroni un perfetto metronomo, in grado di dare i giusti accenti a pezzi come la sognante Days of Blackbird. Altro punto forte, la splendida prestazione vocale di Elisa che, con scioltezza ed agilità, riesce a passare da tonalità liriche da soprano e parti più oniriche ed evocative, che richiamano alla mente la grande Anneke Van Giersberger del periodo Mandylion dei The Gathering. 50 minuti possenti sogni gotico-romantici, nelle leggende della pianura padana, per una band dal grandissimo potenziale.

Una splendida sorpresa non guasta mai ed è per questo che applaudiamo (come il pubblico in aumento del Fillmore) alla buonissima prestazione dei Sound Storm, sestetto torinese che propone un metal sinfonico-classicheggiante che si muove sui passi degli ultimi Kamelot, unendo alle partiture di chitarra e tastiera ispirate (con i dovuti distinguo) a Stratovarious, Symphony X e Sonata Artica, una vena teatrale e drammatica che può trovare qualche collegamento con i Dark Avenger ed i Nightwish, quantomeno per l'oscurità presente nelle composizioni della loro ultima fatica, Immortalia. La bella e duttile voce di Philippe d'Orange (non scherzo, è questo il suo nickname), riesce a passare dai picchi tipici dello speed/sinfonico europeo a parti più taglienti, aggressive e cupe, non dimenticando la teatralità, componente fondamentale della band, che emerge nella cover di The Phantom of the Opera di Andrew Lloyd Webber e nell'operato (ottimo) del chitarrista Valerio Sbriglione, molto influenzato da Laiho e Malmsteen. Le tastiere di Davide Cristofoli aumentano il pathos e la drammaticità, cosa che viene apprezzata molto dai presenti, che trova il suo bilanciamento nella voce cristallina del soprano Ilaria Lucille De Santis, che con una bella performance fa da contraltare angelico alle parti aggressive ed oscure (anche se estremamente melodiche) di Philippe. Bella sorpresa questa formazione, che rielabora il metal sinfonico in una visione più teatrale (intrigante, anche sotto il profilo della presenza scenica, il duetto delle due voci, con d'Orange che si presenta con la maschera del Fantasma dell'Opera) e, soprattutto, energica e personale.

Con un pubblico cresciuto nel numero (anche senza raggiungere una presenza al di sopra delle aspettative), si arriva al momento più atteso della serata; gli archi, i fiati e gli altri componenti dell'11 che forma la versione live degli Haggard, salgono sul palco con estrema calma perchè la creatura di Asis Nasseri vive durante le note di ogni brano che questa meravigliosa realtà del metal offre dal vivo. Potenza e tecnica metal, grandeur della musica sinfonica, incanto delle due voci liriche, Fuhrmann quella tenorile e Susanne Ehlers il soprano (grandiosa e spettacolare, anche per presenza scenica), sono ingredienti che fanno esplodere l'entusiasmo dei presenti, al di là dei singoli pezzi eseguiti. Haggard è un'entità musicale che riesce a creare, anche con le liriche scritte in inglese, tedesco ed italiano, un concentrato di passionalità artistica che viene esaltato dalle performance di musicisti in grado di parlare attraverso strumenti che si fondono perfettamente con la natura metal di questo leviatano. Flauto ed oboe accarezzano mentre contrabbasso e violoncello tessono le trame della tempesta della mastodontica Eppur si muove, con il nuovo batterista Maurizio a dettare il ritmo, seguito dai connazionali Giacomo Astorri (basso) e Claudio Quarta (chitarra). Il piano/clavicembalo di Ingrid Nietzer ci traghetta da una partitura incalzante all'altra, con i suoi evocativi interventi che ci portano a Tales of Ithiria, title-track del loro ultimo lavoro, dove la coralità delle singole anime degli Haggard riesce a creare la sintesi degli opposti: il tutto ed il singolo. Non è possibile sezionare in brani per descrivere un'esibizione che è un continuo fluire di energia ed arte, così fuori dagli schemi e personale, senza rischiare di banalizzare uno show che ha il suo culmine proprio con l'atto finale: Per Aspera ad Astra, brano che sintetizza, anche nel titolo, tutto il pensiero artistico di Nasseri e soci, fa calare il sipario su di una band che, attualmente, mostra una sola debolezza: non aver ancora prodotto un nuovo lavoro dal lontano 2008. Ma ogni loro spettacolo, ce lo fa dimenticare. Senza dubbio e, come sempre, verso le stelle ed oltre.

Sound Storm

Evenoire

Avoral