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mer

19

dic

2012

Recensione DARLENE - "Darlene"

DARLENE

Darlene

autoprodotto

data pubblicazione: ottobre 2012

 

Altro giro altro regalo: ci viene in oggi recapitato un cd di un'altra band all'esordio. Si tratta dei liguri Darlene, attivi sin dal 2009 per merito di Mr. Sleazy (batteria) e Spike (chitarra-tastiere) ai quali si sono successivamente uniti Fabry Bonalien (chitarra), Emax (basso) e Betty Twister (voce). Il comune denominatore di questo quintetto è il glam rock figlio degli anni '80, genere che vestono perfettamente come un guanto.

 

I cinque brani contenuti in questo album d'esordio sono uno specchio fedele di ciò che è capace di fare questa band, sia a livello compositivo che esecutivo. La cura dei particolari, gli arrangiamenti ed il sound sono un tuffo nel passato, tuffo che noi di rockrebelmagazine facciamo volentieri visto che da quel mare di melodia non siamo mai voluti uscire del tutto.

Un giro di chitarra semplice ci introduce l'energica e diretta “Running for love”. “Deepest state of dream” prosegue sugli stessi binari un po' a confermare che il primo brano non era un episodio isolato. “She” è il brano migliore dell'intero album, le tastiere la fanno da padroni, non certo rubando spazio agli altri strumenti ma è il ritornello che risulta incisivo e si appiccica alla memoria dell'ascoltatore e come logico che sia, ci si troverà a canticchiarlo ancora prima che la canzone finisca, soprattutto quando Betty cambia tonalità e ci mette la grinta. “Ride” è l'episodio che convince un po' meno, ma non per questo non piacevole, forse la ricerca della melodia doveva essere più curata, chiude l'album la classica ballatona “Dancing under the moonlight” un brano capace di trasmettere sofferenza, solitudine ma in grado di coccolarti sull'onda del suono dei violini.

 

Ascoltando questo esordio non possono che venirci in mente band come le Vixen, Lee Aaron o Lita Ford per merito della singer Betty, oppure i Femme Fatale o Witness (chissà chi di voi li conosce??). Tutto sommato l'album ha qualcosa che rasenta la sufficienza, nota dolente la produzione ed il booklet poco curato, l'assenza dei testi e dei credits di ogni canzone, non c'è un indirizzo-contatto internet, le fotografie dei membri della band ricordano quei lavori di grafica della fine degli anni 80, il che potrebbe anche essere voluto, ma essendo noi alle soglie del 2013, era meglio forse curare un po' di più anche questi aspetti non del tutto marginali. Insomma la band pare pronta per fare il grande salto, le qualità ci sono e brillano come un albero di natale, ora bisogna solo che un'etichetta se ne accorga.

 

 

Recensione di Andrea Lami

 

 

Tracklist:

1.Running for love

2.Deepest state of dream

3.She

4.Ride

5.Dancing under the moonlight