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mer

19

dic

2012

Recensione THRASHOUT GREASE - Rusted Songs And Sing Alongs

THRASHOUT GREASE

Rusted Songs And Sing Alongs

Autoprodotto

Data di uscita: novembre 2012

 

Una volta capitava di rado di ascoltare un disco autoprodotto ben fatto: fino a qualche anno fa autoproduzione era sinonimo di microfoni in garage, prodotti raffazzonati e realizzati con poca cura dei dettagli. Ma la musica, è il caso di dirlo, sta cambiando anche nel nostro Paese e il primo album dei milanesi Thrashout Grease è una perfetta dimostrazione di come si possa fare un buon disco anche senza il supporto di una major alle spalle. “Rusted Songs And Sing Alongs”, masterizzato al Newmastering Studio di Milano, è un disco punk-rock sincero, divertente, ben suonato, per niente banale pur senza avere la pretesa di cambiare il mondo della musica: le undici tracce (tutte “marchiate” Thrashout Grease tranne “Cheating at solitaire” di Mike Ness) si inseguono una dopo l’altra a un ritmo sostenuto e riempiono l’aria di belle chitarre distorte al punto giusto e batterie picchiate “a manetta”.

 

La band di diverte un mondo a suonare e si sente bene, anche se l’entusiasmo ogni tanto lascia scivolare dentro i pezzi qualche sbavatura (soprattutto nei cori, non sempre perfetti, ma parliamo di peccati veniali, capiamoci): l’energia è tanta e anche quando il gruppo sembra voler tirare un po’ di fiato (con la più lenta “On your way”, ad esempio) è solo per prendere la rincorsa e permetterci di tirare il fiato prima di rimetterci a pogare e ad agitare la testa. Oppure sta regalandoci un saluto speciale con una simpatica “Straight to you” in versione acustica.

 

Un consiglio: occhio ad ascoltarli in macchina, oltre ad una multa per eccesso di velocità potreste ritrovarvi a suonare una batteria invisibile ondeggiando i capelli ad ogni semaforo (magari sulle note di “No time” o di “Shadow”). Spiegatelo poi voi alla gente che vi guarderà stranita che non siete matti e che stavate solo ascoltando un buon disco. E non dite che non vi avevamo avvertito.

 

 

Recensione di Alessandro Pantani

 

www.facebook.com/Thrashoutgrease