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mar

29

gen

2013

Recensione BIFFY CLYRO - Opposites

BIFFY CLYRO

Opposites

14th floor/Warner

Release date: 28 gennaio 2013

 

 

Non capita spesso, negli ultimi anni, di trovarsi di fronte ad un album complesso come “Opposites”, l’ultimo lavoro degli scozzesi Biffy Clyro. Tanto per cominciare è un doppio: la cosa in sé non sarebbe sconvolgente se non fosse che ognuno dei due album rappresenta, a modo suo, un “lato” di un vinile, in un percorso che va dal buio alla luce, dagli abissi della tragedia umana fino alla speranza per il futuro. Concept album? No, meglio parlare di rock-opera ed evocare illustri precedenti come Tommy o The Wall.

 

Intendiamoci, nelle 22 canzoni della deluxe version (che contiene un paio di bonus tracks fra cui la stupenda versione strumentale di “The land at the end of our toes”) non troverete niente di floydiana memoria: i Biffy Clyro hanno una solida identità che ha saputo evolversi, dalle origini a oggi, sempre più verso sonorità ampie e ambiziose, adatte a ribalte importanti. L’importante, prima di mettersi all’ascolto, è ricordarsi che si sta per affrontare un viaggio da 78 minuti che ci condurrà in posti molto diversi.

 

Il viaggio comincia delicatamente o quasi: “The sand at the core of our bones” (questo il “titolo” del primo album) parte con una delicata e intimistica “DIfferent people” seguita da “Black Chandelier”, il brano scelto dalla band per il primo video. Il ritmo cambia con “Sounds like baloons”, un pezzo sincopato che racconta metaforicamente il viaggio della band attraverso la costruzione di questa doppia opera. Tocca poi alla title track “Opposites” portarci in un territorio soft-rock che sembra cucinato apposta per far accendere 50mila accendini in uno stadio. Appena il tempo di riprendere fiato con un pezzo che richiama maggiormente la tradizione della band (“The joke’s on us”) che i Biffy Clyro colpiscono sotto la cintura prima con “Biblical”, poi con “Little hospital” dove, in modi molto diversi, la fanno da padrone i cori.

 

Con “Thaw”, ultimo brano del primo disco (ma, credete a noi, investite quello che serve nella deluxe version per avere anche “The sand at the core of our bones – instrumental” che vale, con la sua “gemella” nel secondo disco, tutta la differenza di prezzo) si chiude la prima parte del viaggio. Abbiamo attraversato, condotti da un Virgilio in kilt, inferno e buona parte del purgatorio: toccherà al paradiso? La risposta è “ni”: “The land at the end of our toes” è – se possibile – ancora più sperimentale e disorientante del primo disco. E' bellissimo seppure nella sua complessità. A partire dal cazzotto dritto al mento della opening track, “Stingin belle” che affianca chitarre distorte e cornamuse. Ma, non preoccupatevi, il bello deve ancora venire: ed è un bello che si presenta vestito in abiti da mariachi (“Spanish radio”), nelle pennellate elettroniche decisamente eighties di “Skylight” e nelle atmosfere da parco giochi pieno di skater di “Woo Woo”. Un minestrone di stili, penserà qualcuno, uno sguardo obliquo ma interessante sulle mille facce della realtà, diremmo noi.

 

Giudizio finale? Non sarà rivoluzionario come il “White album” dei Beatles, ma “Opposites” è da avere, da ascoltare con i muscoli delle orecchie preparati. Non c’è spazio per l’easy listening qui. Ma solo per tanta buona musica.

 

 

Alessandro Pantani

 

 

CD1 The Sand At The Core Of Our Bones:

01 – Different People

02 – Black Chandelier

03 – Sounds Like Balloons

04 – Opposite

05 – The Joke’s on Us

06 – Biblical

07 – A Girl and His Cat

08 – The Fog

09 – Little Hospitals

10 – The Thaw

 

CD2 The Land At The End Of Our Toes:

01 – Stinging’ Belle

02 – Modern Magic Formula

03 – Spanish Radio

04 – Victory Over the Sun

05 – Pocket

06 – Trumpet or Tap

07 – Skylight

08 – Accident Without Emergency

09 – Woo Woo

10 – Picture a Knife Fight

 

Link: www.biffyclyro.com