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ven

08

mar

2013

Intervista ai MASTERCASTLE

In una gelida serata Ligure abbiamo avuto il piacere di incontrare i Mastercastle che ci hanno parlato del loro nuovo album. Tra aneddoti vari e un simpaticissimo John Macaluso che ci allietava con il suo italiano misto inglese abbiamo estrapolato una splendida intervista che spazia dalla loro ultima release, ai progetti futuri alle aspettative per questo nuovo anno di questi quattro grandi musicisti. Buona lettura!

 

 

Intervista : Fabrizio Tasso

Trascrizione e traduzione : Daniela Patanè

RRM: Allora iniziamo con te Pier, cominciamo a parlare del nuovo disco dei Mastercastle, che informazioni puoi dare ai vostri fans?

 

Pier: Il Nuovo disco si chiama “On Fire” e sarà pubblicato il 19 Aprile 2013. La registrazione è cominciata quasi un anno fa con l'entrata in formazione di John. Subito abbiamo incominciato a collaborare per delle clinic e nei periodi in cui lui era qui in Italia abbiamo sfruttato l'occasione per poter lavorare sulla batteria. Alcuni brani erano già stati scritti e altri invece sono nati sulle idee di John che suonava su delle basi. Siamo molto soddisfatti dall'aspetto tecnico, dei suoni e del punto di vista lirico. Come sempre si è occupata di tutti i testi Giorgia ma è meglio che parli lei.

 

Giorgia: All'inizio avevo pensato di fare un concept album esclusivamente sui metalli, infatti il primo titolo del cd doveva essere “Metals”. In seguito ho avuto la sensazione che questo tipo di concept mi restringesse troppo il campo alle idee e quindi ho avuto bisogno di un po più di libertà. Ho sempre fatto un concept sui metalli e ogni brano prende il titolo da un metallo (oro, argento, etc) ma essendo un essere umano ho voluto spostare il campo sulle emozioni umane. Quindi il titolo da “Metals” è diventato “On Fire” proprio perché sentivo di aver bisogno di tramettere “calore”. Comunque in tutti i testi ci sono riferimenti specifici sui metalli ma in riferimento al vissuto di tutti i giorni, ai sentimenti e alle emozioni che proviamo. Per assurdo volevo fare un album più freddo ma poi in realtà è venuta fuori un esplosione di calore. Ci sono molti brani sentimentali ma sempre inseriti in un contesto metal.

 

John: Sono molto felice e molto contento del risultato. Penso che sia il miglior album, sono molto soddisfatto dei suoni che abbiamo tirato fuori da ogni singolo strumento. Le mia traccie preferite sono “Quicksilver” e “Gold Violet” due pezzi incredibili.

 

RRM: Come vi siete organizzati per le registrazioni dell'album?

 

Pier: La fortuna di John, a differenza nostra, è che noi ci occupiamo di tante cose nell'ambiente musicale mentre lui si occupa solo di concerti, clinic e sessioni di registrazione. In più essendo spesso in Italia è stato abbastanza semplice “prenotare” delle giornate o dei periodi da trascorrere con lui per organizzare le sessioni. Di solito, come abbiamo fatto anche per stasera, quando ci vediamo per incidere o per scrivere dei brani organizziamo anche un live o una clinic. Paradossalmente anche se lui è il membro più distante della band è quello con cui siamo riusciti ad organizzarci meglio.

 

RRM: Ma vi siete inviati dei file tramite mail o avete fatto tutto dal vivo?

 

Pier: No, lui si è fermato qualche giorno. Ha ascoltato i brani che erano già impostati e su quelli ancora ancora da impostare. Poi suonava liberamente sul metronomo oppure su basi frutto di arrangiamenti tratti da pezzi vecchi. Noi poi conservavamo l'andamento sul quale volevamo lavorare e in base alle idee che poi lui proponeva successivamente costruivamo i brani. Ogni cosa è avvenuta in studio, tutto quello che John ha suonato è stato registrato, naturalmente poi lavoravamo su quello che funzionava.

 

 

RRM: Quanto vi ha influenzato il lavoro di John in questo nuovo lavoro? E che differenza c'è col sound dei vecchi dischi?

 

Pier: La mia opinione è che John rappresenta un valore aggiunto perché ha portato nella band una grande esperienza maturata dall'aver condiviso il palco con artisti rock e hard rock di fama internazionale. Da subito si è posto, nei nostri confronti, nella maniera giusta. Primo dando le sue idee derivanti dal suo stile, che è sempre riconoscibile, successivamente adattandosi in maniera spontanea ai canoni del nostro gruppo rispettando il sound dei dischi precedenti.

 

RRM: Come vi siete conosciuti?

 

Pier: Ci siamo conosciuti, durante una serie di clinic, gli feci sentire i nostri lavori precedenti e lui fu molto entusiasta. In quel periodo non avevamo un batterista fisso e così gli proposi di suonare con noi. E' nato tutto in maniera molto spontanea, anche perché noi non avremmo mai pensato di incontrarci con John, così è stato. Un esperienza positiva.

 

RRM: Steve per te come è stato andare a tempo con un fenomeno come John?

 

Steve: John è un grande batterista e lo sentirete poi nel disco. Per me suonare con lui è sentire che c'è della qualità, grazie a lui riesci a trasmettere armonia e spensieratezza e di questo ne ha giovato il risultato finale.

 

RRM: John, ti sei divertito a registrare questo album?

 

John: Sempre, mi sono divertito moltissimo. Ho avuto molta libertà di suonare, sono molto felice delle canzoni in questo album. Sapete, molti album metal sono soprattutto tecnici, mentre questo è focalizzato sulle canzoni, è questo che rende questo disco diverso. Quindi sì, mi sono molto divertito, questi ragazzi sono grandi, li adoro!

RRM: Oltre al valore aggiunto dettato dalla bravura di John pensate che il suo nome possa darvi una rilevanza internazionale maggiore?

 

Giorgia: Assolutamente si, da quando abbiamo il suo nome nei nostri contatti abbiamo ricevuto molte più richieste, visite e messaggi da persone che prima non avremmo raggiunto.

 

Pier: Si, non è tanto un discorso di fama o di essere più conosciuti di prima quanto un discorso di maggiore credibilità. John è riconosciuto a livello mondiale come un grande batterista e di conseguenza ha aumentato la nostra credibilità all'estero dove è molto difficile distinguersi.

 

RRM : Cambiamo discorso, volevo farvi i complimenti per “The Black Side Of The Moon” un disco, a mio parere, assolutamente azzeccato. Che cosa ha significato per voi incidere questo disco?

 

Steve: Iniziamo col dire che i Pink Floyd, per me, sono la band con cui sono cresciuto musicalmente. Sono sempre stato un patito di Roger Waters ed è stato una grossa responsabilità cercare di riprodurre questo album che reputo tra i loro migliori. Quando ho registrato le mie parti ho cercato di immedesimarmi in Roger Waters è ho cercato di riprodurre l'estro di questo grande musicista. Da un lato è stato rischioso dato che i Pink Floyd sono intoccabili ma a conti fatti abbiamo ricevuto un sacco di consensi per questo lavoro e questo mi ha reso felice. Spero che un giorno loro possano ascoltarlo e magari complimentarsi con noi.

 

Giorgia: Per me è stato molto emozionante. In realtà a differenza di Steve non sono cresciuta con questo mito. Li ascoltavo da piccola perché mio fratello aveva tutti i loro dischi, ma a parte “The Wall” non avevo mai approfondito il discorso. “The Dark Side Of The Moon” non lo conoscevo e l'ho imparato mentre lo cantavo, diciamo che è stata una scoperta. Le differenti sonorità che ho incontrato mi hanno catapultato in un mondo diverso e anche il cantare le parti di un “uomo” è stata una sfida che è affrontato con molta tranquillità. Comunque è stata una grande esperienza.

 

Pier: E' stata una esperienza e una scommessa . Dal punto di vista tecnico ho gestito anche la produzione ed è stata dura. Anche con le tecnologie che ci sono oggi ricreare quel sound e quelle atmosfere è stato difficile. Queste difficoltà ci hanno insegnato il perché questo disco sia cosi immortale. I Risultati che ha dato comunque sono stati notevoli.

 

RRM: John hai avuto il tempo di ascoltarlo?

 

John: Purtroppo non ancora. Me l'hanno dato ieri notte, penso di ascoltarlo domani.

 

RRM: Ok, ci farai sapere allora!! (Risate) Ultima domanda, che cosa vi aspettate a livello musicale da questo 2013?

 

Pier: Io da questo 2013 mi aspetto un buon consenso per questo nuovo disco. Con “The Black Side Of The Moon” mi sono già tolto una grande soddisfazione. Su questo “On Fire” ho scommesso tanto ed è stato un grande lavoro grazie a John e al resto della band.

 

John: a livello internazionale ciò che sta succedendo è che i dischi oramai si scaricano da internet, di conseguenza le band non possono fare dei dischi la loro unica fonte di guadagno, ma sono costretti ad andare in tour, come ai vecchi tempi, sali su tour bus e fai del rock! Ciò è positivo perché ci sarà più musica dal vivo in giro. E' l'unico modo in cui le band potranno sopravvivere e a me non dispiace. Quindi uscite di casa e andate a rockeggiare! Penso che sia un fatto positivo, è come negli anni 70, le band devono andare in giro e lavorare perché non puoi startene a casa a fare un disco e guadagnarci da vivere. Inoltre suonerò dal vivo con questi ragazzi e sono entusiasta all'idea!!!

 

RRM: qualcuno vuole aggiungere qualcos'altro?

 

Giorgia: Si, domani registreremo il videoclip di “Chains” brano tratto dall'ultimo album che farà da apripista al nuovo album.

 

Steve: Quest'anno cominceremo a registrare il nuovo disco degli Athlantis. Sarà il seguito di “Metal Will Never Dies” e dovrebbe uscire a Giugno per la Ice Warrior records. Avendo già in ballo anche i Mastercastle di carne al fuoco ne abbiamo parecchia. Ci aspettiamo grandi cose dal 2013, e cercheremo di dimenticarci dell'anno passato che non è stato proprio entusiasmante.

 

RRM: Bene ragazzi vi ringrazio per la vostra disponibilità e vi auguro un in bocca al lupo!

 

Mastercastle: Crepi!!