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2013

Recensione DUMPER - The Gunshot Theory

DUMPER

The Gunshot Theory

My Graveyard Production

Release date: 31 gennaio 2013

 

 

Nel 2011 i Dumper fecero capolino sulla scena con “Rise of the Mammoth”, un album hard rock un po’ in stile Motorhead, e una line up di soli tre componenti. Nonostante il buon successo ottenuto con questa prima release hanno optato per un cambiamento radicale, che ha portato a sfornare un concept album dal titolo “The gunshot theory”, uscito il 31 gennaio per la My Graveyard Production. La rivoluzione in casa Dumper è iniziata dalla line up che si è rinnovata totalmente, ad eccezione del fondatore della band Eddie Cantoni, che è rimasto al basso, ma ha ceduto il microfono ad Alessandro Marras al quale si sono aggiunti Simone Severi alla chitarra e Gianmarco Agosti alla batteria. Oltre ai componenti, anche lo stile e il sound dei Dumper si è trasformato, diventando decisamente più heavy metal con un’impronta marcatamente Maideniana, grazie anche alla timbrica ed al cantato di Marras che ricorda moltissimo Bruce Dickinson. “The gunshot theory”, inoltre, vede la preziosa collaborazione di Simone Mularoni (DGM), sia come guest star che come produttore e supervisore in fase di registrazione.

 

Il concept e i testi di questo lavoro sono nati da un’idea di Eddie Cantoni e raccontano la storia di un uomo qualunque Ted K. Hills (che è un simpatico gioco di parole - "The Head Kills") e la sua progressiva alienazione dal mondo, che poi sfocia in un delirio di violenza da cui il titolo dell’album.

 

L'intro “Breaking News” è in pratica l’annuncio fatto da un notiziario del finale dell’album, (tema musicale che verrà infatti ripreso alla fine di “Marching To War”, in una sorta di circolarità). “Stand Your Ground” è la opening track, un brano tirato, che dà un bell’assaggio di quello che verrà poi, da cui è stato anche tratto il video di lancio dell’album. Ted, il protagonista, crede che volendo tutto sia possibile, ma si accorge in “WTF” che l'invidia degli altri è un ostacolo continuo alla propria realizzazione. Qui la batteria di Agosti la fa da padrone senza perdere un colpo, e Marras dà sfoggio delle sue doti vocali; “Dinner For Retards” anche questo, brano veloce e incalzante che vede come guest star Simone Mularoni alla chitarra.

Il racconto continua senza un attimo di respiro, con “The Rotten Will” canzone dalla partenza graduale che sfocia in un’esplosione di energia seguita a ruota da “Brother On Demand” brano che sprigiona rabbia e frustrazione in ogni nota, seguito da “Our Father” che invece è lento e un po’ di passaggio e concede una pausa dalla carica della tracklist. “Way Home” è la ballad che spezza il ritmo, rendendolo cadenzato, e che nel concept segna il momento di riflessione nel quale Ted spera di trovare un motivo per ricredersi, ma ahimè non lo trova.

Con “Enough!” si riparte alla grande, un bel pezzo heavy metal che tendente al thrash in cui i Dumper sprigionano tutta la loro potenza. “The Gunshot Theory”, anch’esso pezzo veloce, a tratti brutale porta verso la conclusione in cui il protagonista inizia a costruirsi una propria teoria che ha l’epilogo nel capitolo conclusivo “Marching To War”. Questo è un brano dall’intro geniale, veloce, che rimane impresso nella mente e che descrive un crescendo di violenza, dove il protagonista imbraccia le armi e uccide tutti quelli che gli si parano davanti lungo la strada, in un delirio di giustizia, per poi essere abbattuto dalla polizia dopo aver completato una vera e propria carneficina.

 

Il rinnovamento ha senz’altro giovato ai Dumper. Un secondo album più maturo, consapevole, compatto nel sound e di sostanza nei testi, rispetto al precedente, oltre ad un notevole salto di qualità da un punto di vista tecnico e musicale. La chimica della nuova line up è esplosiva tanto che rende questo album un ottimo lavoro. L’ingresso di Marras alla voce ha dato una scrollata al gruppo, così come le chitarre di Simone Severi sono ispirate e ben congeniate, senza dimenticare la parte ritmica dove Gianmarco Agosti non perde un colpo alla batteria insieme al basso puntuale di Eddie Cantoni. Una bella conferma per il gruppo modenese che consolida la propria presenza nel panorama underground heavy metal italiano, consigliatissimo agli amanti del metal veloce. Rimane da chiedersi, se Ted non si fosse rinchiuso nei suoi pensieri, cosa sarebbe successo?

 

Monica Manghi

 

 

Tracklist:

1 - Breaking News

2 - Stand your Ground

3 - W.T.F.

4 - Dinner for Retards

5 - The Rotten Will

6 - Brother on Demand

7 - Our Father

8 - Way Home

9 - Enough!

10 - The Gunshot Theory

11 - Marching to War

Formazione:

Alessandro Marras - voce

Simone "The Beast" Severi - chitarra

Enrico "Eddie" Cantoni - basso

Gianmarco "G.M." Agosti – batteria

 

Links:

www.dumperband.net

www.facebook.com/dumperband