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dom

17

mar

2013

Live Report LIVING COLOUR e WHAT A FUNK @ Factory di Milano, 16 Marzo 2013

Report e foto a cura di Luca Casella

 

Appena dato l'annuncio della data Milanese dei LIVING COLOUR ho chiesto subito la possibilità di presenziare e di scrivere le emozioni nel tornare a vederli dopo 24 anni, sempre con la stessa persona al mio fianco. Mi chiedevo che pubblico ci sarebbe stato e con mia gioia ho visto che una buona parte dei numerosi presenti in un Factory praticamente strapieno, era vicino alla mia età, più una parte di giovani amanti della musica suonata in modo sublime.

Arriviamo poco prima dell'apertura (ritardata rispetto agli orari ufficiali ) e mentre siamo in coda sentiamo che il gruppo di supporto, gli Italiani WHAT A FUNK, hanno cominciato a suonare...accidenti perché le voci che avevo sentito su di loro erano molto positive e avrei voluto sentire tutta la loro performance. Tutte le aspettative vengono superate -“il trio di pittura fosforescente dipinto”- ci regala quarantacinque minuti di grande musica Heavy-Funk o Crossover che dir si voglia, qualità altissima, ottima padronanza degli strumenti con i quali deliziano chi è riuscito ad entrare in tempo per sentirli. Per me una vera sorpresa, che cercherò di ripetere in un loro concerto completo alla prima occasione.

Cambio rapido di palco, platea impaziente, siamo pronti ad accogliere una band che, con l'album "Vivid" del 1988, ha scritto una parte importante del Crossover mondiale. Averli visti agli inizi, giovani e pieni di vitalità con capelli lunghi pantaloni attillati dai colori sgargianti e giacche con spallone imbottite, non ha giovato quando hanno fatto il loro ingresso sul palco...non tanto per Reid alla chitarra o Wimbish al basso ma per Corey Glover il cantante che ho fatto fatica a riconoscere con il suo maglioncino a rombi e l'aria da pensionato pronto per assistere all'apertura dei nuovi cantieri edili. A parte queste considerazioni il gruppo fin dalla prime note torna ad essere, come dice Scott Ian degli Anthrax, un insieme di ottimi musicisti, di fantastici musicisti, aggiungo io. La voce di Corey ci regala emozioni da lacrime, se possibile è migliorata con gli anni diventando più profonda e calda, cosa dire degli altri, dei loro assoli di basso di chitarra di batteria eseguiti con maestria assoluta, potrei dire a chi pensa di saper maneggiare uno strumento, che se mai arriverete a suonare al dieci per cento della loro bravura potrete ritenervi dei validi musicisti. Scaletta che affronta il meglio delle loro produzione con un occhio di riguardo alla vecchie hit come la splendida "Glamour Boys" con testo sempre attuale o "Cult of Personality". Un ora e mezzo di musica con i controfiocchi che ha esaltato la platea facendola cantare i ritornelli ed applaudire davvero tanto ogni canzone presentata.

 

Un pubblico eterogeneo che apprezza la vera buona musica è rimasto soddisfatto e non voleva saperne della fine, ne avrebbe goduto ancora questi suoni. Spinti fuori a forza per lasciare spazio alla serata che seguiva nel locale....siamo usciti con la soddisfazione sui nostri volti. Grandi!!! Ringraziamenti finali a chi mi accopagnò nel 1989 al Rolling Stone per vederli e ancora mi accompagna nei concerti, questo compreso, cioè la mia compagna di vita Nadia. Saluto Andrea presente grazie al concorso di RockRebelMagazine che metteva in palio dei biglietti e grazie all'organizzazione ( HUB ) per l'ospitalità.

 

 

Set list

 

Preachin'Blues

Cult of Personality

I Want To Know

Middle Man

Desperate People

Open Letter (To A Landlord)

Funny Vibe

Memories Can't Wait

Broken Hearts

What's Your Favorite Colour?

Which Way To America?

Go Away

Ignorance Is Bliss

Leave It Alone

Bi

Time's Up

Love Rears It's Ugly Head

WHAT A FUNK