CONDIVIDI

dom

17

mar

2013

Recensione ANTHRAX - Anthems

ANTHRAX

Anthems

Nuclear Blast

Release Date: 18/03/2013

 

 

 

Questa volta tocca agli Anthrax sfornare un disco di cover, moda alquanto in uso ultimamente, ma tutto dipende sempre da dove ti vai a buttare, su quali scelte ti orienterai, perché da queste verrà determinato il buon esito del tuo lavoro. Poi bisogna che, per quanto coverizzati i brani, pur ricordando ovviamente l’originale abbiano l’impronta e il sound della band che vi si cimenta, per dare un buon motivo a chi poi alla fine tira fuori i soldi.

 

“Anthems” degli Anthrax è un signor estended play, otto brani in tutto, sei classici del rock settantiano ed in più un pezzo tratto dal loro ultimo lavoro qui presente in due versioni, ma andiamo con ordine. L’onore di scaldare i motori è nelle mani di “Anthem” dei Rush, pezzo che si addice particolarmente all’ugola di Joey Belladonna, abituato a certe tonalità, senza togliere niente al caro signor Lee ovviamente, mentre musicalmente Scott Ian e soci mantengono i toni aggressivi che distinguono il sound della band newyorkese ormai da tre decenni pur rimanendo dentro gli schemi del brano originale. Tutta la verve derivante dall’interpretazione della hit dei Rush, Belladonna la perde nel secondo brano e non poteva essere altrimenti, perché si parla di “Tnt” degli Ac/dc e per quanto l’esecuzione prettamente musicale sia molto azzeccata è palese la completa differenza vocale e di interpretazione tra lui e Bon Scott. In “Smokin” dei Boston è Charlie Benante dietro le pelli a farla da padrone insieme alle tastiere, strumento atipico per gli Anthrax ma fondamentale per portare a casa il pezzo, mentre “Keep on Runnin” dei californiani Journey sembra non adattarsi del tutto alla band, parliamo dei signori dell’Aor e per chi mastica thrash è difficile mettersi al servizio del sound pulito e scorrevole che pretenderebbe la canzone. Con “Big Eyes”, cover dei Cheap Trick si torna a viaggiare a ritmo potente e veloce, forse la canzone nella quale gli Anthrax suonano più il loro e ciò nonostante l’originale abbia registri chiaramente blues style, ma certe licenze piacciono e Scott Ian se le può permettere. Joey ci consegna una grandissima performance vocale nell’ultima cover prevista, “Jailbreack” dei Thin Lizzy, dove accarezza molto da vicino l’interpretazione del compianto Phil Lynott. A chiudere troviamo “Crawl”, song tratta dal loro ultimo lavoro del 2011 “Worship music”, nella classica versione studio e poi remixata con sonorità più sinth e nu rock oriented.

 

Un buon acquisto per chi segue la band da sempre e deve avere tutto, ma consigliato anche ai più giovani che, abituati a sound più pesanti, attraverso l’interpretazione degli Anthrax avranno la possibilità di avvicinarsi a classici che hanno fatto la storia del rock e che altrimenti non avrebbero mai sentito se non attraverso la collezione di vinili di qualche genitore rockettaro. Gli Anthrax, anche fuori dal loro orto, seminano e raccolgono che è un piacere.

 

 

Recensione di Emiliano Vallarino

 

Tracklist:

01. Anthem

02. Tnt

03. Smokin

04. Keep On Runnin

05. Big Eyes

06. Jailbreack

07. Crawl

08. Crawl (Remix)

 

Line up:

Scott Ian (guitars)

Charlie Benante (drums)

Joey Belladonna (vocals)

Frank Bello (bass)