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19

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2013

Recensione AVANTASIA - The Mystery Of Time

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AVANTASIA

The Mystery Of Time

Nuclear Blast

Release Date: 29 Marzo 2013

 

 

Sicuramente di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia da quando, nel 1995, Tobias Sammet fece il suo esordio discografico con “Savage Poetry” degli Edguy. L'allora diciottenne, come da lui stesso ammesso nella splendida intervista che ci ha rilasciato, non avrebbe mai pensato di raggiungere un tale successo. Il punto di svolta della sua carriera fu, senza dubbio, il primo album degli Avantasia (The Metal Opera part 1) che, grazie al suo immenso genio artistico, piazzò il suo nome tra le stelle dell'heavy metal. Barlumi di magnificenza si erano già notati con gli album “Vain Glory Opera” e “Theater Of Salvation”, partoriti con la sua band madre, ma la saga Avantasia in quel momento aprì uno spiraglio di freschezza e novità che conquistò tutto il popolo dell'hard & heavy.

 

A distanza di 13 anni e 4 splendidi lavori, la magia della creatura di Toby si manifesta con questo meraviglioso “The Mystery Of Time”, che non avrà difficoltà ad essere considerato come uno degli album migliori di questi ultimi anni. La formula è sempre la stessa: musica ispiratissima, grandi interpreti e un gusto per la melodia di qualità superlativa. Le 10 tracce che compongono questo lavoro sono piccoli gioielli che vanno a creare un monile di incalcolabile valore. Ma andiamole ad esaminare più approfonditamente.

 

L'opener “Spectres” esordisce con un intro operistico e viene giocata su un'alternanza di rallentamenti melodici e parti più pesanti. Lo splendido ritornello e l'oscuro break centrale con le tastiere in stile Ayreon sono da incorniciare. La seguente “The Watchmakers' Dream” che vede Toby (come nel primo pezzo) duettare con il grandissimo Joe Lynn Turner è una song dall'incedere allegro, sostenuto da un sottofondo tastieristico molto “seventies”, una sorta di Rainbow più metal. L'assolo incrociato chitarra/tastiera è travolgente. Atmosfere più oscure e solenni con “Black Orchid”, dove le parti orchestrali fanno da apripista ad un ottimo refrain. Canzone molto epica anche grazie al contributo di Biff Byford dei Saxon. La successiva “Where Clock Hands Freeze” vale da sola l'acquisto del cd. Cavalcata power con un Michael Kiske sugli scudi, che riporta in mente i fasti dei tempi di Keeper II degli Helloween. Pezzo da headbanging selvaggio, curato in ogni minimo dettaglio. “Sleepwalking” è la prima dolcissima ballad cantata in duetto con la sorpresa Cloudy Young. Inizio soft che poi esplode in un sentitissimo ritornello, per poi alzare il ritmo in una esplosione di emozioni.

 

Con “Savior In The Clockwork”, dopo un intro che fa molto “Signore degli Anelli”, si pigia subito sull'acceleratore. Cambi di tempo, di voce e parti strumentali nel classico stile Avantasia rendono il pezzo un autentico capolavoro. Il break centrale, pesante e oscuro, spezza il ritmo per poi evolversi e riprendere il tema iniziale. “Invoke The Machine” non ci lascia respirare un attimo grazie al grande guitar working e alla sezione ritmica, un vero e proprio treno in corsa. Ronnie Atkins, grazie al suo timbro vocale, dona una grande aggressività alla song, tra le più pesanti dell'album. Ennesima perla: “What Left On Me”, forse la più bella ballad scritta da Toby. L'attacco di pianoforte introduce un'ispiratissimo Eric Martin, che sfodera tutta la sua classe in sonorità molto diverse dal suo background. Pezzo da pelle d'oca! La penultima “Dweller In A Dream” è la classica canzone in stile Edguy, melodica, tirata e perfetta per le voci di Kiske e Sammet. A concludere questo immenso lavoro troviamo “The Great Mystery”, dove in 10 minuti si alternano alla voce Sammet, Bob Catley, Joe Lynn Turner e Biff Byford. Il perfetto connubio tra la liricità degli interpreti, i rallentamenti, le improvvise esplosioni orchestrali e gli azzeccati inserti melodici, fanno di questa canzone un capolavoro.

 

Le influenze che vanno dai Queen a Meat Loaf e, a tratti, Trans-Siberian Orchestra, vengono amalgamate con passione e ispirazione, creando un caleidoscopio di atmosfere e brividi come pochi al mondo riescono a creare. L'istinto che si ha quando il cd finisce è quello di schiacciare nuovamente play per rivivere intensamente tutte le emozioni che questo “The Mystery Of Time” è riuscito a trasmetterci. Tobias Sammet ci regala ancora una volta un'opera d'arte da tramandare ai posteri. Non fatevelo sfuggire, album di questa caratura ne escono sempre più di rado.

 

Fabrizio Tasso

 

 

Tracklist:

01. Spectres

02. The Watchmakers' Dream

03. Black Orchid

04. Where Clock Hands Freeze

05. Sleepwalking

06. Savior In The Clockwork

07. Invoke The Machine

08. What's Left On Me

09. Dweller In A Dream

10. The Great Mystery

 

Line Up:

Tobias Sammet (v.) ‐ GER

Eric Martin (v., Mr. Big) ‐ USA

Joe Lynn Turner (v., Rainbow, ex‐Deep Purple) ‐ USA

Biff Byford (v., Saxon) ‐ GB

Michael Kiske (v., ex‐Helloween, Unisonic) ‐ GER

Bob Catley (v., Magnum) ‐ GB

Ronnie Atkins (v., Pretty Maids) ‐ DK

Sascha Paeth (g., ex‐Heavens Gate) ‐ GER

Bruce Kulick (g., ex‐Kiss, ex‐Meat Loaf) ‐ USA

Arjen Lucassen (g., ex‐Vengeance, Ayreon) ‐ NL

Ferdy Doernberg (Hammond‐B3, Axel Rudi Pell) ‐ GER

Oliver Hartmann (g., v.) ‐ GER

Cloudy Young (v.) ‐ GER

 

 Links:

www.tobiassammet.com

www.facebook.com/avantasia?ref=ts&fref=ts