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mar

19

mar

2013

AVANTASIA - Intervista a Tobias Sammet

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English version

Quando ci si è prospettata l'occasione di intervistare Tobias Sammet ci è quasi preso un colpo dalla felicità. Sarà per colpa del fatto che siamo suoi fan da tanti anni ma il poter scambiare quattro chiacchiere con uno dei musicisti più geniali degli ultimi 15 anni ci ha reso straordinariamente felici. In più Toby si è dimostrato un gran professionista e un grande interlocutore. Ma basta con gli inutili preamboli e godetevi questa splendida intervista!

 

Intervista: Fabrizio Tasso

Trascrizione e traduzione: Daniela Patanè


RRM: Ciao Toby, grazie infinite per averci chiamato! Innanzitutto come stai, abbiamo saputo che hai avuto un piccolo incidente, cos'è successo?

 

TS: Sì, ho avuto un incidente davvero stupido nella mia stanza d'albergo a Parigi. Stavo facendo un tour promozionale, ma sono dovuto tornare a casa perché il mio piede si è gonfiato, ma ora sto molto meglio!

 

RRM: iniziamo parlando dell'ultimo album degli Avantasia “The Mystery of Time”. E' un'opera magnifica, come sempre, l'abbiamo trovata forse un po’ più melodica e sinfonica rispetto ai precedenti album, è l'impressione giusta?

 

TS: E' qualcosa che non posso stabilire personalmente, in quanto cerco di non pensarci troppo, ma di scrivere e basta. Cerco di non analizzare troppo tutto ciò che viene dal mio cuore. Ho sentito ogni tipo di commento sull'album: in Giappone pensavano che fosse un ritorno alle origini, altri pensano che sia molto simile a The Metal Opera, altri ancora sostengono il contrario, è pazzesco! Ha suscitato emozioni così diverse. Se lo facessi ascoltare a 5 persone e chiedessi a ciascuno un parere, direbbero tutti una cosa diversa, quindi io penso che sia un album molto melodico, molto corale e molto classico per via dell'orchestra. E' quel che è. E' un album degli Avantasia ed è magico, di più non saprei!

 

RRM: due delle canzoni che ci hanno maggiormente colpito sono “The Great Mystery” e “What’s Left On Me”. In quest'ultima canti con Eric Martin, una performance davvero straordinaria. Qual è stata la tua fonte di ispirazione per scrivere queste canzoni?

 

TS: beh, ho fatto quel che faccio sempre, ho semplicemente scritto le canzoni! (ride)

Per “The Great Mystery” mi sono ispirato molto a Meat Loaf e ai Magnum. E' diventata sempre più lunga e infatti si tratta una canzone molto complicata, nell'arrangiamento ci sono molte leggere variazioni di tempo. Il tempo varia leggermente qui è là, in diversi passaggi, quindi è una canzone difficile, ma è molto epica. Solo per registrare i cori ci sono volute sei ore! E' pazzesco! E' una piccola opera nell'opera!

 

“What’s Left On Me” è una ballad molto classica. Quello che mi è piaciuto di più della performance di Eric Martin è che Eric ha una formazione molto diversa, lui viene da una formazione soul e blues ed è stato bellissimo coinvolgerlo in una ballad neoclassica, di stampo europeo, è stato come uno scontro tra due mondi diversi che insieme hanno funzionato alla grande. Il modo di cantare americano di Eric e il mio stile compositivo europeo hanno creato una combinazione davvero eccitante.

 

RRM: come sempre sei circondato da grandi artisti, come li scegli? Scrivi prima la canzone e poi cerchi l'interprete più adatto, oppure succede il contrario, scrivi la canzone già sapendo a chi la farai cantare?

 

TS: E' diverso a seconda del caso, ad esempio quando ho scritto “Where Clock Hands Freeze” avevo un'immagine mentale in cui era Michael Kiske a cantarla. L'ho saputo fin dal momento in cui ho creato la melodia nella mia mente! Per “The Great Mystery”, quando ho scritto il pezzo mi stavo già ispirando alla voce magica di Bob Catley, è stata quella ad ispirarmi a scrivere la canzone. Invece, nel caso della canzone interpretata da Biff Byford, “The Black Orchid”, mentre scrivevo il pezzo avevo in mente un tipo di voce, senza sapere esattamente quale sarebbe stato il cantante. Quindi ho agito in maniera molto intuitiva, ho scorso mentalmente la mia collezione privata di dischi, tutte le mie band e i miei cantanti preferiti e ad un certo punto ci sono arrivato: questa è la voce che si adatta alla perfezione a quel particolare passaggio, a quel personaggio e a quel ruolo nella storia. Quindi a volte so dall'inizio chi sarà il cantante, mentre altre volte scrivo la canzone e individuo il tipo di voce necessaria, ma poi devo trovare a chi appartiene.

 

RRM: Questo è il tuo primo album con Arjen Lucassen (ad eccezione dell'EP “Ayreon vs Avantasia”). Pensi che la musica di Arjen ti abbia influenzato?

 

TS: ehm...no! (ride) Sul serio, mi piace ciò che fa, ma non si tratta di qualcosa che mi ha davvero influenzato. Ciò che trovo davvero di grande ispirazione è il suo modo di accostarsi all'arte e io penso che sia davvero un artista eccezionale, perché ha la giusta etica professionale. E' un artista dalla testa ai piedi e c'è una certa distanza tra la sua testa e i suoi piedi! Non sono stato ispirato da nessun disco di Arjen in particolare, ma penso che la sua etica professionale sia davvero ispiratrice e che lui sia un vero artista ed un amante della musica ed è quello che sono anche io. Ciò è di grande ispirazione ed è bello sapere che ci sono altri pazzi come me, che compongono opere rock e fanno qualcosa di meravigliosamente folle!

 

RRM: Non hai mai avuto un cantante italiano su un progetto degli Avantasia, hai mai ascoltato cantanti come Michele Luppi, Alessandro Conti o Fabio Lione? Pensi che ci sarà mai una possibilità per qualcuno di loro?

 

TS: Conosco molto bene Fabio Lione, è un ragazzo in gamba ed è un cantante straordinario. Facciamo due chiacchiere tutte le volte che ci incontriamo da qualche parte, inoltre ha registrato molte cose a Wolfsburg con Sascha Paeth. Ho anche fatto i cori su un disco dei Rhapsody, quindi lo conosco certamente e sai cosa? Può essere una buona idea per il futuro! Ci penserò! Si tratta di una cosa molto inconsapevole. Non sarebbe propriamente da intendersi come un’opportunità per Fabio, che non ne ha bisogno, in quanto lui è già un artista affermato, conosciuto e di grande talento. E' solo che non ci ho mai pensato in passato, ma sicuramente quando troverò un passaggio che si adatta alla sua voce glielo chiederò, può essere senz'altro un'ottima idea per il futuro!

 

RRM: Tornando all'inizio della tua carriera, quando hai inciso “Savage Poetry” con gli Edguy, avresti mai immaginato di raggiungere un tale successo?

 

TS: No, non è qualcosa che ti puoi immaginare. Sono molto grato del fatto di avere così tanto successo e di vendere molti dischi, come lo sono di avere l'opportunità di girare il mondo lavorando con Alice Cooper, Klaus Meine, Rudolph Schenker, Joe Lynn Turner, Eric Martin, Michael Kiske. E' un viaggio straordinario quello che sto compiendo e non si può immaginare una cosa del genere, al limite la puoi sognare! E la realtà ha di fatto superato i miei sogni, quindi no, non me lo sarei mai immaginato.

 

RRM: Parlando invece del tour che toccherà l'Italia il 16 aprile, puoi anticiparci qualcosa?

 

TS: sarà il più grande show degli Avantasia mai eseguito, perché ci saranno sette cantanti, o forse otto, non ne sono sicuro, contiamoli: Amanda Sommerville, Oliver Hartmann, io, Michael Kiske, Bob Catley, Ronnie Atkins, Eric Martin, Thomas Rettke degli Heavens Gate. Sono otto cantanti, suoneremo tre ore, sarà uno show incredibile!

 

RRM: cosa ci vuole per portare in giro per il mondo una produzione così grande e così sofisticata? Immagino sia ben diverso rispetto al tour con gli Edguy, probabilmente più complicato sotto certi aspetti.

 

TS: E' parecchio complicato per l'agenzia di viaggi!! E' bellissimo perché con gli Avantasia ho fatto 25 show in tutta la mia carriera, mentre con gli Edguy ne ho fatti più di 600.

Con gli Avantasia mi sembra più che altro di andare in gita scolastica! Un viaggio divertente, con un sacco di musicisti che di solito non vanno in tour insieme, quindi è molto eccitante, una vera novità.

 

RRM: un'ultima domanda Toby, tra i tuoi tanti lavori, qual è il più importante per te?

 

TS: è molto difficile rispondere, direi forse la prima Metal Opera, perché è stato quando siamo arrivati davvero in alto, siamo decollati. Dopo quell'album gli Edguy sono diventati una band importante ed il mio nome ha iniziato a circolare nel'ambito heavy metal in Asia, in America, in Europa, in Russia, praticamente ovunque. Quell'album mi ha dato l'opportunità di costruire su quella base, credo sia stato il fondamento della mia carriera.

 

RRM: pensi di essere cambiato dagli inizi?

 

TS: lo spero! Beh, “cambiato” è un termine un po’ duro, direi più che altro evoluto, cresciuto. Ho imparato molto da tutto questo, ma non penso di essere diventato una persona diversa, mi sono semplicemente evoluto, almeno lo spero! Se non ti evolvi nell'arco di 30 anni c'è decisamente qualcosa che non va nella tua personalità!

 

RRM: c'è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

 

TS: Vorrei ringraziare tutti per il vostro supporto. Vi consiglio di ascoltare “The Mystery of Time”, è un grande album. Ci ho messo molto sudore e sangue, non proprio lacrime, ma di certo sudore e sangue! Spero di vedervi tutti il 16 di aprile a Milano e spero che per allora tutti abbiamo imparato le canzoni, così potremo cantare insieme. Canteremo molte canzoni vecchie e molte canzoni nuove, ci sarà spazio a sufficienza per The Metal Opera e anche per il nuovo album, quindi spero che tutti imparino le canzoni, così sarà una serata memorabile!

 

Grazie infinite per il tempo che ci hai concesso, Toby, è stato un piacere, ci vediamo ad Aprile!

 

Recensione:

AVANTASIA "The Mystery Of Time" -Nuclear Blast - Release Date: 29 Marzo 2013

 

Sicuramente di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia da quando, nel 1995, Tobias Sammet fece il suo esordio discografico con “Savage Poetry” degli Edguy. L'allora diciottenne, come da lui stesso ammesso nella splendida intervista che ci ha rilasciato, non avrebbe mai pensato di raggiungere un tale successo. Il punto di svolta della sua carriera fu, senza dubbio, il primo album degli Avantasia..[READ MORE..]