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mer

27

mar

2013

Recensione HYPNOTHETICALL - A Farewell to Gravity

HYPNOTHETICALL

A Farewell to Gravity

Logic(il)logic Records

Data pubblicazione : 12 febbraio 2013

 

 

Le delusioni bruciano, ma i rimpianti tolgono l'aria...specie alla musica. Dopo un inizio come questo, si potrebbe pensare che per "A Farewell to Gravity", secondo lavoro dei vicentini Hypnotheticall, sia già pronta la mannaia della stroncatura (arma verso la quale il recensore prova una morbosa alternanza di attrazione/repulsione); non sempre, però, il ‘cattivo giorno’ si vede dal mattino.

 

Di certo, i primi tre brani dell’ultima fatica del sestetto veneto, ci mostrano una formazione che, nonostante le notevoli qualità tecniche, il talento e la voglia di andare oltre gli schemi, sembra perdersi dietro l’emulazione di alcune icone dell’alternative/metal progressivo che hanno in un contrito ma, allo stesso tempo, ricercato minimalismo, il loro marchio di fabbrica. "From the Universe beyond", "Home" e "Drifting Dreamers", infatti, trasudano la ricerca del Nirvana che sembrano aver raggiunto Tool, Creed e Staind, specie nelle nenie oniriche della bella e personale voce di Marco Ciscato che fanno da contrasto con un esiguo e fastidioso minimalismo della struttura musicale dei brani, dove le due chitarre, Marchesini e Zaupa, sembrano davvero costretti in una sorta di camicia di forza artistica che li costringe a prodursi in pochi riff ultrastoppati, con poche variazioni sul tema: insomma, una tigre metallica in gabbia, con ai piedi delle Clark ed occhiali da hipster.

 

Come avviene, però, nei vecchi western-movie, il Settimo Cavalleggeri arriva appena in tempo a liberare la tigre e si chiama "Let Life Be an Origami": un titolo tra Cynic, Portrait e Rush ed è proprio da qui che la tigre di carta diventa di metallo e fuoco. Le sei corde della coppia vicentina cominciano a macinare riff potenti ma più vari ed articolati, con assoli e melodie che sembrano partire dagli Agorà per poi completarsi nelle liquide strutture dei (ahimé) defunti A Quiet Room. La sezione ritmica formata dal basso di Capalbo e le inquiete pelli di Tresca, agitano le acque di un mare che cela incubi pronti a mutare in sogni, incorniciati dal prezioso e certosino lavoro atmosferico delle tastiere di Davide Pretto, ora più presente che nello scialbo avvio. La band sembra quasi salire un Calvario che si trasforma in una rinascita, guidata dalla voce di Marco Ciscato che ora appare in un contesto che la valorizza e stimola maggiormente, accentuandone la personalità ed il gusto per queste ninna nanne siderali cantate a degli Evangelion sul punto di risvegliarsi quando si giunge ai pezzi che centrano pienamente lo spirito del six-piece: "Brainstorming Line", "When the Kraken Comes" e "Crisis".

 

 

In questo trittico c’è tutta la grandezza e maestosità del progressive metal moderno che gli Hypnotheticall vogliono incarnare: sogno, potenza, virtuosismo, energia, anima. La band ha grosse potenzialità che, purtroppo, vengono sviluppate solo al 60% in questo lavoro ma, se sapranno lasciare libera la loro indole metallica di sposarsi con le ricercate atmosfere che albergano in loro, se sapranno dipingere i fiori di loto con la lava dei vulcani, con il prossimo lavoro potremmo assistere alla piena fioritura di un nuovo gioiello del giardino metallico italiano (e non solo italiano). Do not be afraid: set free your inner metal monster!!!

 

Andrea Evolti 

 

 

Tracking List:

1. From The Universe Beyond

2. Home

3. Drifting Dreamers

4. Let Life Be An Origami

5. Nevro (tic)

6. Brainstorming Line

7. First Sraft Of A Life

8. When The Kraken Comes

9. A Farewell To Gravity

10. Crisis

11. Hiranyaloka

 

www.hypnotheticall.it