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mar

09

apr

2013

Recensione CRAVING TERROR - Colony Collapse Disorder

CRAVING TERROR

Colony Collapse Disorder

Jetglow Recordings

Data pubblicazione: 25 Marzo 2013

 

 

 

Suoni potenti e ben prodotti, buona performance musicale, ottima prestazione del cantante, pregevole o compatta prestazione dei musicisti, un sound up-to-date che unisce un po' tutte le tendenze 'moderne' del metal estremo: bene, cosa manca ai Craving Terror, da Padova, per meritarsi un voto superiore a quello inflittogli in questa recensione? La cosa più importante: personalità ed il loro desiderio musicale da realizzare.

 

Giusto per fugare ogni dubbio, questa non è una critica alla forma mentis del six-piece veneto ed alla filosofia che sta (starebbe?) dietro a Colony Collapse Disorder, loro debutto discografico. Il problema principale dei CT, che si evince già dai primi due brani (escludendo l'intro XIII) è una sorta di ordinata e curata indecisione. 'Touchin' the Void' mostra un attacco death-metal con punte di asperità quasi black che, di primo acchito, esalta, grazie anche al bel growl esterno di Mattia Zambon, ma poi muta repentinamente ed anche disorganicamente, in un groove-thrash molto ispirato a band quali Lamb of God o Machine Head del periodo Burning Red. Stessa cosa con 'Tony's Trip', dove un'intro jazz/funky aumenta ancora la confusione, dato che il mood del brano torna, successivamente, sui binari Pantera/Lamb of God, dove il monolitismo chitarristico di Francesco Zagato e Gaetano Bettella ha efficacia nel primo minuto del brano ma, progressivamente, da un senso di mancanza di variazioni che, in tutta onestà, provoca lo spegnimento dell'entusiasmo iniziale. Con 'Transmission', la band si sposta in un territorio più Fear Factory, visti anche i campionamenti del samplerist Paolo Passalacqua, obbiettivamente sfruttato non benissimo nel corso del disco. Questo, forse, è uno dei brani migliori dell'album, ma soffre anche lui di una certa sindrome da derivazione da modelli trendy e consolidati che, comunque faticano a trovare un equilibrio nella visione d'insieme del lavoro, visto che la traccia successiva a questa 'Parassite Burner' è in pieno stile thrash metal Bay Area di nuova generazione (ultimi Machine Head ed anche ultimi Exodus).

 

Grande confusione o grande varietà stilistica? Ottimo quesito ma la risposta, sfortunatamente, è la prima. Il problema vero e più grave, inoltre, non sta nell'eccessiva eterogeneità dell'album, dato che il resto dei brani, per esempio 'Under my Skin', si attestano su di un groove/thrash dalle influenze Fear Factory per l'uso dei synth, ma della natura dei brani stessi che mostrano ottimi musicisti (la batteria di Enrico Santato fa un egregio lavoro) che appaiono, però, costretti in ambiti compositivi forzatamente essenziali ed alla ricerca dell'impatto e, contemporaneamente, senza una precisa coesione ed identità di band proprio a causa di questa indecisione ed assenza di personalità, forse dovuta alla giovane età della band, di una formazione ancora troppo affascinata dai suoi ascolti esterni e poco concentrata nella ricerca del proprio sogno musicale.

 

Speriamo in bene, perché la stoffa, nei singoli musicisti, c'è, come si intravede in alcuni passaggi di 'Smile on my Face' (prima che intervengano certi stacchetti hard-core/crossover). Speriamo, solo, che trovino il coraggio di essere band e sé stessi, per liberarsi da un caos interiore che rischia di farci perdere l'ennesima band.

 

Andrea Evolti

 

 

Tracking List:

01. XIII

02. TOUCHIN’ THE VOID

03. WRONG EPILOGUE

04. TONY’S TRIP

05. TRANSMISSION

06. PARASSITE BURNER

07. KING OF IMPOSTORS

08. UNDER MY SKIN

09. SMILE ON MY FACE

10. GET OUT FROM ME

11. SEED OF PESTILENCE

12. SKYBREAKER

 

www.facebook.com/cravingterror