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mer

17

apr

2013

Live Report e foto - AVANTASIA @ Alcatraz di Milano - 16 aprile 2013

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

 

 

Ed eccoci qui per raccontarvi, come l'ha definita Toby, “the first date indoor in Italy” degli AVANTASIA. Sicuramente questa data rappresenta uno degli avvenimenti cardine della stagione concertistica 2013. Dopo la splendida intervista rilasciataci dal mastermind degli Avantasia, la curiosità di assistere al loro show è cresciuta di minuto in minuto. Toby ci aveva parlato di questo tour in maniera entusiastica, ma la realtà ha superato ogni più rosea aspettattiva. La qualità e la quantità (visto il gran numero di musicisti coinvolti e le oltre 3 ore suonate) sprigionata questa sera, non ci vergognamo di dire, ha spazzato via qualsiasi concerto visto negli ultimi anni. Tutto è stato perfetto, a cominciare dal set luci, per poi passare all'acustica, all'ottima affluenza di pubblico (con tanto di coda chilometrica davanti all'ingresso) per giungere infine alle performance di ogni singolo membro della band.

 

A livello musicale viene ripercorsa tutta la carriera artistica della band a cominciare dal primo “The Metal Opera” targato 2001, fino all'ultimo splendido “The Mystery Of Time”, con particolare predilezione per quest'ultimo con ben 7 pezzi estratti. Non è mancata la chicca rappresentata da “The Story Aint' Over” estrapolata dal singolo “Lost In Space part 1” , song stupenda e davvero inaspettata. Quello che ha colpito di più è stata sicuramente la coordinazione che ha accompagnato ogni membro che saliva sul palco. Conoscendo le canzoni e gli attacchi deputati ad ogni cantante, ci ha veramente sbalordito la precisione e la semplicità con cui ogni ruolo è stato interpretato. Tutto quello che abbiamo visto stasera è stato il frutto di un grandissimo lavoro, perchè riuscire a sincronizzare 8 cantanti, 2 chitarre, basso, batteria e tastiere deve essere stata un'impresa titanica e complicatissima. La resa è stata impeccabile e tutti i protagonisti si sono mossi con una semplicità incredibile come se fosse la cosa più naturale del mondo. Ci sono solo due parole per definire tutto questo: “professionismo estremo”. Ma oltre al livello tecnico, di per se già altissimo, è stata la grande simpatia e l'immediato conivolgimento che chi stava sul palco è riuscito a trasmettere al pubblico.

 

Toby è indiscutibilmente un frontman di razza, in grado di rianimare il più compassato dei fan. La sua infinita simpatia unita ad una prestazione vocale perfetta ci ha deliziato per tutto il concerto. Tra battute (bellissima quella su Kiske che uscito con gli occhiali da sole sul palco viene benedetto con questa frase “ Ehi, sembri uno dei Village People!”), attacchi di canzoni italiane (“Felicità” di Albano e Romina- nata parafrasando il nome del batterista, Felix, e “Gloria” di Tozzi) Sammet è quello che rimane di più in scena. Kiske, salutato da un boato assordante al suo ingresso, ci ha letteralmente demolito con la sua inarrivabile ugola, con i suoi atteggiamenti e con i suoi occhi spiritati. La sua voce stratosferica è rimasta perfetta come un tempo, sia da solista (come in “Reach Out For The Light”) sia in duetto ci ha riempito il cuore di stupore e meraviglia. Non da meno Bob Catley, che con la sua magica voce ci ha incantato lasciandoci senza parole più di una volta. Brividi nel duetto con Toby in “In Quest For” e in “The Great Mystery”. Catley da attore navigato riesce anche a stregarci grazie alle sue movenze uniche che non ti permettono di staccare gli occhi da lui. Grande prova anche di Ronnie Atkins (Pretty Maids) che si trova una brutta gatta da pelare, cioè il sobbarcarsi le parti vocali di un certo Jorn. Tutto sommato il suo tono graffiante e sporco riesce ad adattarsi molto bene e anche grazie alla sua presenza scenica debordante riesce a convincere tutti (vedi “The Wicked Symphony”). Ci ha stupito molto Thomas Rettke (ex Heaven's Gate come Sascha Paeth) che non ha perso un oncia della voce che a cavallo degli anni 80/90 ci ha affascinato, forse l'unica cosa che ha perso è la sua chioma, ma stasera è in buona compagnia. Sempre brillante Amanda Sommerville soprattutto in “Sleepwalking”, in più la sua mirabile voce unita alla sua bella presenza impreziosisce ogni canzone. Eric Martin è autore di una prova maiuscola, dovendo cimentarsi con un background musicale completamente diverso dai suoi canoni, non mostra nessun timore reverenziale interpretando a suo modo la parti a lui assegnate e uscendone da vincitore. Da pelle d'oca il duetto con Toby in “What's Left On Me” e l'ottima interpretazione in “Dying For An Angel”. Rimane solo Oliver Hartmann che si divide nel doppio ruolo di chitarrista (ritmico e solista) e cantante. Impeccabile sia livello musicale che tecnico, come il resto della band.

 

Il grande pregio degli Avantasia è stato di riuscire a mantenere sempre a livelli altissimi l'attenzione del pubblico, che da parte sua non ha mai smesso di inneggiare ai propri beniamini. Il trittico finale dei bis, composto da “The Seven Angels”, “Avantasia” e “Sign Of The Cross” ci investe come un treno in corsa in un crescendo di emozioni indescrivibili, lasciandoci senza parole. Solo chi ha participato a questo grande evento potrà realmente capire fino in fondo le nostre parole, gli altri potranno leggere e farsene un'idea, ma non sarà mai la stessa cosa. Che dire? Tobias e compagni hanno dato il meglio e sono stati ricambiati con la stessa moneta, non fatevi sfuggire l'occasione di partecipare quando torneranno, show come questi sono unici e devono essere assoparati fino all'ultima nota.

 

 

Set List

 

1 Spectres

2 Invoke the Machine

3 Black Orchid

4 Reach Out for the Light

5 Breaking Away

6 The Story Ain't Over

7 The Great Mystery

8 Scales of Justice

9 What's Left of Me

10 Promised Land

11 Sleepwalking

12 The Scarecrow

13 Stargazers

14 Farewell

15 Shelter from the Rain

16 In Quest For

17 The Wicked Symphony

18 Lost in Space

19 Savior in the Clockwork

20 Twisted Mind

21 Dying for an Angel

bis:

22 The Seven Angels

23 Avantasia

24 Sign of the Cross