CONDIVIDI

lun

22

apr

2013

Live Report STRIFE + A Theory Of Justice @ Factory di Milano - 21 aprile 2013

Report a cura di Luca Casella

 

Photo: Yuri Vazzola
Photo: Yuri Vazzola

In una domenica uggiosa nel mezzo di una primavera che stenta a decollare mi fiondo in quel del Factory per assistere alla prima delle due date Italiane del tour degli STRIFE. Dopo anni e anni di assenza tornano a noi uno dei gruppi più quotati ed apprezzati del punk-hardcore  anni novanta. Carismatici e fedeli nel portare avanti le loro idee di unità ed amicizia senza l'uso di addizioni o dipendenze varie come ben evidenziato dalle tre X tatuate sul braccio del prestante cantante Rick Rodney. Questa loro "way of life" me li rende molto simpatici e quindi presenzio volentieri alla serata.

 

Il locale si presenta con la parete mobile chiusa che lascia aperta solo una metà della platea in previsione di accogliere non più di 150 persone e così sarà, forse meno. Di supporto trovo una band giovane Italiana gli A THEORY OF JUSTICE ( nome preso dal trattato politico/filosofico di John Rawls ?) scelta dopo una selezione di possibili candidati dalla redazione di Rock Now ( Rivista amica di RRM..). Provenienti da Lodi i cinque si propongono con un sound post-hardcore sufficientemente ben suonato anche se la pecca del luogo si fa sentire ed i suoni risultano alquanto impastati con un eco nella voce non voluto. Gli ATOJ Sono giovani e si faranno, per il momento applaudiamo alla scelta musicale non di "moda". Non male.

 

Puntuali come da programma ecco gli STRIFE salire sul palco capitanati dal barbuto Rick che fin dalla prima canzone urla tutta la sua grinta dandosi delle sonore botte in fronte con il microfono e portandolo a sanguinare già dalla terza canzone. Passione, violenza, velocità fanno del loro Hardcore un ottimo sfogo per le nostre orecchie, non troppo old school, non pezzi che durano un minuto ma qualcosa in più, con cambi di velocità ma sempre martellanti e intesi nella loro esecuzione. Non si risparmiano, il frontman lascia spesso il microfono al pubblico delle prime file per fargli cantare in coro le liriche, scende ripetutamente in mezzo alla bolgia per condividere sudore e rabbia, i presenti apprezzano, questo è punk-hardcore, questa è attitudine da vendere.

 

La scaletta prevede tracce dai vecchi album e dal nuovo disco "Witness A Rebirth" come "Torn Apart" sparata tra le prime note e "Carry The Torch" il tutto per un oretta di concerto. Gli stage-diving, anche finiti male... e pogo furioso non potevano mancare in una bella cornice con pubblico di media sulla trentina e qualche giovane adepto. Per quanto mi riguarda è stata una serata decisamente riuscita, sia musicalmente che come pubblico, speravo il un numero maggiore di biglietti staccati ma mi accontento di aver visto volti sempre presenti, quando possibile, ad eventi del genere, vorrei vedere lo stesso numero di persone anche a concerti di band minori ma comunque valide...ma questa è una vecchia storia. Nessun bis e tutti a casa presto  e con mio sommo piacere riesco a tornare tra le braccia della mia famiglia ad un ora decente. Grazie ad Hub per l'ospitalità.