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mar

23

apr

2013

Live Report e foto CRYPTOPSY + Cattle Decapitation + Decrepit Birh + Eyeconoclast + Synodik + Humangled @ Rock 'N' Roll Arena, Romagnano Sesia (NO) - 20 Aprile

Report e foto a cura di Andrea Evolti

 

Non arrivano spesso sul suolo italiano, ma quando lo fanno lasciano il segno, specialmente quando sono accompagnati da connazionali di grande valore e band italiane di indubbio talento: in sostanza, i Cryptopsy, non fanno mai concerti rutinari, ma veri eventi di arte espressa tramite la violenza.

 

A scaldare il pubblico del Rock 'N' Roll Arena di Romagnano Sesia, iniziano i toscani Humangled, quintetto toscano dedito ad un brutal death dalle tinte grind, con qualche incursione nel death-core. Discreta prova, anche se la band non appare ancora ben sciolta dal vivo ed i pezzi, volti soprattutto a cercare l'impatto, appaino poco vari ed ancora non molto incisivi.

 

Dalla Toscana alla Liguria, in particolar modo Genova, per la vera sorpresa della serata: i Synodik. Five-piece dedito alla nobile arte del death tecnico, cresciuto a pane e Sadist, oltre che alle pietre miliari Death, Atheist, Morbid Angel e Nocturnus, i Synodik, che hanno all'attivo il debutto autoprodotto 'Sequences for a new Matrix' ci offrono 20-30 minuti di assoluto godimento artistico-apocalittico, con brani ultra-tecnici, dinamici, già molto personali e che incidono cervello ed anima. Sugli scudi il chitarrista Leandro Scotto e la furia delle pelli Edoardo Delucchi: da tenere assolutamente d'occhio!!!

 

La triade italica si completa con i laziali Eyeconoclast, i più famosi ed esperti tra i tre nomi prodotti oggi dalla nostra penisola che, molto a loro agio sul palco e freschi del loro terzo lavoro Drones of the Awakening, non perdono tempo e passano subito ad assaltare un pubblico sempre più nutrito con un death dalle dinamiche thrash estremamente coinvolgente e dal grande impatto. Violenti ed essenziali, ma assolutamente non scarni, i 5 capitolini mostrano compattezza e senso della scrittura nei pezzi, anche se appaiono leggermente sottotono in confronto alle aspettative, anche per suoni non perfetti alla chitarra solista Alessio Cosenza, specie in sede di assolo. Buona prova, comunque, che certifica il positivo stato di salute di una band molto apprezzata (chiedere ai Cryptopsy) anche all'estero e che fa dell'impatto ragionato, il suo punto di forza.

Chiusa la fase italica, si passa agli States: direttamente da Santa Cruz, per la gioia di chi ama serate truculente ma con dinamica e buon gusto, i Decrepit Birth. Capitanati dall'ex-live singer (per lo scorso anno) dei Suffocation, Bill Robinson (che mostra una notevole somiglianza con un personaggio della saga videoludica di Metalslug...a voi capire chi), il quintetto californiano prende possesso della scena per la successiva ora scarsa, dove da sfogo a tutto il suo death ricco di tecnica, ferocia ed un senso epico che si palesa anche in ben dosati passaggi di melodia che tutto fanno, tranne che smorzare la forza d'urto del combo a stelle e strisce. Oltre all'istrionica Robinson, vero condottiero catacombale uscito da un film di Deodato, brillano la batteria pirotecnica di Sam Paulicelli e la tagliente e virtuosa ascia solista di Matt Sotelo, vera marcia in più ed ingrediente segreto che insaporisce la tavola imbandita dai Decrepit Birth con le pietanze prese da '...and Time begins', 'Diminishing between Worlds' e 'Polarity'. Chiusura con ovazione, alla splendida cover 'Crystal Mountain' dei mitologici Death.

 

Per capire i Cattle Decapitation dovete essere stati invitati da un'impiegato del catasto di San Diego ad un pranzo a base di sushi umano, preceduto da lezioni sull'uncinetto....oppure averli, più semplicemente, visti con i vostri occhi. Assolutamente pazzi nella loro tranquillità, perfettamente a loro agio tra virtuosismi, follia e composta morbosità, i 4 californiani fanno esplodere il puro delirio tra il pubblico di Romagnano, con il loro nervoso e schizofrenico techno-death/grind ad alto tasso di virtuosismo e frattaglie, come dimostrano i pezzi tratti dall'ultimo Monolith of Inhumanity, che è stato il piatto forte dell'abbuffata serale. Guidati da un anfitrione sobriamente instabile ed amante delle esternazioni di gioia tramite fluidi orali come il singer Travis Ryan, i CD mettono sottosopra il RNR Arena con brani nervosi, instabili ma dalla struttura ad orologeria, dove il tempo lo detta e lo frantuma il drummer David McGraw e la tela viene annodata, tagliata, ricucita, fusa e ricamata dalla placida follia del chitarrista Josh Elmore, vero surrealista della chitarra metal. Anche qui un'ora, breve, intensa e squisitamente malsana, per una band che non può nemmeno vantare tentativi di imitazione, tale è la sua originalità. Unici.

 

Ultimo atto del massacro di questa serata, per una leggenda del brutal-death ultratecnico, che riassume un po' tutte le caratteristiche delle band viste finora, a dimostrazione dell'influenza che i canadesi Cryptopsy hanno sulla scena death...e non solo. 'Two-Pund Torch' è il comburente che innesca un circle-pit ferocissimo, destinato a durare per tutta l'esibizione dei franco-canadesi, guidati dalla brutale voce di MattMcGachy, istrione che incita il pubblico e non perde occasione per ringraziare il pubblico italiano e le band di casa nostra (sfoggerà per tutto lo show un t-shirt degli Eyeconoclast). 'Emaciate' e 'Worship your Demons' sono monili che bruciano e dilaniano le carni dell'ascoltatore, usato come metallo prezioso per le superbamente violente incisioni di mastro Donaldson alla chitarra unica, tanto possente nel riffing, quanto ispirato nei passaggi solisti che palesano influenze fusion. A cavalcare i venti di 'Cold Hate Warm Blood' ci pensano i mille tamburi di guerra di Flou Mournier, in perfetta forma ed in totale sintonia con il suo alter-ego ritmico Olivier Pinard, preziosissimo bassista dal tocco fluido e dal suono liquido del suo sei-corde, che ci fa navigare verso la fine della prima fase dell'assalto con 'Blasphemy made Flesh', direttamente dal loro esordio. Dopo un primo congedo ecco i 4 di Montreal tornare sulle assi del palco piemontese per il trittico finale: 'Slit your Guts', 'The Golden Square Mile' e 'Phobophile', primo, secondo e dessert per un pranzo feroce ma ricco di prelibatezze che hanno mandato in visibilio un pubblico nutrito e caldissimo, per una band che, sia per impatto che per talento e personalità, non smette di sorprendere. Ancora una volta, enjoy this lunch!

Cattle Decapitation

Decrepit Birh

Eyeconoclast

Synodik

Humangled