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lun

29

apr

2013

Recensione DEEP PURPLE - Now What?!

DEEP PURPLE

Now What!? 

earMUSIC

Data pubblicazione: 30 Aprile 2013

  

 

Un bambino appassionato di Lego e Meccano che giudica come è stata costruita la Piramide di Cheope: questo è quello che leggerete. Sì, perché trovarsi a recensire un disco dei Deep Purple, per qualsiasi metaller, è come trovarsi di fronte ad una sorta di divinità ancestrale: qualcosa che ti fa domandare 'Ma chi diavolo sono io per dare un giudizio?'. Poi, pensandoci, arrivi a capire che sei uno che ama la loro musica, che li ha supportati e che, alla fine di tutto, si tratta della domanda più semplice e terribile del mondo: ti piace questo disco?

 

 

A sbrodolata verbale conclusa, passiamo al sodo. Now What!?, un titolo che non può non far pensare al turning-point che sta vivendo la band, dopo la scomparsa di John Lord, il 16 luglio dello scorso anno, si dimostra essere un album che colpisce con grazia, soavità ma, allo stesso tempo, in modo incisivo e che segna: una piuma assassina, un aquilone da bombardamento. 'A Simple Song', solenne nella sua discrezione iniziale, quasi un inno, è l'inizio di un viaggio, o meglio, la ripresa di un cammino ad un'alba sfolgorante, dopo lunghi giorni di pioggia. La voce di Gillan, più concentrata sullo scavare nella sua e nelle nostre anime, si galvanizza nei successivi pezzi 'Weirdistan' ed 'Out of Hand', dove la chitarra di Morse, prima in punta di piedi, inizia il suo frenetico ballo, che esplode in assoli misuratamente pirotecnici e di grande atmosfera, che duetteranno molto, specie nella meravigliosa 'Apres Vous', con le tastiere di Don Airey, l'altro grande protagonista di questo album: al terzo lavoro con la band britannica, l'ex-Ozzy Osbourne, Jethro Tull, Gary Moore, Black Sabbath e tanti altri, ha il compito più delicato su questa nave: la vedetta. Se Gillan è il capitano che impartisce ordini e fa discorsi alla ciurma, più meditativi, con timbri taglienti e medi ma sempre robusti, come nell'altra track evocativa 'Above and Beyond' (quasi una promessa d'intenti); se Morse è il virtuoso ed inventivo timoniere, Roger Glover un nostromo che conosce le vele come parte di sé e Ian Paice il secondo ufficiale affidabile e che sa leggere i pensieri del capitano, Airey è colui che trova la via, la direzione in questo mare procelloso. Il suo operato, in tutto l'album, ha il dono dell'equilibrio, dell'armonia: sensibile nell'integrarsi nella natura della band ed intraprendente (e rispettoso) nel mettere il suo marchio, senza tentare una clonazione di uno stile, cosa impossibile ed anche irriverente.

 

 

Per tutto il lavoro si respira un'aria di rinascita, di ciclo che si conclude mentre un altro si apre, come sembra narrarci Gillan, con un timbro ed una linea vocale più classicamente Deep Purple in 'All the Time in the World', dove Hammond e sei corde prima accarezzano e poi esplodono assieme ai cori del refrain e poi, in uno degli splendidi ed ariosi solo di Morse, che per tutto 'Now What!?' ci da questo senso di vento dell'oceano, di ali di gabbiano pronte a dominare l'aria, per poi trasformarsi in un falco che fa evoluzioni e si lancia in picchiata. Atmosfera, soavità, ma anche energia in questo album, come quella sprigionata in 'Body Line' dai ritmi sincopati di batteria di Paice e dai passaggi '70s dell'Hammond di Airey in graffiante duetto con Gillan e Morse, sanguigno nel suo assolo duellante con quello del tastierista. C'è anche il momento per scaldare gli animi con 'Hell to Pay', veloce e bruciante, come ai tempi di 'Highway Star', o come nella conclusiva (per la versione normale del disco.

 

La limited edition si chiude con la frizzante e quasi da 'bevuta alla locanda' 'It will be Me', 'Vincent Price', con intro di organo in stile 'Mr. Crowley' e ritmiche possenti, incalzanti, lead inquietanti di chitarra e voce aspra e lacerante di Gillan, per un pezzo che lascia il segno nelle carni e nell'anima, fine spettacolare per un viaggio che promette di essere solo il primo di una nuova, ennesima serie di esplorazioni perché, questo va detto, non è un album che segna in maniera epocale la storia della band albionica, ma marca la sua ripartenza con track emotive, viscerali ma anche cesellate, calibrate, dove meditazione ed emozione, leggerezza e potenza, ricordo e voglia di nuove sfide s'incrociano: un album diretto al cuore, una virtuosa e magistrale promessa a tutti i fan ma anche a sé stessi (e, probabilmente, anche a John), di navigare sempre con la stessa nave....ma verso nuovi mari. Have a nice Journey, Deep Purple!

 

 

 

Andrea Evolti

 

Trackilist: (Limited Edition)

1- A Simple Song

2- Weirdistan

3- Out of Hand

4- Hell to Pay

5- Body Line

6- Above and Beyond

7- Blood from a Stone

8- Uncommon Man

9- Apres Vous

10- All the Time in the World

11- Vincent Price

12- It will be Me (bonus track)