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lun

29

apr

2013

Recensione STONE ORANGE - The Dreamcatcher

STONE ORANGE

The Dreamcatcher

Street Symphonies Records

Release date: 23 Aprile 2013

 

 

 

Gli sloveni Stone Orange, dopo sei anni dalla pubblicazione del loro primo album, ritornano con il loro Hard Rock inspirato agli anni '80, riassunto in “The Dreamcatcher”. Ne avevamo già parlato qui ed ora che abbiamo nelle orecchie il loro album, tutto appare più chiaro e definito, l'uso della più melodica lingua inglese, la voglia di riportare in auge i lati migliori dei brani Hard Rock, sono le motivazioni trainanti del gruppo.

 

Una fresca ventata di gioventù è espressa dall' Hard Rock di “Broken Man” che, con il semplice motivetto del main riff ed una parte cantata fresca e gioviale, si adatta facilmente ai gusti dei teenagers moderni in chiave passata. In “I Am (Whatever)” viene preso un tempo moderato, una coralità spiccata e lo standard sound dei The Cult più solari di mai, ottenendo un brano easy listening. Main riff sostenuto ed interludes di arpeggi a 6 corde ben armonizzati in “Pride and Pain”; un bel riffone blueseggiante, come un puledro in corsa, apre “Rockin' & Rollin'”, diretta ed immediata. “It Keeps On Rainig” è una eccellente Ballad, di elevata qualità canora e dall'accattivante melodia offerta dal connubio di chitarra acustica e semidistorta: subito si ha la voglia di cantare insieme al gruppo. Si riparte a ritmi più accesi con “Lovetron”, in stile Scorpions mentre “Scare Me” è un bel brano Hard e con una bella ruvidità nonostante abbia degli stacchetti in chiave arabeggiante.”Nobody Cares” viaggia su accordi stoppati, distorti e flangerati, con quel pizzico di aroma Van Halen che non guasta mai mentre in “Whites of Their Eyes” si sente un vago sapore di Queensryche. Pezzo strumentale, sperimentale e di impatto emotivo è “Frozen Sky” ove uno speaker radiofonico fuoricampo, narra storie che si fondono con una chitarra alla David Gilmour. Brano a due facce è “The Age Of Stars” ove vediamo la tipica melodia alla “Shining Happy People” dei REM intercalata da accordi simili al main riff di “Wicked Game” coverizzata da HIM.

 

Un second album molto interessante e variegato per gli Stone Orange che evidenziano una buona cura e ricerca nei brani offerti. Pur andando ad insistere su un genere ove poco rimane da dire, sono in grado di offrire spunti molto interessanti, denotando un particolare “tatto” melodico sui brani più lenti e morbidi. Non avendo sonorità estreme e granitiche, è un album indicato come colonna sonora per viaggi in auto.

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

01. Broken Man

02. I Am (Whatever)

03. Pride And Pain

04. Rockin' & Rollin'

05. It Keeps On Raining

06. Lovetron

07. Scare Me

08. Nobody Cares

09. Whites Of Their Eyes

10. Frozen Sky

11. The Age Of Stars

 

 

Lineup:

Marko Erjavec – voce, chitarre

Tomo Jurca – chitarre

Davorin Kovačič – basso, voce

Vid Zgonc – batteria

 

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