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mar

30

apr

2013

Intervista al chitarrista ALEX DE ROSSO

Intervista a cura di Andrea Lami

 

Innanzitutto un saluto al grandissimo Alex De Rosso ed un benvenuto tra le pagine del nostro magazine. Cogliendo al volo l’occasione fornitaci dal nuovo album “Lions & Lambs” di recente pubblicazione, ne approfittiamo per mettere a segno quest’intervista nella quale parleremo di tutta la sua carriera musicale.

 

Alex De Rosso: un caro saluto a Voi ed a tutti i lettori!

 

RRM: Partiamo dall'esordio dell’album omonimo (datato 1995) un disco molto piacevole sia nei brani strumentali (la maggior parte) che in quelli cantati da David Reece (Accept e Bangalore Choir). Che ricordi hai del tuo esordio?

 

Alex De Rosso: è stato un esordio a sorpresa…avevo registrato una demo di ottima qualità, che poi inaspettatamente ha ricevuto un’offerta di licenza per il Giappone, poi successivamente in Europa etc. Tutto ciò anche grazie alle ottime recensioni, pur trattandosi solo di una demo, di riviste top a livello mondiale come Guitar Player. L’uscita del cd è stata una piacevole conseguenza…

 

RRM: Successivamente hai dato alla luce “Ossimoro” che è descritto sulla biografia del tuo sito come “l’espressione totale del tuo stile chitarristico”. Cosa puoi dirmi di questo album?

 

Alex De Rosso: è senza dubbio un album molto più istintivo e crudo del primo, sia come songwriting che come sonorità, specialmente considerando quello che è il genere con il quale sono cresciuto, cioè l’hard rock americano tipicamente anni ’80…questo è sicuramente dovuto al fatto di avere sempre ascoltato tutto quello che la scena rock e hard rock internazionale proponeva, in quegli anni ho ascoltato molto gli Alice in Chains, Stone Temple Pilots, etc.

 

RRM: Nel 2002 uscì “The Thin Line Between Black And White”. Parlacene un po' magari partendo proprio dal significato di questo titolo? Pensi che il nero ed il bianco pur essendo diametralmente opposti, siano “vicini” oppure il significato è completamente diverso?

 

Alex De Rosso: è un album molto importante per me, è stato il mio primo esperimento come producer. È anche stato il mio primo album registrato interamente nel mio studio, the cube, quindi con tempi che mi hanno permesso di creare un sound più complesso, seppur a mio parere comunque molto diretto. In “The thin line…” ho iniziato anche a cantare con un certo impegno, anche se avevo capito subito di non avere il talento che un vero cantante rock dovrebbe avere… Insomma un album nel quale ho curato ogni aspetto, dalla produzione, al mastering, all’aspetto grafico. E il significato del titolo è quello che parte da “Ossimoro”, passa da “The thin line…”, e continua con “Lions & Lambs”, è per me il fascino delle cose opposte che si fondono…è quello che penso anche del mio songwriting e sound, a volte cattivo e pesante, ma che convive con momenti romantici e profondi.

 

RRM: Parlando della tua carriera non possiamo tralasciare la parentesi Dokken. Come è nata la vostra collaborazione? Ho letto come sono andate le audizioni e come è stato il tuo esordio. Da paura! Complimenti ancora, hai qualche altro ricordo particolare?? Magari del primo concerto in Germania?

 

Alex De Rosso: ahahah da paura sul serio! Sono cose che non si dimenticano… Saltando tutta la parte audizioni etc., per il primo show sono stato praticamente invitato sul palco senza fare prove della setlist, ad eccezione di un breve soundcheck con tutta la band… quindi ero un po’ agitato…all’inizio la tensione sul palco era evidente, ma dopo il primo pezzo era già una festa. Stupendo.

 

RRM: In che rapporto sei rimasto con i vari musicisti che hai incontrato, parlo sempre dell’esperienza Dokken.

 

Alex De Rosso: Ho avuto la fortuna di conoscere e di viaggiare con molti musicisti, e con alcuni di loro sono rimasto non solo in ottimi rapporti, ma sono nate anche amicizie che durano tutt’oggi. Quando condividi la passione per la musica nel vero senso della parola, è facile avere molte cose in comune. Sad but true, qui in Italia non è lo stesso… i valori sono diversi, purtroppo non vince la musica…spesso vince la competizione fine a se stessa...ma per me, come dico da sempre, la musica è un’arte, non uno sport.

RRM: Parliamo delle tue influenze, quali sono i tuoi album-chitarristi preferiti? Se non ricordo male direi Dokken, Toto e Van Halen? Avendo suonato con i primi, realizzato un cd tributo ai secondi, a quando qualcosa dei terzi?

 

Alex De Rosso: ahahah certo ricordi benissimo! Tra l’altro la soddisfazione di avere nel mio nuovo album due su tre dei miei idoli di sempre (Steve Lukather e George Lynch), è incalcolabile!!! Attualmente mi diverto tantissimo con gli Hot for Teacher, una delle bands nelle quali suono, ad indirizzo chiaramente ed esclusivamente Van Halen! In un prossimo futuro potrebbe esserci anche una versione in cd dei nostri brani preferiti dei Van Halen, comunque nulla di certo per il momento.

 

RRM: Hai collaborato con i migliori cantanti “rock-metal” italiani e vale a dire Roberto Tiranti e Michele Luppi. Pensi che queste collaborazioni avranno un seguito e cosa ne pensi delle loro qualità?

 

Alex De Rosso: inutile direi testimoniare ancora una volta il loro valore… con Michele si è trattato di un collaborazione limitata a pochi brani, con Roberto abbiamo lavorato al progetto “Headrush” che ha avuto un ottimo riscontro anche a livello internazionale. Si spera sempre di dare continuità ai progetti validi, ma spesso e per vari motivi non si riesce.

 

RRM: Vediamo ora all’ultimo nato, “Lions & Lambs” che noi di RockRebelMagazine abbiamo apprezzato molto. Com'è nata l'idea di rifarti a sonorità tipiche del grunge, nella fattispecie di gruppi come Alice In Chains (vedi la cover di “Them Bones”) e Stone Temple Pilots?

 

Alex De Rosso: mi fa molto piacere che abbiate apprezzato “Lions & Lambs”! Con questo nuovo album sono tornato a sonorità più dirette e arrangiamenti meno ricchi, un po’ istintivamente e un po’ per riportare al centro dell’attenzione l’essenzialità della musica rock e hard rock che più mi piace, compreso il filone Creed, band che attualmente mi interessa parecchio come tipo di songs e di sound.

 

RRM: Nel tuo album è presente una schiera di musicisti straordinari in che rapporti sei con loro? Hai scelto prima il musicista e dopo il pezzo dove farlo suonare o viceversa?

 

Alex De Rosso: sono in ovvi rapporti di pura amicizia, anzi…vorrei a questo punto fare una piccola precisazione a proposito di scontate e banali supposizioni…in questo album gli ospiti non sono stati scelti per riuscire a vendere qualche copia in più…ma unicamente per il rapporto che si è instaurato tra noi negli anni. Una immensa soddisfazione per me ed una bella cosa fatta con piacere da parte loro, per il bene della musica. Dopo aver scritto i brani mi sono subito reso conto quale poteva essere il brano più adatto per ognuno di loro. Ho mandato a tutti il brano relativo, dicendo che se non fosse piaciuto, ne avrei inviati altri fino a trovare quello che preferivano…ma con sorpresa tutti si sono dichiarati entusiasti delle songs rispettivamente ricevute, tanto che in alcuni casi ci saranno future collaborazioni per scrivere altre songs.

 

RRM: Tra le splendide composizioni di “Lions & Lambs” ci hanno colpito molto “Resistance” (dove si riconosce immediatamente il tocco di Doug Aldrich), “Rise my Life” (stessa cosa x Reb) e “Your Mirror” che cosa ti ha ispirato nelle scriverle?

 

Alex De Rosso: L’ispirazione per me parte sempre dalla musica e dagli strumenti, e non da quello che può significare il testo, che per me arriva sempre a completare la song dopo il processo di stesura delle idee musicali.

Semplicemente mi capita di mettere le mani sulla chitarra, di cantare qualche melodia…e se l’idea che ne esce mi suona bene, registro un appunto alla buona e metto nel famoso cassetto.

Poi quando finalmente capisco di avere il tempo ed il materiale per sviluppare tutte le idee, mi metto al lavoro per la preproduzione…ecco perché ci metto anni a fare un mio album solista…ahahah !

 

RRM: Tra i chitarristi che hanno suonato nel cd c'è qualcosa che vorresti "rubargli"? (nel senso buono della parola)


Alex De Rosso: sicuramente la loro sensibilità musicale, ma anche la loro capacità di trovare la miglior soluzione per una determinata song praticamente in real time, il fatto di suonare live con una naturalezza disarmante…un sacco di roba insomma…

 

RRM: Salutiamo e ringraziamo uno dei migliori chitarristi italiani e non solo!!

 

Alex De Rosso: Grazie a voi! Ciao e alle prossime!

 

 

 

 

Ringraziamento particolare al collega Fabrizio Tasso che ha curato la recensione di Lions & Lambs e suggerito alcune domande molto interessanti.