CONDIVIDI

sab

11

mag

2013

Live Report URIAH HEEP+ Ancillotti @ Fillmore – Cortemaggiore (PC) ,10 Maggio 2013

Report a cura di Fabrizio Tasso

 

A poco più di un anno e mezzo dalla loro ultima calata, ritornano i grandissimi URIAH HEEP ad infiammare nuovamente i palchi italiani. La storica band inglese, attiva dalla fine degli anni '60, è sempre stata famosa per aver  incessantemente proposto live set di grande levatura e questa sera non tradirà le aspettative degli spettatori. Iniziamo dal pubblico, numeroso ed eterogeneo. Certo l'eta media è decisamente alta, ma si è pure intravisto qualche giovane virgulto che fa ben sperare.

Passiamo agli opening act di questa serata, gli ANCILLOTTI. La band di Daniele “Bud” Ancillotti, storico cantante della Strana Officina, ci ha letteralmente “rotto le ossa” con un prestazione incendiaria e devastante. Il loro corposo Heavy Metal ha un impatto dirompente! La potenza scaturita da songs come “Legacy Of Rock”, “ Rock 'n' Roll Tribe” (Bad Tribe) e “Non Sei Normale” investe la sala come uno tsunami di adrenalina, lasciandoci annichiliti. Il “tiro” che hanno dal vivo questi “ragazzi” è incredibile, grazie anche alla voce al vetriolo di Bud e al suo modo coinvolgente di stare sul palco. Peccato che, per esigenze di tempo, abbiano dovuto tagliare la finale “Bang Your Head”, ma questo non intacca minimanente la loro grande prestazione.

Pochi minuti e la magia si ripete! Vedere da vicino alcuni dei musicisti più influenti al mondo che si divertono (e fanno divertire) come ragazzini non ha prezzo. Sembrano non passare mai gli anni per gli URIAH HEEP, la grinta e il coinvolgimento sono sempre gli stessi. Rispetto alla precedente data troviamo dietro il microfono, al posto di Bernie Shaw (che è convalescente dopo un intervento), lo storico John Lawton, che militò nella band dal 1976 al 1979. La scaletta proposta quindi prende in considerazione il periodo che va dall'album Sea Of Light del 1995 (l'opener “Against The Odds) al loro primo lavoro datato 1970. Sarà proprio lui il mattatore della serata, grazie alla sua magnifica voce che ci incanterà per tutta la durata del concerto (specialmente in Stealin' e nel lento “Rain”, che ci lasciano a bocca aperta tanta è la qualità della sua interpretazione). Non è da meno lo storico (e fondatore) Mick Box alla chitarra, che con il suo personalissimo modo di suonare riesce a far “gridare” il suo strumento come pochi al mondo sono in grado di fare. Le emozioni fioccano in continuazione, l'accoppiata “Wizard”, “Free Man” è da raccontare ai posteri, come la pesantissima versione di “Gipsy”, vero companatico per chi si nutre quotidianamente di queste sonorità. Nessuna esitazione, nessuna sbavatura. Il concerto procede in maniera perfetta grazie a storici pezzi come “Look at Yourself”, “July Morning” e “Lady In Black” (che chiude prima dei bis). Mick introduce “Free & Easy” come la prima canzone heavy metal mai scritta e invita i fans a salire sul palco con loro. Noi raccogliamo l'invito, cimentandoci in un headbanging selvaggio. “Easy Livin'” ci dà l'ultima sferzata di energia, mettendo la parola fine ad un live emozionante.

 

Non ci stancheremo mai di dire che quando sul palco ci sono dei musicisti con i capelli bianchi il divertimento è sempre garantito. Uno speciale ringraziamento alla Barley Arts, al Fillmore Club per averci ospitato e agli Uriah Heep per averci donato una così grande prestazione. Alla prossima!

 

 

 

Set List:

1. Aganist The Odds

2. The Hanging Tree

3. Falling In Love

4. Stealing

5. Sympathy

6. Rain

7. The Wizard

8. Free Me

9. I'm Alive

10. Gipsy

11. Look At Yourself

12. July Morrning

13. Lady In Black

bis

14. Free & Easy

15. Easy Livin'

 

 

GUARDA TUTTE LE FOTO DEL CONCERTO ALLA GALLERY FOTO