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lun

27

mag

2013

Recensione ALICE IN CHAINS - "The Devil Put Dinosaurs Here"

ALICE IN CHAINS

The Devil Put Dinosaurs Here

Virgin/EMI

Release Date: 28 maggio 2013

 

 

Gli ALICE IN CHAINS tornano alla grande con “The Devil Put Dinosaurs Here” loro settimo album di inediti; squadra e schemi vincenti non si cambiano, la formula è semplice e Jerry Cantrell lo sa bene. Tutto ciò che ci si aspetta dalla band formatasi a Seattle nel 1987 trova spazio nelle 12 canzoni che compongono questo disco, ballate acustiche, chitarre e bassi distorti, melodie intrise di quel senso di inquietudine e di tristezza marchio di fabbrica inequivocabile dellal band e, ovviamente, tanto tanto rock languido, suadente, duro, sempre caratterizzato dall’uso insistente della doppia voce.

 

Un lavoro pulito, praticamente perfetto ma, perché c’è sempre un ma, costruito esattamente come il suo predecessore “Black Gives Way To Blue” sulle ceneri della fenice. Layne da lassù probabilmente se la ride perché non c’è una canzone che non sia scritta e pensata per essere urlata dalla sua ugola magnificente, mai storpiata dalle mille dipendenze tossiche. Questo fa pensare che gli Alice In Chains, volenti o nolenti saranno sempre un tributo alla memoria di Layne Staley, perché il fatto che certi meccanismi siano congeniti nel sound della band non significa per forza non poter apporre qualche modifica anche minima, giusto per non far sentire William DuVall come l’elefantino Swarovski che vi hanno regalato a Natale e che, con tanto amore, avete buttato in fondo a qualche credenza. Il fatto stesso che Willy subisca il gemellaggio alla voce di Cantrell per tutto l’arco dell’album è significativo del fatto che non possa camminare da solo, troppo potente il fantasma che aleggia sulla casa di Alice.

 

Ma se la domanda che vi ponete è se valga la pena comprare questo disco, la risposta sarà sempre un si urlato a squarciagola e senza esitazioni. Canzoni come “Pretty Done”, “Stone” o “The Devil Put Dinosaurs Here” sono esattamente quello che si desidera sentire dalla band. Se prendete pezzi come “Lab Monkey” o “Phantom Limb” la catapulta temporale vi trasborderà nel periodo del loro album “sporco”, mentre ascoltando “Scalpel” vi ritroverete ancora una volta ad armeggiare con le dita dentro al barattolo della marmellata per scoprire di avere nelle mani l’ennesimo pugno di mosche.

 

Album da cinque stelle senza alcun dubbio ma gliene diamo quattro, la quinta la concediamo in cielo a dividersela a chi riposa finalmente in pace e se l’è guadagnata facendo degli Alice In Chains il grandissimo gruppo che sono ancora oggi dopo ventisei anni di attività, giusto Cantrell?

 

 

Recensione di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Hollow

02. Pretty Done

03. Stone

04. Voices

05. The Devil Put Dinosaurs Here

06. Lab Monkey

07. Low Celling

08. Breath On A Window

09. Scalpel

10. Phantom Limb

11. Hung On A Hook

12. Choke

 

Line up:

Jerry Cantrell (chitarra solista, voce)

Mike Inez (basso)

Sean Kinney (batteria)

William DuVall (voce, chitarra ritmica)

 

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