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mer

29

mag

2013

Live/Photo Report JOURNEY + WHITESNAKE + THUNDER @ Capita FM Arena – Nottingham (U.K.)-25 Maggio 2013

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

Dato che da noi un evento del genere è rarissimo (se non impossibile) che si verifichi, come al solito abbiamo preparato armi e bagagli per dirigerci nella tranquilla cittadina di Nottingham. Arrivati all'aeroporto di Gatwick e noleggiata una vettura, abbiamo dovuto superare innuverevoli peripezie dettate dal traffico e dalla concomitanza di due eventi, la finale di Champions League e il gran premio di Superbike di Silverstone. Giusto il tempo di una breve sosta in albergo e poi via verso la Capital FM Arena per goderci lo show.

 

 

La venue inglese ha una capacità di oltre 10.000 posti, e sebbene stasera siano tutti a sedere il colpo d'occhio è stratosferico. Con assoluta puntualità, alle 18 e 45, salgono sul palco i THUNDER, accolti da un boato. Avevamo visto la band inglese giusto 20 anni fa (era il 1993 e aprivano per gli Extreme al Palasesto di Sesto San Giovanni) e possiamo sinceramente affermare che la grinta e il coinvolgimento che riuscirono a trasmettere non è stato minimamente scalfito dal tempo. Certo gli anni sulle loro spalle si notano tutti, ma come il vino, questa band invecchiando migliora. La setlist è basata principalmente sul loro albun di debutto “Back Street Symphony”. Danny Bowes al microfono non ha perso un'oncia della sua splendida voce ed è un'emozione riascoltarlo in pezzi come “Dirty Love” o “River Of Pain”. Ma il meglio lo tira fuori nelle due ballads “Low Life In High Places” e “Love Walked In”, con una interpretazione da 10 e lode. Non da meno il resto della band, specialmente Luke Morley (chitarra) e Harry James (batteria).

 

Thunder Setlist

1. Dirty Love

2. River Of Pain

3. Higher Ground

4. Low Life In High Places

5. Backstreet Symphony

6. The Devil Made Me Do It

7. Love Walked In

8. I Love You More Than Rock 'N' Roll

 

 

Dopo 45 minuti di grande rock tocca alla band che più di tutte ci ha fatto battere il cuore negli ultimi 30 anni. Signore e signori gli WHITESNAKE! Dopo aver letteralmente fuso il loro ultimo live “Made In Japan” eravamo ansiosi di rivedere David Coverdale e soci di nuovo all'opera. Rispetto al cd la scaletta cambia, ma non di troppo. Oltre ai pezzi immancabili come “Here I Go Again”, “Is This Love” e “Still Of The Night” vengono riesumate per questo tour la mitica “Gambler” (che non veniva suonata dal vivo dal 1984), dedicata agli scomparsi Jon Lord, Cozy Powell e Mel Galley), “Don't Break My Heart Again” e la meravigliosa “Ready an' Willing”. La band è in palla ed è fantastico poter osservare due grandi chitarristi come Doug Aldrich e Reb Beach. Grande prestazione anche di Michael Devin al basso e del rientrante Tommy Aldridge dietro le pelli. Specialmente quest'ultimo non fa rimpiangere assolutamente Brian Tichy. Anche se il suo stile è nettamente meno spettacolare, la sua potenza e precisione non hanno rivali. Per Coverdale bisogna fare una riflessione particolare. Come frontman non si discute (le sue movenze sono uniche e hanno fatto scuola); quello che possiamo dire è che questa non è stata una delle sue serate migliori. Se sui bassi e gli urli ancora si difende alla grande, sui medio alti ha faticato parecchio, prendendo anche qualche stecca (soprattutto su “Steal Your Heart Away”). Comunque, nel complesso, la sua prestazione è stata discreta, emozionado la platea intera grazie alla grande carica e simpatia che lo hanno sempre caratterizzato.

 

 

Whitesnake Setlist

1. Give Me All You Love

2. Ready an' Willing

3. Can You hear The Wind Blows

4. Don't Break My Heart Again

5. Gambler / Love Will Set You Free

6. Is This Love

7. Guitar Duel

8. Steal Your Heart Away (con Drum solo)

9. Forevermore

10. Best years

11. Bad Boys / Children Of The Night

12. Fool For Your Loving

13. Here I Go Again

14. Still Of The Night

 

Giusto 15 minuti e i JOURNEY salgono sul palco per concludere questa incredibile serata. La band capitanata da Neal Schon ci ha regalato un'ora e mezza spettacolare, dove sono stati eseguiti con grande enfasi tantissimi pezzi storici come “Any Way You Want It”, “Ask The Lonely” e la magica “Lights” (giusto per citarne alcuni). Deen Castronovo alla batteria è strabiliante ed è forse quello più scenico dopo il singer Arnel Pineda. In effetti Ross Valory, Jonathan Cain e lo stesso Schon non sono certo famosi per aggredire il palco, ma l'unione di questi personaggi riesce a creare qualcosa di unico che dificilmente si spiega a parole. Ottima l'idea di rispolverare pezzi come “Escape” e “Dead Or Alive” e dense di pathos le ballad (“Open Arms” e “Faithfully” su tutte), dove Pineda raggiunge il picco della sua performance. Inutile dirlo, se si chiudono gli occhi sembra proprio di sentire Steve Perry. Il cantante filippino, oltre a possedere una gran voce, riesce a coinvolgere tutti con il suo modo particolare di stare sul palco e alla fine ne uscirà da trionfatore. A chiudere il tutto l'immortale “ Don't Stop Believin'”, con tanto di coriandoli e stelle filanti che inondano la sala, un degno finale alla Rock Of Ages con il pubblico in estasi.

 

Serata indimenticabile che si conclude con l'aftershow insieme agli Whitesnake. Questo primo report sarà uno dei tanti che Rock Rebel Magazine vi regalerà quest'estate. Vi terremo aggiornati sui più importanti eventi europei e tanto per cominciare saremo presenti anche all' Hi Rock Festival in Germania, quindi restate sintonizzati!

 

Journey Setlist

1. Separate Ways (Worlds Apart)

2. Any Way You Want It

3. Ask The Lonely

4. Only The Young

5. Stone In Love

6. Keep On Runnin'

7. Edge Of The Blade

8. Lights

9. Open Arms

10. One More

11. Escape

12. Dead Or Alive

13. Wheel In The Sky

14. Be Good To Yourself

15. Faithfully

16. Don't Stop Believin'