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lun

03

giu

2013

Recensione CHILDREN OF BODOM - Halo of Blood

CHILDREN OF BODOM

Halo of Blood

Nuclear Blast

Data di pubblicazione: 7 Giugno 2013

 

 

 

Bisogna sempre guardare avanti, questo è chiaro, ma uno sguardo indietro, ogni tanto, fa bene ed aiuta a dare anche nuova linfa alle idee. Probabilmente, all'indomani dell'interessante ed articolato 'Relentless Reckless Forever', devono aver pensato questo i Children of Bodom. I nostri simpatici squartatori lacustri, tra le più personali band del panorama metal estremo dell'ultimo decennio, hanno fatto un passo indietro per farne due in avanti: così, sfornando questo 'Halo of Blood', oltre a tornare alla tradizione della copertina monocromatica (molto suggestiva, dal sapore quasi black), hanno dato sfogo alla loro creatività liberando lo spirito aspro e selvaggio degli inizi, specialmente in riferimento al secondo lavoro 'Hatebreed': da quest'innesto nascono infatti 'Waste of Skin' e la title-track che ci mostrano subito il quintetto di Espoo unire tutti i recenti sviluppi di songrwriting con lo spirito più crudo dei primi lavori.

 

 

Ritmiche tiratissime, sound di chitarre più tagliente ed un ritorno a certi duelli più liberi tra le chitarre di Laiho e Latvala e le tastiere di Warman, il tutto filtrato attraverso una maggiore articolazione dei brani (non che prima fossero lineari!) che discende da 'Are you dead yet' ed, appunto l'ultimo 'Relentless...'. Questa crescita e combinazione la si nota proprio nel lavoro chitarristico delle due asce finniche, ben espresso dalla traccia 'Scream for Silence', un mid-tempo che sa ben svilupparsi, soprattutto con un mood più maligno e vario rispetto ai consueti mid-tempo della band e con maggiori soluzioni di cambi di tempo. 'Transference', 'Bodom Blue Moon' e 'Dead Man's Hand on You' sono tre esempi di questo felice e creativo reimpasto: tre esempi di tre diverse tipologie di brano che, a loro volta, sono una versione più fresca ed intrigante proprio delle tipologie di song che esse rappresentano. Su tutte, proprio l'ultima di queste, 'Dead Man's.....' (uno degli highlight del disco), inquietante, epica e con quel senso di tensione 'artica' che è possibile apprezzare in film come 'La Cosa' di Carpenter (leggete l'intervista e capirete il perché di questo riferimento) oppure '30 Giorni di Buio'. Splendidi gli assoli di Laiho ed il lavoro ritmico fatto con Latvala ed il batterista Raatikainen, lavoro che si esalta nella spezzata ed Annihilator-oriented 'Damage Beyond Repair', altro gioiello dell'album.

 

Ma un'altra cosa che rende entusiasmante questo disco dei COB è la fluidità e la 'spensieratezza' con cui si lanciano in certi pezzi dall'attacco ferale, rendendo il tutto con una scioltezza e spontaneità propria di una band esordiente, che non ha nulla da perdere come nell'inizio di 'All Twisted'. A completamento del tutto, oltre alla ending-track 'One Bottle and a Knee Deep', davvero eccezionale e riassuntiva dell'attuale stato di salute del five-piece finnico, c'è la voce di Laiho, che riprende maggiormente l'impronta growl del passato ma scegliendo anche tonalità più cupe.

 

Un disco da godere pienamente, non solo se siete fan della band e del loro lacerante thrash sinfonico; un adrenalinico drifting mentre state facendo un rally in Alaska inseguiti dagli abitanti di una tranquilla cittadina ora diventati zombie: è o non è poesia questa??

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracklist:

1. Waste Of Skin

2. Halo Of Blood

3. Scream For Silence

4. Transference

5. Bodom Blue Moon

6. The Days Are Numbered

7. Dead Man's Hand On You

8. Damaged Beyond Repair

9. All Twisted

10. One Bottle And A Knee Deep