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lun

03

giu

2013

Recensione MEGADETH - Super Collider

MEGADETH

Super Collider

Tradecraft/UME

Release date: 4 giugno2013

 

 

 

Ci risiamo. Il diavolo rosso MegaDave Mustaine giunto al quattordicesimo capitolo della “saga” Megadeth tenta il colpo, mutando le buonissime impressioni che avevano lasciato i due precedenti lavori “End Game” e “Thirteen” veloci, cattivi e con poche divagazioni, cercando di assimilare e fare suo quel territorio più hard rock che sinceramente non si addice ad una band che ha fatto la storia del thrash metal. Non fraintendete, tra le undici songs che compongono il nuovo “Super Collider” trovano spazio molte delle sonorità care ai nostri eroi con tanti assolo da paura, e non potrebbe essere altrimenti; si parla di una band ipertecnica e le capacità di Dave Mustaine e Chris Broderick alle sei corde non saranno mai in discussione, ma aldilà di quello che i fan si possano aspettare il disco suona molto leggero, quasi blando, privo di quel mordente che dovrebbe essere il collante per un ritorno in grande stile. Le premesse erano quelle giuste, abbandonata la Roadrunner con la quale Mustaine aveva avuto più di un problema, ha fondato la sua personalissima etichetta e con il supporto di un gigante discografico come la Universal aveva solo che da stupire il fedele ascoltatore e in un certo senso ci è riuscito, ma per certi versi in negativo.

 

 

Il singolo con il quale i Megadeth ci hanno voluto presentare il nuovo lavoro in uscita il 4 di giugno è la title track “Super Collider” e non c’era peggior modo di invogliare all’acquisto. Lenta, ripetitiva, completamente fuori dai canoni musicali della band e con un Mustaine che vocalmente non ha più quell’acidità tipica del suo timbro. Certo, alcuni brani sono veloci ed energetici al punto giusto come “Kingmaker”, “The Blackest Crow” o la più sicuramente curata e rallentata “Dance In The Rain”, ma se prendiamo invece canzoni come “Forget To Rember” o “Don’t Turn You Back…” nelle quali Mustaine non fa una bellissima figura cantando in maniera fin troppo impersonale, senza parlare del songwriting che risulta troppo easy rock oriented. Se ascoltate “Burn” o “Off The Edge” è chiaro e lampante che si cerchino alternative che sfocino in un rock molto moderno, più moderato rispetto alla ribellione insita nel thrash da sempre, ma se milioni di persone sono sempre state abituate ad essere foraggiate a suon di sferzate e cambi di tempo perché cercare di addolcirli con la carota? Qua mancano le bastonate, quella cattiveria sonora e quella velocità che si sa essere da sempre insite nella mentalità del factotum di casa Megadeth ma che probabilmente questa volta sono venute meno.

 

Dal vivo saranno sempre precisi, velocissimi e tecnici come pochi altri al mondo, però bisogna che quando entrino in studio lo facciano con la stessa mentalità che li porta a calcare gli stage di tutto il mondo, fornendo una prestazione da Prime band e non un sughetto riscaldato che spaventa molto e che fa tornare alla mente il periodo di “Risk”. Come già detto i presupposti erano completamente diversi e quindi consideriamo questo “Super Collider” nient’altro che una prova di assestamento e niente più, con la speranza che la prossima volta ci si possa ritrovare con la stessa band che tra non molto metterà a ferro e fuoco il Sonisphere in compagnia degli Iron Maiden. Bisogna crederci e Mustaine ha dimostrato più di una volta che la sua verve è infinita e non saremo sicuramente noi a non dargli un’altra possibilità, una però.

 

 

Recensione di Emiliano Vallarino

 

 

Tracklist:

01. Kingmaker

02. Super Collider

03. Burn!

04. Built For War

05. Off The Edge

06. Dance In The Rain

07. Beginning Of Sorrow

08. The Blackest Crow

09. Forget To Remember

10. Don’t Turn You Back…

11.Cold Sweat

 

 

Lineup:

Dave Mustaine (voce, chitarra ritmica e solista)

David Ellefson (basso)

Chris Broderick (chitarra solista)

Shawn Drover (batteria)

 

 Links:

www.megadeth.com

www.facebook.com/Megadeth?fref=ts