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10

giu

2013

Recensione BLACK SABBATH - "13"

BLACK SABBATH

13

Vertigo Records

Data Pubblicazione: 11 Giugno 2013

 

 

Nero di pece è il pianto della Terra che, straziata dal nulla, canta '…..I don't wanna live forever, but I don't wanna die....'. Non è un funerale, ma una sepoltura per una resurrezione, un una ferita per guarire...un incubo per sognare. Riemersi dal letargo di 18 anni dopo l'ultimo e terribilmente deludente 'Forbidden' (nonostante la presenza alla voce del grandissimo Tony Martin), ed interrota la loro prima rigenesi come Heaven & Hell per la dipartita dell'altra Voce per eccellenza del Sabba Oscuro, Ronnie James Dio, i Signori delle Tenebre, forgiatori primigeni (assieme ai Blue Oyster Cult) dell'Heavy Metal, i BLACK SABBATH si risvegliano: e lo fanno in maniera titanica con questo "13".

 

'End of the Beginnig' è il prologo, l'inizio del viaggio formato da otto tappe, un cammino in una palude di catrame avvolta nelle nebbie che celano, in lontananza, castelli e cattedrali fatte di acciaio e vetro, le spoglie di un mondo alla fine di un ciclo (l'Inizio?) ed il principio di un altro (la Fine?). Tony Iommi incide, scolpisce e squadra colonne di ossidiana, con riff pesanti come menhir infuocati, sui quali, in 'Live Forever' ed 'Age of Reason', incide melodie ed assoli di straziante ma mai disperato lirismo. Il cuore rivelatore della band, il pulsare plumbeo e liquido del basso di Butler, detta il tempo della catacombale ed inquietante 'God is Dead', epitaffio del crimine di un mondo, mentre i tamburi di guerra del guest di lusso Brad Wilk (Rage against the Machine, Audioslave), fanno scorrere il sangue in questa titanica Cassandra guerriera, che predica sciagure per salvare quel rimane del genere umano. E, nell'oscurità, una lama arrugginita ad arte, che lacera la tenebra per darci una luce fioca che ci dia una possibilità di uscita: il nostro Virgilio dell'Inferno dantesco, Ozzy. La sua voce è sempre la stessa (per fortuna). Le chitarre di Iommi si sono guardate indietro, per andare avanti, usando una produzione potenze, attuale ma che non cercasse di mettere un make up da hipster girl a quella che è una Regina delle Streghe della Notte eterna (grazie Rick Rubin per questa scelta!). Il pulsare del basso di Butler vivo e possente come il cuore di un leviatano.

 

Appare incredibile come, dopo tutto questo tempo ed in una maniera inaspettata, la band abbia saputo riscoprire la propria ispirazione nella maniera più originaria ma attuale, con una forza ed una visceralità tale da creare episodi dirompenti degni di pezzi come 'Loner', dal riff che ti incide l'anima e ti si pianta nel cervello, facendoti capire che non ti mollerà più. Una band in stato di grazia, compatta ed ispirata, anche grazie alla perfetta coesione raggiunta con Wilk, che sembra aver sempre suonato con la band, mostrando il suo stile calato nella piena atmosfera BS. E...Ozzy. Beh, Ozzy è immortale, risorge sempre, perchè forse è morto più volte ma, crediamo, abbia talmente fatto colpo sulla morte, facendole sentire un brano come 'Zeitgeist', una specie di nuova 'Planet Caravan', che questa non gli deve aver chiesto la sua vita, ma un autografo sulla traccia 'Dear Father', l'epitaffio di un'era ed il testamento per il nuovo mondo a venire.

 

Che altro si può dire? Nulla! Fate silenzio ed avvolgetevi nel nero mantello dei BLACK SABBATH ...per proteggervi dal sole malato del Nuovo Medioevo.

 

 

Recensione di Andrea Evolti

 

Tracklist:

1 - End of Beginning

2 - God is Dead

3 – Loner

4 – Zeitgeist

5 – Age of Reason

6 – Live Forever

7 – Damaged Soul

8 – Dear Father

 

Link:

www.blacksabbath.com