CONDIVIDI

ven

21

giu

2013

Recensione DEATH SS - "Resurrection"

DEATH SS

Resurrection

Lucifer Rising /Self

Data di Pubblicazione: 6 Giugno 2013

 

 

Alister Crowley al Titty Twister, mentre fa headbanging ad un concerto dei Rammstein? Vi spiazza come immagine? Ecco. Aggiungete il fatto che il suddetto Alister sia vestito con uno splendido completo preso dal ‘Dracula’ di Coppola e che si aggiri un po’ spaesato, ed avrete un affresco quanto mai veritiero dello stato d’animo del sottoscritto. Attenzione: non si tratta di una stroncatura! Questo ‘Resurrection’, ottava fatica musicale sulla lunga distanza (tralasciando una sequela infinita di EP, Best of, live etc.) di uno dei pezzi di storia del metal italiano, gli inquietanti e leggendari Death SS, reduci da un periodo di produzioni in cui, forse per stima personale (giustificata) di Steve Sylvester verso la figura di Rob Zombie (muisicista, gran regista horror, fumettitsta etc.), avevano perso totalmente la loro identità di heavy metal horror band per diventare una specie di pantomima di gruppi modern-metal legati ad un certo immaginario neo-gothic-punk. Va detto subito che, con l’opener ‘Revived’ ed ascoltando la produzione (ottima, ma non sempre contestualizzata ed attinente alla band) ed altre tracce come ‘Dionysus’ (sembra uscita da un album dei 69 Eyes) o la conclusiva ‘Bad Luck’, forse riferita alla leggenda sulla mala sorte portata dalla band, è facile pensare che le cose siano cambiate di poco, con solo un miglioramento qualitativo in fase di composizione ed esecuzione, grazie alla chitarra di Al De Noble ed al drumming splendido di Bozo Wolf. Altro errore.

 

La formazione pesarese, conscia di non poter imitare chi viene da altri luoghi e, soprattutto, memore del suo glorioso passato e di un’identità che affonda le radici più nell’horror alla Bava, Argento o Fulci, più che a quello made by Tobe Hooper, confeziona anche pezzi godibilissimi, ben bilanciati e di valore come ‘The Crimson Shrine’, ‘The Darkest Night’ e l’inquietante e fiabesca ‘Ogre’s Lullaby’, che sembra uscita veramente dalle riprese di ‘Phenomena’ di Argento. La scrittura di questi brani, come anche quella di ‘The Devil’s Graal’ o ‘Precognition’, assieme ad una performance ottima di tutta la band, specialmente il tastierista Freddy Delirio, vera marcia in più per dipingere ritratti gotici dell‘800 che non stonino dentro una discoteca dark, riesce a raggiungere un buon punto di equilibrio tra cosa sono stati i Death SS e come si vorrebbero evolvere. A completare il tutto, che non è primo da pecche anche notevoli e scelte poco azzeccate, la performance di Steve, energia, rivitalizzata e ben inserita nel contesto dei brani, nonostante le già citate ‘macchie’ come un impiego un po’ troppo monolitico e lineare della chitarra di De Noble, spesso sacrificata al solo ruolo ritmico, mentre i pochi assoli fatti, come in ‘The Darkest Night’ o in un altro intrigante gioiello esoterico, ‘The Song of Adoration’, con arpeggio iniziale da deserto del Nevada dal quale sbucano i Vampires di Carpenter, dimostrano che si sarebbe dovuto dare più spazio alla creatività dei singoli musicisti e rischiare sulla strada dell’ibridazione tra queste due anime.

 

Un lavoro positivo ma lascia soddisfatti solo a metà, pensando a quello che sarebbe potuto essere ma non è stato. La speranza è nelle lugubri notti a venire: va bene rinnovare il mobilio del castello di Vlad, ma senza farlo diventare la cucina dei Cullen! Menzione speciale, sia per la qualità che per i riferimenti al brano ‘Eaters’, main theme di uno degli zombie movie di recente produzione italiana (in cui recita anche Steve) tra i più belli che possiate vedere in circolazione, soprattutto se pensate che è un film indie. Speriamo che il crepuscolo diventi sempre più oscuro.

 

Andrea Evolti

 

Tracking List:

1.Revived

2.The Crimson Shrine

3.The Darkest Night

4.Dionysus

5.Eaters

6.Star in Sight

7.Ogre’s Lullaby

8.Santa Muerte

9.The Devil’s Graal

10.The Song of Adoration

11.Precognition

12.Bad Luck

 

Line Up:

Steve Sylvester: voce solista

Freddy Delirio: tastiere

Glen Strange: basso

Al De Noble: chitarre

Bozo Wolf: batteria