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mar

09

lug

2013

Recensione EDENBRIDGE - "The Bonding"

EDENBRIDGE

The Bonding

SPV Steamhammer

Data di Pubblicazione: 24 giugno 2013

 

 

 

Quando ad avere il fiato corto sono anche i maratoneti, forse è il caso di fermarsi. La metafora atletica cerca di dipingere la condizione di un genere, il symphonic/melodic speed metal con voce femminile (spesso definito, a sproposito, se mi si consente, gothic) e non solo quello degli Edenbridge in questa loro ottava fatica, 'The Bonding'.

 

Le note di apertura dei primi tre brani, 'Mystic River', 'Alight a new Tomorrow' e 'Star Crossed Dreamer' sono come vedere una qualsiasi puntata di Beautiful: sai già tutto, hai già visto tutto e, anche se non l'hai visto, sai già come andrà a finire...e questo è grave per una band, ma lo è ancora di più se è una prime-mover di questo genere (Sunrise in Eden', l'esordio, è del 2000). Chitarre possenti ma, quasi sempre (se si escludono alcuni brani nel finale) mono-riff e con una sorta di idiosincrasia per gli assoli, le solite tastiere magniloquenti, ben suonate e ben prodotte ma copia carbone di uno stile inaugurato da Kolopainen (Nightwish). Infine la voce (bella, nulla da dire) di Sabine Edelsbacher che, a parte alcuni passaggi di 'Shadows of my Memory' e 'Far Out of Search' ed il duetto con Erik Mårtensson nella finale (e lunga.....fin troppo lunga) 'The Bonding', ricalca cliché, linee vocali e mood interpretativo veramente troppo simile ai lavori precedenti ed agli stereotipi del genere, che sanno veramente di stantio. La rabbia sale quando negli ultimi brani, i già citati 'Shadows of my Memory' e 'Far Out of Search', assieme ad alcuni momenti della title-track di chiusura, si sente, finalmente, una maggior verve chitarristica, soprattutto grazie a dei bellissimi assoli di Dominic Sebastian e Lanvall (esecutore anche delle keys): questo fa solo inviperire di più, pensando a come avrebbero potuto innalzare il livello compositivo di un lavoro veramente piatto, prevedibile, patinato e confezionato bene, ma dove l'arte dei singoli e lo spirito della band austriaca sembrano solo una fotocopia, di una fotocopia...di una fotocopia, con una sessione ritmica 'operaia' (per non dire 'zombiezzata'), relegata a ruolo di puro metronomo.

 

Qui, di arte, ce n'è ben poca, se non le track precedentemente citate, i pochi picchi delle due chitarre e di Sabine in qualche brano (che alzano di mezzo punto il voto); a coronamento negativo, 'Into a Sea of Souls', una delle più noiose e manieristiche ballad melodic/gothic di questi anni, un incrocio tra il materiale di scarto loro, dei Nightwish ed un film anni '70 del filone italiano 'lacrima-movie', con colonna sonora degli Abba (con tutto il rispetto per la gloriosa pop-band svedese)!

Peggio che orribile: insipido e pronto per l'oblio dopo 5 secondi dalla fine del disco!

 

 

Andrea Evolti

 

 

Tracking List:

01. Mystic River

02. Alight A New Tomorrow

03. Star-Crossed Dreamer

04. The Invisible Force

05. Into A Sea Of Souls

06. Far Out Of Reach

07. Shadows Of My Memory

08. Death Is Not The End

09. The Bonding

 

Line-up:

SABINE EDELSBACHER: Lead Vocals

LANVALL: Lead, Rhythm & Acoustic Guitars, Bass, Keyboards & Piano, Kacapi

MAX POINTNER: Drums

DOMINIK SEBASTIAN: Lead & Rhythm Guitars

WOLFGANG ROTHBAUER: Bass

Guest Musicians:

ERIK MARTENSSON: Lead Vocals on ´The Bonding`

ROBBY VALENTINE: Backing Vocals & Choirs