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dom

28

lug

2013

Recensione JAMES LABRIE - "Impermanent Resonance"

JAMES LABRIE

Impermanent Resonance

 InsideOut Music

Release date: 29 Luglio 2013 (Europe), 6 Agosto 2013 (North America)

 

 

 

A tre anni dalla pubblicazione di Static Impulse, il frontman e cantante dei Dream Theater James LaBrie, ci propone il terzo album da solista. Una costante evoluzione artistica partita da Elements of Persuasion fino al nuovissimo Impermanent Resonance che è il culmine delle due precedenti opere e fusione delle stesse. Gli afficionados del singer canadase hanno potuto saggiare la differenza di impostazione dei primi due album, fattore che in questa nuova fatica trova una amalgama più omogea e proiettata a sonorità contemporanee e Post Progressive Metal con contaminazioni di Digital Processing e Dubbing. Lineup invariata e più che collaudata che sforna 12 tracce dalla struttura elaborata e ben progettata.

 

Primo singolo e top track proposta è "Agony" pezzo dalla velocità impressionante e dalla struttura ritmica basso-batteria spezzaossa. A rendere maggiormente l'intensità melodica troviamo la chitarra baritona di Marco Sfogli ed il growlin di Peter Wildoer che crea un contrasto mirato ad evidenziare la cristallinità e la pulizia vocale di James LaBrie. Grande lavoro di synth in "Undertow" ove la contrapposizione di voce clean/growling diventa marcato e di alto pregio; tutto è poggiato sul duetto chitarra e doppiacassa in un main riff "smooth impact" che ci accompagna ad un solo di tecnicità e consistenza notevole. In "Slight of Hand" troviamo nuovamente in primo piano Matt Guillory con le sue testiere che, affiancato ad un riff dalle arie Petrucciane ed in intenso groove di basso, spinge la voce di James in in ritornello dal panorama vocale sterminato fino ad un assolo di Marco Sfogli strutturato e dall' alto grado di tecnicismo.

 

Cambio di registro per la Heavy Ballad "Back On The Ground", indiscussa canzone leader dell'album ed in puro stile LaBrie. Spiccata morbidezza vocale nella prima strofa poggiata su un arpeggio clean che si trasforma in un granitico impatto sonoro di 7 corde baritone che contribuiscono a mettere in piena luce la parte del cantato che, nel solo, si fonde con le note di Marco Sfogli. Ritornati sulla retta via del Prog dalle sonorità moderne, venivamo proiettati in "I Got You" abbastanza neutra e che è sostenuta maggiormente dalla parte vocale rispetto a quella strumentale. "Holding On" è tripudio del tempo di cassa triplettato e dei suoni futuristici oltre ad un interessante duetto nel solo tra chitarra e tastiere;"Lost In The Fire" subisce una corposa contaminazione di Digital Processing ed effetti digitali ma mantenendo una classica struttura sonora mirata nuovamente a puntare l'attenzione alla voce. Riff articolato e dal forte impatto ritmico per "Letting Go", supportato da una parte di batteria dai pattern altrettanto ricercati.

 

Bella l'incisività impressa in "Destined to Burn" che con la chitarra detuned a sottolineare gli accenti ritmici, marca il tempo moderato del brano; seconda frenata nello scorrere della tracklist è segnata da un altra Top Track, "Say You're Still Mine", Ballad che fa nuovamente gioco/forza sulle qualità canore di LaBrie, capace di avvolgere come seta o aprire orizzonti crepuscolari con la sua voce. Post Progressive Metal dal retrogusto Progressive per "Amnesia" stereotipo della nuova frontiera musicale che va delinenadosi nei precursori del genere. Parte musicale dura e massiccia convergente verso un fraseggio vocale dai "canoni scolastici" alternati a piccoli interlude che spezzano si il ritmo ma che contribuiscono a caratterizzare la forte consistenza del brano. Forte ripresa di velocità viene imposto dall'apertura di "I Will Not Break", un'altra Top Track, espressione di tecnica musicale di elevato spessore artistico della band che conclude in maniera eccelsa un album completo.

Difficile dare un giudizio quando si ha nelle orecchie un prodotto del genere. Le capacità dei singoli artisti sono ampiamente sopra la media ma, caratteristica che distingue e fa emergere alcuni progetti, sta nel come sfruttare ed ottimizzare al meglio tali risorse.

 

Nelle 12 tracce del disco si ha la visione della complessa evoluzione impressa dal gruppo rispetto i precedenti dischi: molto più spazio alle tastiere ed al Digital Processing, la presenza di parti di cantato in growling più coprotagoniste ma mai troppo presenti, l'uso di chitarre detuned, o baritone, per marcare le sonorità e dare corposità notevole, fattori mirati, come già detto, ad evidenziare le doti di James LaBrie. Un disco che potrebbe racchiudere in se il preludio della nuova frontiera del Post Progressive Metal.

 

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

1. Agony

2. Undertow

3. Slight Of Hand

4. Back On The Ground

5. I Got You

6. Holding On

7. Lost In The Fire

8. Letting Go

9. Destined To Burn

10. Say You're Still Mine

11. Amnesia

12. I Will Not Break

 

Lineup:

James LaBrie - Lead Vocals

Matt Guillory - Keyboards, Background Vocals

Marco Sfogli - Guitars

Ray Riendeau - Bass

Peter Wildoer - Drums, Screams

 

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Official Videos:

Agony
Back On The Ground