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mer

28

ago

2013

Recensione EVERLAST - "The Life Acoustic"

EVERLAST

The Life Acoustic

Long Branch Records / SPV

Release date: 2 Settembre 2013

 

 

Se si dicesse solo Erik Schrody, moltissimi si domanderebbero: chi è? Il nome d'arte fornisce molti più indizi e fa apparire tutto più chiaro: Everlast. Una gioventù storica e dalla fama mondiale con il gruppo Rap House of Pain, per i meno abbietti al genere quelli di "Jump Around?”, famosissima hit che spopolava nei primi anni '90. Everlast produce il suo settimo disco scegliendo una formula ardua: totalmente acustico. Le trascorse collaborazioni con Ice-T, Madonna, Korn, Santana che nel 1999 gli ha regalato un Grammy per la canzone “Put Your Light On”, Limp Bizkit, Snoop Dogg e Cypress Hill hanno fatto in modo da consolidare la vena artistica di Everlst orientandolo ad un Rock dalle venature Blues e Southern, senza disdegnare un pizzico di Rap. La sua voce calda e sabbiata, dai toni medio bassi, non spinge mai ad ottave troppo alte e si affianca alla sua inseparabile chitarra acustica ed un piano in melodie semplici ed avvolgenti.

 

Immaginiamo per un attimo un palco modesto di un tipico locale del sud degli States ed un chitarrista che annuncia ogni suo brano scandendone il titolo: ecco l'ambientazione offerta da Everlast!

 

The Life Acoustic, è un disco molto omogeneo e ben movimentato nella tracklist che non annoia assolutamente l'orecchio, offrendo sonorità morbide e calde contrapposte a ritmi incalzanti e freschi. Di sicura nota sono la Top Track “Sad Girl” che apre l'album subito seguita dalle splendide “Black Jesus” e da “Today”. Da evidenziare anche brani come “Weakness” e la blueseggiante “Children's Story” senza dimenticare “Stay”, “Lonely Road” e l'intensissima “Grandma's Hands”, in puro Southern Style. La chiusura è affidata ad una chicca che solo Everlast poteva permettersi: “Jump Around?” dei suoi House Of Pain in versione acustica.Pregevole.

 

Sicuramente la riconferma dello spessore artistico di un musicista poliedrico e che sa spaziare in generi che difficilmente potrebbero essere accomunati così facilemente. Un ottimo lavoro che potrà essere apprezzato da un ampio bacino di ascoltatori per via della sua semplicità di ascolto. Unica nota stonata sta nel fatto che in Italia non potremo apprezzare alcun live visto che il tour europeo toccherà tutto il Vecchio Continente ad eccezione del nostro stivale. Peccato.

 

Recensione a cura di Luca MonsterLord

 

 

Tracklist:

01. Sad Girl

02. Black Jesus

03. Today

04. Broken

05. Stone In My Hand

06. Weakness

07. Children's Story

08. Stay

09. My Medicine

10. Lonely Road

11. Grandma's Hand

12. Jump Around?

 

Line-up:

Erik Schrody (Everlast)

 

Links:

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