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ven

11

ott

2013

Live Report SHADOW GALLERY @ Live Club, Trezzo d'Adda (MI) - 9 Ottobre 2013

Report a cura di Andrea Evolti -  Foto a cura di Fabrizio Tasso

 

Si scopre, a volte, che la musica va oltre il suono: è visione, odore, tatto, ricordo e speranza. Proprio grazie agli Shadow Gallery, e proprio grazie ad un concerto come quello di mercoledì 9 Ottobre al Live di Trezzo d'Adda, si può riscoprire l'ampiezza del ventaglio emozionale che dona il metal progressivo della formazione statunitense, in Italia per la seconda volte. Si potrebbe continuare elencando i motivi per cui, questo show, sia risultato speciale: la presenza di un pubblico non numerosissimo, ma di aficionados competenti ed appassionati.

 

La scaletta, che pesca dal meglio della loro produzione, con brani come 'Questions at Hand', 'War for Sale', 'New World Order' con l'ospite speciale Glynn Morgan ex-singer dei Threshold, ad interpretare la parte che su 'Tyranny' fu dell'inarrivabile D.C. Cooper (con ottimi risultatati, ma non al livello, improponibile, di quella performance); o, molto più semplicemente con il genio del sestetto della Pensylvania, un gruppo di artisti a tutto tondo che da sfoggio di tecnica, gusto, passione, il tutto con una leggerezza, una semplicità, una naturalezza che incantano: i cori di stampo Queen portati avanti da Cadden-James , da Allman e da Wehrkamp con un'armonia che sconquassa l'anima, aprendo nascoste camere dei ricordi ed improvvise porte verso i sogni del futuro, indicato dalla voce solista di un impeccabile, nonostante un fastidioso raffreddore, Brian Ashland, con il suo timbro che ricorda Tate, in alcuni passaggi. La 'Galleria dell'Ombra' ci racconta altre storie, tragiche e drammatiche, come quelle di 'Christmas Day' e 'I Believe', o sognanti come 'Don't ever cry, just remember', impreziosita dai cristallini passaggi di flauto traverso del bassista e mastermind Carl Cadden-James, dove i nostri menestrelli onirici danzano, scambiandosi gli strumenti, come Wherkamp e Deigert, sempre ad alternarsi tra riff, assoli e parti di tastiera, con l'aggiunta di Ashland, che si dimostra anche buon tastierista e chitarrista di primissimo livello, tanto da duettare con Allman in alcuni assoli.

 

Ciò che incanta, come si diceva prima, non è il semplice talento musicale (che con l'assolo del mago dei ritmi, Nevolo, tocca livello epici), già di per sé straordinario, ma l'intesa, l'armonia con cui il six-piece americano scrive e narra le sue storie, tanto che la musica sembra non scaturire dagli strumenti, ma da una dimensione superiore, che molto ha di terreno, ma molto di più ha del divino.

 

 

Così si esauriscono due ore di concerto con una fluidità impressionante, quasi fosse, appunto, l'esaltante sogno estivo di un bambino: tutto questo, però, lascia un marchio indelebile nelle anime degli spettatori, ulteriormente reso più profondo dal trittico finale 'The Queen of the City of Ice', la bellissima cover di '2 Minutes to Midnight', con il duetto Ashland/Morgan e la conclusiva, antemica e rinvigorente per i sogni di ieri e di domani, 'Crystalline Dream'.

 

Si dice che i sogni muoiano all'alba: non è vero, nascono di notte e combattono per costruire nuovi giorni, protetti dalle ombre dei ricordi. Assolutamente monumentali!