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lun

14

ott

2013

Recensione PEARL JAM - "Lightning Bolt"

PEARL JAM

Lightning Bolt

 Monkeywrench Records/Universal

Data Pubblicazione: 15 Ottobre 2013

 

 

LIGHTNING BOLT, disco tanto atteso del 2013, apre un’epoca nuova per gli universali PEARL JAM, stratosferica rock band di grandezza planetaria. Questo non è il luogo per parlare della loro carriera, che si può trovare in qualsiasi sito informativo, bensì lo è per celebrare un lavoro che decreta l’avvenuta maturità di Vedder & Co.

 

La prima cosa che si chiede all’ascoltatore è di non fare paragoni con “Vitalogy” (1994) o “Binaural” (2000), per citare due pietre miliari del’hard rock, del grunge e dell’alternative music, ma di prendere le canzoni una ad una e inglobarle profondamente in sé. Solo dopo questa premessa si potrà intendere e amare il contenuto totale di LIGHTNING BOLT.

 

L’introduzione è affidata a “Getaway”, un brano tutto sommato usuale con belle chitarre, cui segue il pezzo di lancio, il punkettone “Mind Your Manners”, che ha fatto storcere il naso ai fan più accaniti, sebbene la passione dei Pearl Jam per il punk non sia una novità. Ma il meglio arriva con l’ormai sfruttata da ogni network, “Sirens” (il cui video è visibile qui), che una lacrimuccia di commozione la fa scendere, anche se saranno “Pendulum” e “Future Days”, le due ballad da pelle d’oca alta un centimetro, a fare sgretolare i cuori di pietra. L’intensità di questo disco non sta tutta racchiusa qui, i Pearl Jam sono anche e soprattutto potenza e adrenalina.

 

La voce di Vedder è come il vino, invecchiando migliora, il suo carisma e il suo talento sono ineguagliabili, ma la coesione del team vale tanto quanto il Vedder solista di “Into the Wild” e la potente purezza della titletrack “Lightning Bolt” è una dimostrazione di quanto questa bomba sia fragorosamente esplosa. Il rock/blues di “Let the records play” lascia spazio al folk della già sentita (in “Ukulele Songs”) “Sleeping by Myself”.

La lenta “Yellow Moon” e la già citata “Future Days” insieme al piano e al violino chiudono, così, un album immenso e pieno d’amore.

 

La band ha un tiro pazzesco e solo l’unione dei suoi componenti ne sancisce la maturità e l’evoluzione, che è sintomo dello stare bene, di crescere e di vivere la propria mezza età con una consapevolezza filosofica sonora in continuo divenire.

 

Questo non è il disco per chi vuole conoscere i Pearl Jam partendo da zero, questo è il disco della crescita, di un gruppo di quasi cinquantenni che, per fortuna, non pensa di avere vent’anni in meno. E’ insomma un album figlio di questi tempi. Signori, “la più famosa rock’n’roll band degli anni ’90” è tornata e ad oggi è ancora il meglio che c’è.

 

 

Margherita Simonetti

 

Line-up:

Eddie Vedder_voce e chitarra ritmica

Stone Grossard_chitarra

Mike McCready_chitarra

Jeff Ament_basso

Matt Cameron_batteria

 

Tracklist :

1.Getaway

2.Mind Your Manners

3.My father’s son

4.Sirens

5.Lightning Bolt

6.Infallible

7.Pendulum

8.Swallowed Whole

9.Let the records play

10.Sleeping by myself

11.Yellow Moon

12.Future Days

 

 

Web site:

www.pearljam.com

www.facebook.com/PearlJam

www.twitter.com/PearlJam